Si è conclusa da pochi giorni un’ulteriore tappa dell’Archeofestival 2026 – IV edizione, dal titolo “Spazi ludici, tempi sacri”, che ha visto protagonista, a Pontecagnano Faiano, il territorio dei Picentini con la partecipazione dell’Ecomuseo dei Picentini – Le terre della felicità. L’Archeofestival conferma il fondamentale contributo della cultura al dialogo e alla memoria.
La giornata ha registrato una straordinaria affluenza proveniente da tutta la Campania, a testimonianza di un interesse crescente verso un’offerta culturale, capace di coniugare archeologia, paesaggio, tradizioni e partecipazione civica.
Il programma si è aperto con la visita all’Area archeologica di Fratte, luogo emblematico per la comprensione delle dinamiche insediative e dei processi di incontro tra popoli nel Mediterraneo antico. Particolarmente significativo è stato il momento di confronto con una famiglia di origine siriana, che ha arricchito la riflessione sul tema delle migrazioni, creando un ponte ideale tra antichità e contemporaneità.
Il percorso è proseguito presso il riqualificato ex Tabacchificio Centola e con la mostra fotografica “Agorai – Le Piazze e le Storie” di Gaetano Napolitano, accanto alla presentazione della proposta progettuale di riqualificazione urbana a cura dell’arch. Adele Basso per un’area del quartiere di Via Verdi, esempio concreto di rigenerazione partecipata.
Di grande impatto l’opera site specific dell’artista Michela Liberti, realizzata in collaborazione con Fornace Falcone, che ha fatto dialogare il passato e il presente in chiave simbolica e identitaria.
Momento centrale della giornata è stata l’approfondita visita al Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano, guidata dal prof. Carmine Pellegrino (Università di Salerno) e dalla dott.ssa Antonella Massanova. L’attenzione si è soffermata sul tema delle migrazioni nell’antichità e sulla capacità di integrazione culturale delle comunità etrusche di frontiera, suscitando un intenso dialogo con il pubblico.
Le attività si sono concluse presso il Parco Eco-Archeologico di Pontecagnano Faiano, con l’accoglienza dei volontari di Legambiente e dei giovani del Servizio Civile del Circolo OcchiVerdi. La giornata si è chiusa in un clima di festa grazie ai momenti musicali e alla degustazione della tradizionale “regina”, la crespella della pasticceria picentina.
Il ruolo dell’Ecomuseo dei Picentini
La presenza dell’Ecomuseo dei Picentini ha rappresentato un valore aggiunto, rafforzando la visione di un territorio che si racconta attraverso il patrimonio materiale e immateriale, promuovendo turismo sostenibile, identità locale e reti collaborative. L’iniziativa ha dimostrato come l’integrazione tra istituzioni, associazioni, mondo accademico e imprese locali possa generare un modello virtuoso di sviluppo culturale.
L’Archeofestival si conferma così un grande laboratorio diffuso di cittadinanza culturale, capace di connettere “tempo sacro” e “tempo libero”, memoria storica e progettualità futura, nella convinzione che la cultura rappresenti oggi uno degli strumenti più efficaci per costruire comunità consapevoli e territori coesi.






