di Erika Noschese
Punta alla riconferma, con un’idea chiara di città e di sviluppo futuro, l’assessore alle Politiche ambientali uscente del Comune di Salerno, Massimiliano Natella, oggi nuovamente in campo con Avanti Salerno Psi, a sostegno del candidato sindaco Vincenzo De Luca. Natella, la campagna elettorale è appena entrata nel vivo: un mese intenso. Qual è il riscontro che sta ottenendo dai cittadini? «È presto per dirlo, però sto notando un entusiasmo crescente che coinvolge la mia squadra, le persone che mi vogliono bene, che mi sostengono e che credono fermamente nel progetto politico che stiamo portando avanti. Stiamo quindi affrontando questa campagna elettorale con il piglio giusto, con l’entusiasmo di chi vuole riproporre un modello di lavoro per la città di Salerno, sulla scorta di quanto fatto in passato, ma anche con l’ambizione e la visione di immaginare la città dei prossimi anni: una città che sappia ammodernarsi, ringiovanirsi e compiere quei passi avanti di cui parliamo da tempo. Sono convinto che al termine di questa campagna elettorale avremo una squadra di governo capace di amministrare bene, guidata da un sindaco autorevole come Vincenzo De Luca, che ha già dimostrato in passato di avere visione, forza e capacità amministrativa per ottenere risultati anche impensabili per questa città, risultati che in alcuni casi sembravano sogni, come quello della città turistica e delle grandi opere. Oggi, però, è necessario, a mio avviso, affiancare a questo percorso anche una squadra di persone in grado di portare valori all’amministrazione in Consiglio comunale, persone capaci di offrire esperienza e di fondare la propria azione politica sull’impegno quotidiano». Assessore uscente alle Politiche Ambientali, occorre ricordare che la città di Salerno è partita con uno svantaggio di due anni sul tema del verde pubblico… «Sì, io mi sono trovato a gestire l’assessorato alle politiche ambientali da più giovane della giunta comunale del 2021, a pochi giorni da un’indagine della magistratura che aveva azzerato praticamente il sistema delle manutenzioni. Devo dire però che, nel corso degli anni, questo lavoro appassionato e impegnato ci ha consentito di costruire una macchina che oggi funziona, che va alimentata e che, in modo corretto e con costi sostenibili, sta garantendo la manutenzione della città e programmando anche il futuro. Abbiamo realizzato interventi importanti a tutela della sicurezza, con coraggio, comunicando ai cittadini che era necessario abbattere, purtroppo, alcuni alberi pericolosi. Lo abbiamo fatto con trasparenza, pubblicando sul sito del Comune le relazioni agronomiche. Avevamo programmato anche interventi di messa a dimora di nuove piante e, nell’ultimo periodo dell’amministrazione, abbiamo completato questo progetto grazie a un finanziamento regionale. Abbiamo inoltre realizzato ulteriori azioni utilizzando piante provenienti dai vivai regionali: abbiamo fatto il possibile per aumentare il verde in città. È notizia di questi giorni che il Comune sta portando avanti anche interventi di endoterapia, cioè attività di cura su circa 200 pini cittadini, seguiti da agronomi, per prevenire attacchi di patogeni come avvenuto in passato. È un’attività che, devo dirlo senza filtri, prima della mia gestione non era stata effettuata. Non significa che chi c’era prima abbia lavorato male, ma che oggi abbiamo colto l’occasione per adeguarci e tutelare meglio il patrimonio arboreo. Altro tema che credo vada portato avanti e che deve essere una missione dell’amministrazione è quello del miglioramento della Polizia Municipale. Ritengo che, per l’esperienza che ho maturato, senza un corpo adeguato di Polizia Municipale non si riesce a gestire la città, non solo in termini di sicurezza e viabilità. Ritengo che il corpo di Polizia Municipale vada potenziato e integrato, perché abbiamo la necessità di reprimere i reati ambientali, controllare la movida e garantire quell’ordine e quella deterrenza che consentono una città vivibile per i nostri concittadini. Altro aspetto che ritengo fondamentale e strategico per il futuro della città è quello dei trasporti. Salerno ha ancora un sistema di trasporto pubblico pensato forse negli anni Settanta, quando non esistevano interi quartieri della città e quando non era stata ancora realizzata la metropolitana leggera. Oggi dobbiamo adeguare e ammodernare il sistema dei trasporti, come avviene in altre città italiane. Basterebbe, ad esempio, utilizzare gli stessi chilometri di percorrenza per creare linee circolari di quartiere che favoriscano l’interscambio con la metropolitana. Dovremmo immaginare la programmazione di terminal dedicati, così da poter sopprimere le linee che duplicano i percorsi della metropolitana a favore di circolari più frequenti, capaci di collegare meglio i quartieri periferici al centro città e, al tempo stesso, di contribuire a snellire il traffico urbano. Altro aspetto da considerare con attenzione è il tema della mobilità sostenibile, che deve essere centrale in questa città, anche alla luce delle condizioni climatiche di cui parlavo poc’anzi. Sono convinto che queste proposte possano essere incardinate all’interno di una programmazione organica. Servirebbe un polo fieristico, così come sarebbe opportuno intervenire sul piano urbanistico, incentivando la realizzazione di un numero maggiore di strutture alberghiere in città. Il turismo si costruisce anche attraverso queste infrastrutture: questo percorso rappresenta il naturale completamento di una visione politica avviata negli anni scorsi e che oggi deve essere portata avanti con decisione dalla nuova amministrazione. Accanto alla visione di una città da ammodernare e ringiovanire, dobbiamo affrontare le problematiche di tutti i giorni, che incidono concretamente sulla qualità della vita dei cittadini. Su questi aspetti è necessario essere più incisivi, lavorare quotidianamente e affrontare con puntualità le questioni legate alla manutenzione e alla cura della città. In sintesi, una città che cambia deve poter contare su un’amministrazione adeguatamente pronta a gestire e accompagnare questi investimenti». Lei vive i rioni collinari, da oltre 10 anni ha un punto di ascolto a Giovi ma c’è tanto da fare ancora… «Io penso che la zona collinare abbia la necessità di uno sviluppo che può essere possibile solo se viene considerata complementare a quello della città. Durante la mia esperienza da assessore mi sono trovato ad accogliere alcune proposte che ho ritenuto importanti, come quella del CAI, l’associazione nazionale che si occupa di trekking, che ci ha proposto l’istituzione di un percorso naturalistico a Giovi Montena, oggi battuto e anche censito nelle mappe. C’è un altro percorso che è stato riscoperto anche grazie a un progetto scolastico e successivamente valorizzato dalle scuole, e che oggi sarà ulteriormente rilanciato anche in occasione del quarantennale del CAI. Si tratta di attività che hanno bisogno però di un accompagnamento politico. Credo che in questo caso sia necessaria una legge regionale per poter istituire risorse dedicate alla gestione di questi percorsi. La città collinare di Salerno ha queste prospettive: incentivare lo sport all’aria aperta e valorizzare le aree picnic. Questo è lo sviluppo ulteriore che possiamo immaginare, considerando però che la periferia ha anche un altro grande vantaggio, che è quello del paesaggio. Si tratta quindi di un’area da tutelare, con servizi da ammodernare, a partire dal trasporto pubblico, che deve beneficiare di quel rinnovamento di cui parlavo prima. La città va considerata nella sua interezza, tra centro e periferie, valorizzandone le specificità. Un’amministrazione attenta è quella che sa distinguere le peculiarità dei quartieri e programmare le risposte in base alle reali necessità e caratteristiche di ciascuna area».





