IL TAGLIANDO ELETTORALE - Le Cronache Salerno
Salerno

IL TAGLIANDO ELETTORALE

IL TAGLIANDO ELETTORALE

Giovanni Falci

Caro Direttore, come ti anticipavo, voglio affidarti una mia riflessione sulla pubblicità elettorale che si sta svolgendo per le elezioni comunali. Ritengo infatti che oltre lo sconcio della invasione dei manifesti per strada attaccati ovunque e su qualsiasi cosa, ci sia un altro fenomeno assolutamente intollerabile e offensivo: il tagliandino pubblicitario nella buca delle lettere. Io personalmente mi sento offeso a trovare queste pubblicità nella mia cassetta della posta perché ritengo che il candidato di turno pensi che possano esistere persone che gli danno il loro consenso perché folgorati dalla sua immagine o peggio dal suo slogan. A costoro consiglierei di leggere Chuang-Tzu un maestro del taoismo cinese che, addirittura nel IV secolo AC tra gli 8 difetti degli uomini, metteva al primo posto “farsi avanti senza che nessuno ti abbia invitato significa ingerirsi”. Questi candidati ritengono che il popolo debba votare senza cervello, senza conoscere il programma dell’aspirante rappresentante, senza conoscere la faccia, senza sapere in buona sostanza chi sia. Senza ritegno, e con faccia tosta, non esitano a martellarti di “santini” nella buca delle lettere incuranti della molestia che ti arrecano, non fosse altro di dover cestinare nella differenziata “carta” il loro inutile spot. Poi dopo l’iniziale offesa sopravviene un senso di pietà per questi candidati che spendono soldi inutili, inquinano, disturbano. La pietà nasce dal fatto che costoro si considerano prodotti da supermercato; il più delle volte infatti il loro tagliandino convive nella buca con le offerte dei vari supermercati.È triste pensare che una persona si metta in “offerta speciale” come un dentifricio o un chilo di pasta. Questi candidati adottano il sistema della pubblicità commerciale anche per quella elettorale. Essi quindi pensano che attraverso questa tecnica di distribuzione del materiale pubblicitario, riusciranno sottilmente a condizionare l’elettore fino a renderlo un automa, felice di farsi ingannare. Per raggiungere il loro scopo infatti, questi candidati sono disposti a tutto, ad approfittare di ogni ingenuità, ad abbattere ogni difesa, a smorzare la capacità critica, a violare la dignità della persona e lo stile nei rapporti e nei comportamenti. Se poi andiamo oltre con i pensieri sembra allora che costoro già si propongono per essere venduti e quindi acquistati. Bella prospettiva! Ma che cosa sarà a determinare questi comportamenti? Esiste secondo me una vera e propria sindrome che accompagna la discesa in campo nelle competizioni elettorali: LA RICERCA DI UN MOMENTO DI GLORIA! Per quei pochi giorni della campagna tante anonime persone si sentono al centro dell’attenzione e godono nel pensare di poter “comandare”, “decidere”. Costoro, perciò, hanno desiderio di farsi notare, di prevaricare, di ottenere attenzione o stima e questo li rende pedanti, indiscreti, molesti, assillanti, seccatori; in una parola, scocciatori. Nessuno che ti incontra ti dice effettivamente cosa si ripropone di voler fare da eletto; si sentono sempre e solo i soliti discorsi:” il fratello di mio cognato”,” il fidanzato di mia figlia”, il cugino dell’avvocato”, etc… È vero che non essendo una competizione politica ma solo amministrativa, le ideologie contano poco, ma per lo meno i programmi concreti e semplici dovrebbero essere esplicitati. Invece ogni giorno dovremo leggere fino al 25 maggio lo stupido slogan e vedere le facce più incredibili. Proporrei a questo punto a te Direttore il varo di un forum sul tuo giornale dove inserire le osservazioni dei cittadini sui vari manifesti e tagliandi che circolano. In questo periodo infatti ci sono persone che si sono inventati esperti di comunicazione senza sapere che questo è un campo difficile e regolato da principi scientifici. E allora si vede subito, di primo acchito, la pochezza che c’è dietro a queste centinaia di migliaia di euro letteralmente buttate al vento. “La moderna Cappuccetto Rosso, allevata a suon di spot pubblicitari, non avrebbe nulla in contrario a lasciarsi mangiare dal lupo” scriveva nel 1955 Marchall Mcluha, e ci aveva visto bene. Oggi i modelli di eloquenza non sono più i classici bensì le agenzie pubblicitarie, ma quelle di qualità, non il fai da te. Berlusconi ha insegnato che la pubblicità e la propaganda paga ma dovrebbero sapere i nostri candidati che paga quando è di qualità altrimenti diventa un pericoloso boomerang che invece di attirare consensi ha solo il pregio di fare divertire il pubblico che non può che ridere di fronte a certe facce, certe foto e certi slogan assolutamente improponibili.