Da Salerno ad Avellino parte la sfida delle candidature - Le Cronache Attualità
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Da Salerno ad Avellino parte la sfida delle candidature

Da Salerno ad Avellino parte la sfida delle candidature

La provincia di Salerno, come il resto del Paese, si prepara a vivere quella che potrebbe trasformarsi nella madre di tutte le campagne elettorali: le Politiche del 2027. Le urne potrebbero aprirsi già nella prossima primavera, in caso di scioglimento anticipato delle Camere, oppure nell’autunno dello stesso anno, alla scadenza naturale della legislatura. Una partita delicata per gli equilibri nazionali e per la geografia politica salernitana, tra parlamentari uscenti, consiglieri regionali, amministratori locali e aspiranti deputati e senatori. A cambiare le regole del gioco è lo Stabilicum, la riforma elettorale approvata con 227 voti favorevoli e 164 contrari. Il nuovo sistema supera il Rosatellum e introduce un impianto proporzionale con premio di maggioranza, destinato alla lista o alla coalizione che raggiunga almeno il 42% dei consensi, secondo le condizioni previste dalla legge. Il meccanismo prevede capilista bloccati e preferenze per gli altri candidati, restituendo centralità al consenso personale e al radicamento territoriale. Tra le novità anche l’obbligo, per liste e coalizioni, di indicare preventivamente il candidato che intendono proporre alla presidenza del Consiglio, senza modificare le prerogative costituzionali del Presidente della Repubblica. Per la Camera, la Campania si articola nelle circoscrizioni Campania 1 e Campania 2. Quest’ultima comprende Benevento, Caserta, Salerno e Avellino. Proprio il collegio salernitano-irpino si prepara a diventare uno dei principali terreni di confronto. Più ampia la geografia del Senato, dove la competizione interesserà un bacino elettorale esteso a più province, obbligando i partiti a trovare equilibri tra territori differenti. Nel centrosinistra, il primo nodo riguarda il Partito Democratico e Piero De Luca, deputato uscente e segretario regionale dem, che potrebbe ottenere la posizione di capolista alla Camera nel collegio Salerno-Avellino. Una candidatura destinata a confrontarsi con gli equilibri nazionali e con il rapporto politico non sempre semplice tra il padre Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, e la segretaria Elly Schlein. Ma non è l’unica ipotesi sul tavolo. Un secondo scenario vedrebbe infatti Piero De Luca candidato come capolista al Senato, lasciando libera la prima posizione alla Camera per un altro esponente del partito. In questo caso potrebbe aprirsi la strada a Maurizio Petracca, capogruppo del Pd in Consiglio regionale e figura di riferimento dei democratici in provincia di Avellino. Una soluzione che garantirebbe una rappresentanza irpina di primo piano, lasciando agli esponenti salernitani la competizione sulle preferenze. Una partita nella quale potrebbero inserirsi Corrado Matera, Franco Picarone e Luca Cascone. Matera, presidente della Commissione Bilancio del Consiglio regionale, può contare su un consenso consolidato nel territorio salernitano. Per lui, tuttavia, la candidatura parlamentare rappresenterebbe una scelta da valutare attentamente, considerando la recente riconferma in Consiglio regionale. Non è escluso, dunque, che possa decidere di restare a Palazzo Santa Lucia, lasciando spazio ad altri esponenti della propria area politica. Tra questi potrebbe emergere Giovanni Guzzo, consigliere provinciale che alle ultime regionali ha dimostrato una significativa capacità di raccogliere consensi. Diverso il discorso per Franco Picarone, che potrebbe essere tra i protagonisti della competizione per le preferenze. Il consigliere regionale, forte della propria esperienza amministrativa e politica, potrebbe puntare al Parlamento, misurando il consenso personale anche in provincia di Avellino. Da seguire la posizione di Luca Cascone, eletto in Consiglio regionale nella lista civica legata a Vincenzo De Luca. Per lui potrebbe profilarsi una candidatura nella quota delle preferenze, senza escludere la strada del Senato, dove sarebbero necessarie alleanze capaci di superare i confini provinciali. Non meno importante sarà la componente femminile delle liste. Tra i profili che potrebbero essere valutati figura Federica Fortino, vicina all’area politica del segretario regionale dem. Per i socialisti, invece, la partita ruota intorno a Enzo Maraio, segretario nazionale del Psi e assessore regionale al Turismo, che sembrerebbe intenzionato a tentare il passaggio a Montecitorio. La sua candidatura dipenderà dalla strategia elettorale del partito. Con una soglia di sbarramento del 3%, un accordo con altre forze del centrosinistra potrebbe diventare decisivo per assicurare una rappresentanza parlamentare. In questo scenario potrebbero inserirsi anche i civici che fanno riferimento ad Alessandro Onorato, con i quali potrebbe nascere una lista comune. Più complicata, almeno in questa fase, un’intesa con Italia Viva. Il partito guidato da Matteo Renzi sembrerebbe infatti intenzionato a giocare una partita autonoma, puntando su candidature capaci di intercettare il consenso nei territori. In provincia di Salerno circolano i nomi di Tommaso Pellegrino, Angelica Saggese e Gianfranco Valiante, tre figure che potrebbero rappresentare altrettanti punti di riferimento per la costruzione delle liste. Alleanza Verdi e Sinistra potrebbe invece decidere di puntare nuovamente sul parlamentare uscente Franco Mari, per il quale si profilerebbe una candidatura da capolista, anche alla luce delle difficoltà di radicamento della formazione politica in provincia di Avellino. Restano aperte le valutazioni sulle altre posizioni. Situazione analoga per Azione, che potrebbe riconfermare Antonio D’Alessio, parlamentare uscente del partito di Carlo Calenda. Più articolata la partita del Movimento 5 Stelle. Tra i possibili candidati figura Michele Gubitosa, che potrebbe ottenere la posizione di capolista. Accanto a lui potrebbero trovare spazio l’assessora regionale Claudia Pecoraro e l’ex consigliere regionale Michele Cammarano. La composizione delle liste dipenderà dalle scelte del gruppo dirigente nazionale e dagli equilibri territoriali. Anche nel centrodestra la partita delle candidature si annuncia movimentata. Forza Italia dovrà trovare un equilibrio tra le ambizioni dei dirigenti regionali, la riconferma degli uscenti e le richieste dei territori. Tra i nomi sui quali si concentrano le indiscrezioni figura Fulvio Martusciello, che potrebbe valutare una candidatura al Parlamento nazionale dopo l’esperienza europea. Una prospettiva che aprirebbe nuovi scenari nella definizione delle liste azzurre. Nella partita dovrebbe trovare spazio anche il deputato uscente Pino Bicchielli, esponente salernitano di Forza Italia e figura di riferimento del partito sul territorio. Dal versante irpino potrebbe emergere il nome di D’Agostino, mentre nell’Agro nocerino-sarnese la famiglia Di Leo potrebbe tentare una propria candidatura alla Camera. Ipotesi che dovranno confrontarsi con le decisioni dei vertici nazionali e regionali e con il ritorno delle preferenze, che renderà determinante la capacità di raccogliere consensi anche oltre i rispettivi territori. In Fratelli d’Italia, il punto di partenza potrebbe essere la riconferma della deputata uscente Imma Vietri, intenzionata a proseguire l’esperienza parlamentare. Per la Lega, invece, prende quota l’ipotesi di una candidatura del segretario provinciale Aurelio Tommasetti, che potrebbe essere indicato come capolista alla Camera nel collegio Salerno-Avellino. Nelle liste potrebbe trovare spazio anche Lucia Vuolo, già europarlamentare. Resta da chiarire il ruolo di Noi Moderati, che anche in provincia di Salerno starebbe attraversando una fase di difficoltà sul piano delle adesioni. A livello nazionale, inoltre, si rincorrono le ipotesi di un possibile ritorno in Forza Italia di esponenti come Mara Carfagna, una prospettiva sulla quale peseranno le valutazioni del leader Maurizio Lupi e gli equilibri complessivi del centrodestra. Per il momento prevalgono indiscrezioni, valutazioni e primi movimenti politici. Le candidature ufficiali arriveranno soltanto dopo la definizione delle strategie nazionali e degli accordi tra i partiti. Una certezza, però, sembra già emergere: tra Salerno e Avellino la corsa a Camera e Senato è cominciata con largo anticipo. E la composizione delle liste rischia di trasformarsi in una partita complessa quanto la campagna elettorale stessa. er.no