Usa, dopo batosta elettorale Trump irraggiungibile per i giornalisti: stretta sulle telefonate - Le Cronache
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Usa, dopo batosta elettorale Trump irraggiungibile per i giornalisti: stretta sulle telefonate

Usa, dopo batosta elettorale Trump irraggiungibile per i giornalisti: stretta sulle telefonate

(Adnkronos) – “Hello, chi parla?”, era la risposta che Donald Trump dava al giornalista di turno che lo chiamava sul suo telefono personale. Un numero privato che, negli ultimi mesi, era diventato di grande valore a Washington DC, perché permetteva un canale diretto con l’uomo più potente del mondo, a cui si poteva fare qualche domanda. Ora non più. 

Natalie Harp, la collaboratrice più stretta del tycoon – quasi la sua ombra – ha assunto un nuovo e importante ruolo in seguito alla disastrosa nottata elettorale dei Repubblicani nelle elezioni di metà mandato: controllare il cellulare personale del presidente e decidere chi può parlargli. Per mesi, la Casa Bianca si è vantata di quanto fosse facile per i giornalisti mettersi in contatto con Trump: i membri della stampa potevano tentare la fortuna e chiamarlo direttamente al suo numero di telefono per ottenere brevi interviste praticamente a qualsiasi ora, specie la mattina presto o nel weekend, quando era a giocare a golf. Se era di buon umore, il numero di chiamate aumentava. Al contrario, quando era di cattivo umore, non rispondeva quasi a nessuno. 

Adesso, le cose sembrano essere cambiate. Diversi giornalisti hanno riferito che, negli ultimi giorni, le chiamate effettuate al numero personale di Trump dedicato ai media hanno ricevuto risposta da una giovane donna, che ha insistito per sapere chi fosse l’interlocutore. Adnkronos ha provato a chiamare il numero che circolava tra i corrispondenti, ma, in questo caso, nessuno ha risposto. Quando Dasha Burns di Politico ha chiamato Trump durante una diretta nella notte elettorale, la persona che ha risposto è stata ripresa mentre chiedeva chi avesse chiamato. “Salve, posso chiedere chi parla?”, ha domandato con tono severo una voce femminile, non appena la chiamata è stata collegata. “Un momento, prego”, ha aggiunto la voce dopo una breve pausa. “Ehi, Dasha”, ha detto infine Trump, dopo che il telefono gli era stato evidentemente passato. Il quotidiano The Independent, inoltre, ha riferito che la voce sembrava identica a quella di Harp, dopo averla confrontata con una registrazione del suo discorso alla Convention Nazionale Repubblicana del 2020. 

Un corrispondente statunitense della Casa Bianca conferma ad Adnkronos che, in occasione di una sua recente telefonata di giovedì, a rispondere è stata sempre una giovane donna; quest’ultima ha passato la linea solo dopo che Trump, avendo sentito il nome del giornalista, ha dato il suo assenso. Adnkronos ha chiesto conferme all’ufficio stampa della White House, ma non ha ricevuto risposta. In tutto ciò, questo nuovo sistema di filtro sembrerebbe pensato per risparmiare a Trump conversazioni imbarazzanti con i giornalisti, in una fase in cui i suoi indici di gradimento sono scesi ai minimi storici; Harp gestirebbe tali chiamate “apparentemente a sua discrezione”. Si tratta di una netta rottura rispetto alla consolidata abitudine di Trump di rispondere personalmente al telefono – una prassi che lui e il suo staff avevano spesso citato come prova di una maggiore accessibilità rispetto ai presidenti precedenti. Il controllo esercitato da Harp su ciò che arriva al presidente si è fatto, a quanto pare, sempre più stretto. Diverse testate hanno riferito che la donna ha più volte messo in contatto Trump con l’attivista di estrema destra Laura Loomer, nonostante l’opposizione di alti funzionari dello staff; inoltre, sarebbe stata lei a spingere per la decisione, presa a settembre, di escludere la Cnn, Msnbc e Politico dalla Casa Bianca. Harp, con il passare del tempo, si è avvicinata sempre di più a Trump e, nelle ultime settimane, avrebbe abbandonato la scrivania che solitamente occupa fuori dallo Studio Ovale per trasferirsi nella sua sala da pranzo privata, dove stampa copie cartacee di articoli di giornale e documenti da sottoporre alla lettura del presidente. 

Harp, che, secondo quanto riferito, pubblica contenuti su Truth Social per conto del presidente, è stata fotografata al fianco di Trump durante la campagna elettorale e fa parte di quella ristretta cerchia con cui il presidente si è “sempre più isolato”, come riportato dal New York Times. Il quotidiano ha inoltre rivelato che sarebbe stata proprio Harp a raccogliere, a bordo dell’Air Force One la scorsa settimana, il furioso sfogo di 1.300 parole che Trump le ha dettato contro il comico Bill Maher, dopo che era stato a cena alla Casa Bianca e poi aveva preso di mira il tycoon durante il monologo d’apertura del suo show televisivo. Di fatto, Harp sembra aver sviluppato un’ossessione per l’approvazione del presidente. I suoi scritti del passato – tra cui diverse email – avevano rivelato che considerava Trump una sorta di guida spirituale, una figura paterna e un protagonista romantico sulla falsariga di Mr. Darcy. Con i Democratici che hanno riconquistato il Congresso e l’amministrazione Trump che ha subito una clamorosa bocciatura da parte degli americani, la domanda che resta è una sola: sarà sempre Harp il punto di contatto tra il tycoon e i Dem, oppure no?. (di Iacopo Luzi) 

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