Mobilità a Salerno nel caos: la sfida dell'IA - Le Cronache Salerno
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Mobilità a Salerno nel caos: la sfida dell’IA

Mobilità a Salerno nel caos: la sfida dell’IA

di Alessandro Turchi

In questi giorni la polemica feroce che ha investito l’Assessore alla mobilità Rocco Galdi, giudicato da tanti come statico e incapace di gestire la mobilità a Salerno. Gli stessi che lo hanno votato, probabilmente, non sono poi soddisfatti del suo operato, e questa cosa la dice lunga su come funziona il sistema di voto a Salerno, visto che anche nella precedente legislatura Galdi ricopriva lo stesso incarico. Si vota non in base alle abilità e alle competenze per un ruolo, ma solo per amicizia, clientelismo e implicita imposizione. I pochi che lo difendono spiegano che è difficile modificare l’organizzazione della mobilità in una realtà urbana che ha una conformazione geografica lineare stretta tra mare e colline, con la necessità anche di gestire i flussi turistici e i collegamenti. In pratica ci spiegano che dovremmo rassegnarci ad una città perennemente nel caos, con le auto parcheggiate in doppia fila e i serpentoni chilometrici di chi cerca un parcheggio che non c’è. Nell’ottica della proposta e non della sola messa in evidenza delle cose che non vanno, ancora una volta proviamo a dare dei suggerimenti, comprendendo, perché lo abbiamo capito, che non saranno accolti, visto che il “sistema Salerno” ha ben altri scopi che niente hanno a che fare con la vivibilità della città. I nostri suggerimenti partono invece dalla considerazione che l’amministrazione dovrebbe porsi degli obiettivi legati al benessere dei cittadini e non limitarsi alle grandi opere (quasi sempre interminabili) o alle pluri-inaugurazioni di rotatorie o fontane già esistenti. Noi proponiamo di applicare l’intelligenza artificiale alla mobilità per trasformare la nostra città in una vera e propria smart city a misura d’uomo, con l’utilizzo mirato di sistemi intelligenti e modelli predittivi che potrebbero incidere profondamente sulla vivibilità quotidiana. Parliamo, ad esempio, di semafori intelligenti e adattivi sugli assi strategici. Su arterie nevralgiche come il lungomare, via Allende o alle uscite verso i rioni alti si formano lunghe file nei momenti di maggiore afflusso. Con l’IA si potrebbero sostituire i vecchi impianti temporizzati con semafori dotati di telecamere e sensori IoT in grado di leggere in tempo reale la lunghezza delle code. Il beneficio sarebbe tangibile, visto che gli algoritmi adatterebbero la durata del verde al flusso effettivo dei veicoli e dei mezzi pubblici, azzerando i tempi morti e garantendo un’onda verde continua che riduce drasticamente lo smog e il tempo perso nel traffico. Un’altra innovazione potrebbe essere individuata nei parcheggi predittivi e con l’infomobilità per alleggerire il centro, visto che trovare parcheggio nelle zone commerciali o nei fine settimana genera sempre un traffico parassita di auto che girano a vuoto. Si potrebbe prevedere una rete di sensori a terra nei principali stalli pubblici e nei parcheggi di scambio (come quelli della zona Arechi o di via Ligea) collegati a un’app comunale basata su modelli previsionali governati dall’IA. Il beneficio, evidente, consisterebbe nella presenza di una applicazione che non si limiterebbe a dire quanti posti sono liberi in quel momento, ma capace di prevedere le disponibilità in base all’orario e al giorno della settimana, guidando l’automobilista direttamente verso il posto libero o suggerendo di lasciare l’auto in un qualche parcheggio periferico servito da bus navetta. Come accennato, Salerno ha una conformazione particolare, con i due assi verticali, le direttrici che collegano le zone nord (i rioni collinari o gli ingressi autostradali) con la zona sud (il mare, la fascia costiera, la zona industriale e l’area verso Pontecagnano), che rappresentano il vero banco di prova della mobilità cittadina. Per questo la città ha una viabilità che soffre strutturalmente di un effetto imbuto: quando i flussi che scendono dalle alture o dai caselli autostradali si scontrano con le arterie longitudinali, la circolazione si paralizza. Anche in questo caso l’IA può dare soluzioni che cambierebbero volto alla mobilità, con particolare riguardo ai due assi verticali di penetrazione nord-sud. Pensiamo alle “onde verdi” adattive e alla sincronizzazione delle discese. Spesso chi scende dai quartieri collinari o dalle uscite autostradali verso il mare si trova a fermarsi a ogni singolo incrocio, creando code chilometriche che bloccano anche il traffico trasversale. L’IA interverrebbe con un sistema centralizzato in grado di coordinare in tempo reale tutti i semafori lungo le direttrici nord-sud. Gli algoritmi creano “onde verdi” dinamiche: se una telecamera rileva un’ondata di veicoli in discesa (magari al mattino per l’ingresso in città o la sera per il rientro), i semafori si sincronizzano progressivamente per far scorrere il flusso senza interruzioni continue, smaltendo rapidamente il dislivello. L’IA potrebbe anche effettuare una gestione predittiva dei colli di bottiglia e dei flussi di sosta con modelli alimentati dai dati di transito che anticipano i momenti di massimo carico sui due assi, per esempio negli orari di punta scolastici o lavorativi. Il sistema potrebbe attivare automaticamente cartelli a messaggio variabile lungo le salite/discese per deviare preventivamente il traffico su percorsi alternativi o suggerire la sosta in parcheggi periferici prima che l’asse si blocchi completamente. Ancora, pensiamo al monitoraggio intelligente delle corsie e dei mezzi di risalita/discesa, con i momenti di congestione verticale in cui anche i bus che collegano il centro ai quartieri alti restano intrappolati nelle code, rendendo impossibile un’alternativa valida all’auto privata. Per ovviare a questo l’intervento dell’IA potrebbe prevedere telecamere intelligenti lungo i due assi in grado di sanzionare in tempo reale chi ostruisce la carreggiata o occupa le corsie preferenziali. Parallelamente, un sistema di priority routing che allunga il verde ai semafori per i bus pubblici in ritardo, garantendo tempi di percorrenza certi. Siamo certi che la maggioranza dei salernitani, nel momento in cui vengono avanzate queste proposte innovative, le immagina troppo futuribili e per certi versi inattuabili. Perché a questo siamo stati abituati in questi trenta e passa anni, a vivere in una città incapace di pensare al proprio futuro, una città che si accontenta, lasciando ogni decisione all’uomo solo al comando, che non ha l’obiettivo della vivibilità. Molti preferiscono continuare ad avere la possibilità di mugugnare in privato, salvo poi votare sempre per il mantenimento dello status quo, assessore alla mobilità compreso.