Capaccio, morte Carrozza, medici nel mirino - Le Cronache Provincia
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Capaccio, morte Carrozza, medici nel mirino

Capaccio, morte Carrozza, medici nel mirino

“Le condotte omissive e commissive dei sanitari (valutazione pre-operatoria – per quanto noto – superficiale/incompleta e gestione incongrua post-operatoria) costituiscono fattori concausali che hanno contribuito al non evitarsi dell’evento morte”. A distanza di quasi due anni dalla morte avvenuta nella struttura sanitaria Pineta Grande di Castel Volturno, i consulenti medici nominati dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere hanno depositato l’esito dell’autopsia effettuata sul corpo dell’imprenditore di Altavilla Silentina Angelo Maria Carrozza, tra le altre cose titolare della nota catena di supermercati Iride e dell’hotel Resort Araba Fenice, morto nell’ottobre 2024 in seguito ad un intervento chirurgico alla prostata. Quindi condotte omissive e negligenti per i 4 medici iscritti sul registro degli indagati dalla magistratura inquirente della procura sammaritana e accusati di morte colposa in concorso. Avevano avuto in cura l’imprenditore di Altavilla Silentina, deceduto il 16 ottobre di due anni fa a seguito proprio di un “banale” intervento chirurgico alla prostata. L’operazione, infatti, che avrebbe dovuto essere di routine, degenerò – secondo i consulenti, per condotte omissive e commissive nel post intervento. Carrozza, 73 anni, si era sottoposto a una procedura di pulizia della prostata con tecnologia laser ad holmio. Tuttavia, l’operazione si era protratta più del previsto e, al ritorno nella sua stanza, l’imprenditore aveva manifestato gravi sintomi: dolori intensi, tremori e confusione mentale. Nonostante le richieste d’aiuto dei familiari (assistiti dall’avvocato Angela Carrozza), il personale sanitario avrebbe inizialmente sottovalutato la situazione. Le condizioni di Carrozza peggiorarono progressivamente, fino a rendere necessario un secondo intervento d’urgenza, che purtroppo non riuscì a salvargli la vita. L’imprenditore morì per arresto cardiaco poche ore dopo. A fine ottobre di due anni fa fu stabilita l’autopsia al fine di chiarire le cause della morte e accertare eventuali negligenze mediche. L’inchiesta, con il deposito della perizia, si concentra sui quattro medici che facevano parte dell’équipe chirurgica. Toccherà alla procura sammaritana decidere se continuare con le accuse nei confronti degli indagati. Il prossimo passaggio giudiziario sarà la conclusione delle indagini.