«Ritirare il licenziamento del lavoratore portuale Ciccio Collina: è un atto evidentemente antisindacale». La richiesta arriva da Franco Mari, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha presentato un’interrogazione al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per chiedere il reintegro del lavoratore portuale della Logiport e delegato sindacale del Si Cobas. «In un contesto lavorativo nel quale si sono verificati, negli ultimi periodi, ben tre infortuni al mese, questo licenziamento ha tutto il sapore della ritorsione, proprio per le denunce che Collina ha presentato a tutela della sicurezza dei lavoratori nello scalo portuale salernitano», ha dichiarato il parlamentare di AVS, sottolineando come «nelle ultime settimane si sia riacceso un clima di forte tensione nel porto di Salerno, legato a questioni riguardanti la sicurezza nei luoghi di lavoro, il rispetto dei diritti dei lavoratori e la libertà di esercizio dell’attività sindacale». Mari ha ricordato che, secondo quanto denunciato dal Si Cobas, il 26 maggio 2026 è stato notificato il licenziamento a Ciccio Collina, rappresentante sindacale aziendale della società Logiport, impresa operante nella movimentazione delle merci e riconducibile al gruppo Grimaldi. «Tale provvedimento, secondo le ricostruzioni sindacali, sarebbe giunto al termine di un periodo caratterizzato da forti attriti, presunte pressioni e comportamenti vessatori nei confronti del lavoratore, finalizzati a limitarne l’attività sindacale – ha aggiunto il deputato salernitano – Il lavoratore interessato ha dichiarato la propria estraneità rispetto alle contestazioni mosse dall’azienda, rivendicando di aver svolto esclusivamente le proprie funzioni di rappresentanza e tutela dei lavoratori, in particolare attraverso la segnalazione di criticità relative alle condizioni di sicurezza nello scalo portuale. Il Si Cobas sostiene che il licenziamento sarebbe legato proprio a tali attività di denuncia e rivendicazione e non a carenze di natura professionale». Il parlamentare evidenzia inoltre che «nel porto di Salerno, secondo dati riportati dalle organizzazioni dei lavoratori, si registrerebbero mediamente oltre tre infortuni al mese, con il sospetto che una parte degli incidenti non venga formalmente denunciata. Il Si Cobas ha proclamato una mobilitazione nazionale dei lavoratori portuali, con iniziative di protesta volte a richiamare l’attenzione sul rispetto del decreto legislativo n. 81 del 2008 in materia di sicurezza sul lavoro e sulla tutela dei diritti sindacali». «La libertà sindacale e la tutela dei rappresentanti dei lavoratori costituiscono principi fondamentali dell’ordinamento giuridico e democratico. Eventuali condotte ritorsive o discriminatorie nei confronti di rappresentanti sindacali, se confermate, configurerebbero una grave violazione delle norme vigenti», ha aggiunto Mari. Nell’interrogazione, il deputato chiede infine al ministro del Lavoro quali iniziative urgenti di carattere ispettivo intenda adottare, per quanto di competenza, anche attraverso l’Ispettorato nazionale del lavoro, in relazione ai fatti descritti, affinché siano garantiti il pieno rispetto delle normative in materia di sicurezza sul lavoro e di libertà sindacale nel porto di Salerno e adeguate tutele ai lavoratori e al loro rappresentante coinvolto.





