Capaccio, appalto sottopasso ferroviario: sette indagati - Le Cronache Cronaca
Capaccio Paestum Cronaca

Capaccio, appalto sottopasso ferroviario: sette indagati

Capaccio, appalto sottopasso ferroviario: sette indagati

Antonio Manzo

Un nuovo scossone giudiziario sul Sistema Capaccio, sotto osservazione della Prefettura per un presunta infiltrazione della camorra negli affari dek Comune. La Procura della Repubblica rimette nel mirino l’appalto per la costruzione del sottopasso ferroviario. La Guardia di Finanza, su delega della Procura della Repubblica di Salerno, ha notificato un avviso di conclusione delle indagini preliminari, a firma del pm inquirente Alessandro Di Vico, a carico di 7 persone: l’allora sindaco Franco Alfieri, l’ex capostaff Andrea Campanile, il rup Federica Turi (che rassegnò le dimissioni), il direttore dei lavori Gianvito Bello, due componenti della commissione di gara, Barbara Immerso e Gerardina Di Filippo, e il titolare dell’impresa aggiudicataria, Nicola Aulisio. Ipotizzata l’accusa di turbata libertà degli incanti aggravata, in concorso, relativamente all’appalto per la ‘Viabilità alternativa al passaggio a livello della stazione ferroviaria di Paestum’, d’importo complessivo pari a 7 milioni di euro, di cui 5 a base d’asta, finanziato dalla Regione Campania con i fondi di Sviluppo e Coesione: i lavori furono banditi e inaugurati dall’allora Amministrazione Alfieri, con una cerimonia pubblica, il 22 aprile del 2024 Assistiti dai rispettivi avvocati, gli indagati avranno ora 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive o farsi interrogare dal pubblico ministero, il quale valuterà se chiedere il rinvio a giudizio o l’archiviazione per ciascun indagato al gip, che a sua volta potrà poi accogliere, o meno, tali richieste. L’indagine sul sottopasso di Paestum figurava già nell’indagine del Sistema Alfieri, relativo ai presunti appalti pilotati in Provincia di Salerno, comprendente anche il completamento della Fondovalle Calore e dell’Aversana. La Procura contestò, a 7 indagati, l’associazione per delinquere finalizzata alla contaminazione di procedure ad evidenza pubblica: un’inchiesta, durata 13 mesi, poi fu archiviata dal gip del Tribunale di Salerno, su richiesta dello stesso pm Di Vico, il 9 gennaio del 2026. Oltre agli attuali indagati Alfieri, Campanile, Turi, Bello e Aulisio, furono prosciolti dalle accuse anche il consigliere regionale Luca Cascone e il funzionario provinciale Michele Angelo Lizio (che lasciò l’incarico di Rup). Nell’argomentare illo tempore la richiesta d’archiviazione, anche sulla scorta di pronunce della Cassazione in merito alla posizione di alcuni indagati, pare evidente che la Procura non precluse la possibilità di perseguire comunque, in proroga, il filone investigativo sul sottopasso di Paestum, anche attraverso l’integrazione del quadro probatorio.