In un tempo segnato da guerre e divisioni, il messaggio che arriva da Giffoni è quello del dialogo, dell’ascolto e della pace». Lo afferma il deputato del Partito Democratico e segretario regionale del Pd Campania, Piero De Luca, in occasione della 56ª edizione del Giffoni Film Festival.
«Da oltre mezzo secolo – sottolinea – Giffoni rappresenta un punto di riferimento internazionale, capace di mettere al centro migliaia di ragazze e ragazzi e di trasformare il cinema e la cultura in strumenti di crescita, confronto e partecipazione».
Per De Luca, il tema scelto per l’edizione 2026, dedicato alle “cose impossibili”, lancia un messaggio importante alle nuove generazioni: «Essere liberi e autonomi, credere nelle proprie capacità, non arrendersi davanti alle difficoltà e coltivare sogni e ambizioni con impegno, sacrificio e determinazione».
Il parlamentare rivolge poi un appello alle istituzioni. «Abbiamo il dovere di mettere i giovani nelle condizioni di costruire il proprio futuro in Italia e, in particolare, nel Mezzogiorno. Troppi sono ancora costretti a lasciare la propria terra e l’autonomia differenziata rischia di aggravare ulteriormente questo divario».
Infine, il ringraziamento agli organizzatori del festival. «Giffoni è un autentico miracolo culturale, un’esperienza unica e straordinaria che dimostra come sia possibile trasformare ciò che sembra impossibile in una concreta opportunità di crescita e speranza».
“Il fenomeno del trumpismo ha mostrato i suoi limiti: prometteva di porre fine ai conflitti in 24 ore ed è diventato invece un fattore di destabilizzazione mondiale”. Dal Giffoni Film Festival il deputato del Partito Democratico Piero De Luca ha anche attaccato il presidente americano Donald Trump, ricordando come “si parlava addirittura di Nobel per la Pace” e sostenendo che gli sviluppi internazionali abbiano dimostrato il contrario. Nel confronto con i ragazzi della sezione Impact, il parlamentare lega quindi il tema della sicurezza al rifiuto della cultura della giustizia personale e del “Far West”. Rispondendo a una domanda sul crescente ricorso alla giustizia “fai-da-te” e sull’affermarsi delle destre sovraniste, De Luca osserva che “la propaganda securitaria porta spesso a un risultato opposto, rendendo le comunità più precarie e meno sicure”. E aggiunge: “A livello nazionale sono stati introdotti decine di nuovi reati e aggravanti sulla carta, ma poi si continua ad assistere a episodi di criminalità, violenza di genere e morti sul lavoro.
La sicurezza non si ottiene solo con la repressione, ma investendo nella sicurezza sociale, nella scuola e nell’educazione”. “Se la destra propone più armi, noi proponiamo più insegnanti ed educatori nei quartieri e nelle comunità”, afferma De Luca. “Anche sul piano internazionale dobbiamo ripristinare la forza del diritto contro la legge del più forte. Bisogna rafforzare le istituzioni sovranazionali e l’Unione Europea”. In precedenza ha anche ammonito: “Realizzare i propri sogni significa anche rifiutare scorciatoie e contrastare la cultura delle armi, del Far West e della repressione fine a se stessa”. Nel corso dell’incontro, De Luca interviene anche sull’autonomia differenziata, definendola una scelta che rischia di aumentare il divario tra Nord e Sud. “Quello che si sta portando avanti non è un’attuazione, ma una violazione della Costituzione”, sottolinea, parlando di “una secessione mascherata che per noi è intollerabile”.








