Di Nicola Di Bianco*
Il santo Padre Leone XIV ha promulgato la sua prima enciclica dal titolo “Magnifica humanitas. Sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale”. La presentazione è affidata ai prefetti dei Dicasteri della Dottrina della fede e del Servizio allo sviluppo umano integrale per richiamare che il nuovo paradigma inaugurato dagli agenti digitali robotici non rappresenta unicamente una sfida tecnologica, ma anche dottrinale e antropologica.
L’enciclica nel suo incipit richiama la centralità della ‘humanitas’. L’umano è la capacità dell’uomo di apprezzare, valutare e ricercare le ‘buone arti’. La storia dell’uomo è la storia della coevoluzione di homo sapiens con i suoi artefatti.
Oggi l’IA se non governata eticamente rischia di consegnare a pochi ‘eletti’, appartenenti alla specie homo technosapiens (Big Tech della Silicon Valley) il controllo dei molti appartenenti alla specie homo sapiens. Assistiamo alla trasformazione del capitalismo industriale e globalizzato nel capitalismo cognitivo o neurocapitalismo come fattore determinante per la promozione e la definizione degli obiettivi della “rivoluzione digitale” con finalità tutt’altro che etiche. Leone XIV nel 135° anniversario della Rerum novarum (Leone XIII), che prese posizione in ordine alle questioni sociali sollevate dalla ‘rivoluzione industriale’, intende rispondere alla sfida della ‘rivoluzione digitale’. Egli ci ricorda che l’humanitas è magnifica (‘fatta grande’) e che all’uomo è affidato il compito di ‘custodire’ la persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale.
*Docente di Teologia all’Istituto Superiore di Scienze Religiose Donnaregina Napoli





