Il "patto di legalità" della Polizia - Le Cronache Attualità
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Il “patto di legalità” della Polizia

Il “patto di legalità” della Polizia

di Erika Noschese

Piazza della Libertà si è svegliata ieri avvolta in un abbraccio di azzurro e tricolore, trasformandosi nel palcoscenico solenne per il 174° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato. Non è stata soltanto una celebrazione di reparti schierati e di onorificenze, ma un momento di profonda riflessione collettiva sulla natura stessa del concetto di sicurezza in un’epoca di trasformazioni vertiginose. Davanti alle massime autorità civili, militari e religiose, tra cui il Prefetto Francesco Esposito e l’Arcivescovo Andrea Bellandi, la manifestazione ha sancito un patto di fiducia rinnovato tra le istituzioni e una cittadinanza che ha risposto con una partecipazione calorosa e attenta. Il Questore di Salerno, Giancarlo Conticchio, ha preso la parola con un discorso che è andato ben oltre il semplice resoconto operativo, toccando corde etiche e sociali di rara intensità. Ha esordito rivendicando l’assoluta indipendenza del corpo, sottolineando che “mai nessuna condizione, personale, sociale, economica, politica o religiosa potrà condizionare l’operato della Polizia di Stato, che ha come esclusivo punto di riferimento la convivenza e il pacifico esercizio dei diritti e delle libertà fondamentali”. Queste parole hanno dato il tono a un intervento incentrato sulla centralità dell’individuo, sia esso l’agente che opera in strada o il cittadino che collabora alla tenuta dell’ordine sociale. L’anno 2025, i cui dati sono stati illustrati a margine della cerimonia, ha riconsegnato l’immagine di una provincia vasta e complessa, dove la prevenzione ha giocato un ruolo primario. Sono state oltre 60.000 le persone identificate sul territorio, un impegno capillare che ha portato all’arresto di 355 soggetti e alla denuncia di altri 1.601. Ma è nei numeri della cosiddetta sicurezza partecipata che si legge il mutamento del rapporto tra popolazione e forze dell’ordine. L’applicazione YouPol, strumento di segnalazione moderna e discreta, ha registrato ben 1.566 interazioni, con 76 segnalazioni specifiche per bullismo e 72 per violenze domestiche. Questo flusso costante di informazioni testimonia che il cittadino ha smesso di essere un osservatore passivo. Su questo punto, il Questore è stato categorico, spiegando che “oggi più che mai la sicurezza non è solo un obiettivo istituzionale, ma un bene collettivo che si costruisce giorno per giorno, grazie alla collaborazione tra istituzioni e cittadini”. Secondo Conticchio, la tutela del benessere comune deve essere il risultato di una cooperazione attiva, dove “il cittadino non è più un soggetto passivo che subisce le decisioni, ma un attore protagonista nella costruzione di ambienti più sicuri e inclusivi”. Questa visione si è tradotta operativamente in 187 operazioni ad alto impatto e in una lotta serrata al degrado urbano, con l’emissione di 67 divieti d’accesso alle aree urbane, 29 dei quali hanno colpito specificamente il fenomeno dei parcheggiatori abusivi che affligge diverse zone della città. La riflessione si è poi spostata verso le nuove insidie che non viaggiano più solo lungo le strade fisiche, ma attraverso i circuiti dell’immateriale. Conticchio ha lanciato un monito lucido sulla metamorfosi del crimine, evidenziando come “diversi fenomeni criminali stiano assumendo una connotazione digitale, maggiormente pervasiva e più pericolosa”. Il Questore ha spiegato con estrema chiarezza che “se sino a ieri era la nostra identità fisica e morale ad essere esposta al rischio di offese o aggressioni, oggi è la nostra identità digitale a poter essere trafugata, sostituita ed illecitamente utilizzata”. In questo scenario, la Polizia è chiamata a un costante rinnovamento tecnologico, senza però mai smarrire quella bussola umana che ne guida l’azione. Uno dei passaggi più toccanti e filosofici del suo intervento è stato quello dedicato alla formazione interiore del poliziotto, descritta attraverso un’immagine poetica ma concreta. “La cassetta degli attrezzi del poliziotto non è fatta di chiavi di ferro né di viti, ma di strumenti invisibili, costruiti nel tempo e temprati dall’esperienza”, ha esclamato il Questore davanti ai reparti schierati. Ha poi proseguito delineando il contenuto di questo bagaglio ideale: “Dentro c’è prima di tutto l’umanità, che ci permette di vedere chiaro anche nel caos, non brilla, non fa rumore, ma avvolge ogni gesto. Accanto, la pazienza, una lima sottile che smussa gli spigoli dell’impulsività”. Il pezzo più pregiato di questa dotazione rimane però l’onestà, descritta come “l’attrezzo che pesa di più, perché ogni scelta la tocca, la qualifica, la scolpisce. Senza di essa gli altri strumenti perdono significato”. Questa solidità etica è messa alla prova quotidianamente nelle piazze, luoghi in cui le conflittualità sociali e internazionali trovano il loro sfogo. Conticchio ha voluto affrontare a viso aperto la questione dell’ordine pubblico e delle tensioni che spesso vedono gli agenti come bersaglio di contestazioni feroci. “Noi garantiamo il diritto di tutti a manifestare liberamente e pacificamente”, ha precisato, aggiungendo con una punta di orgoglio istituzionale che “noi ci siamo, sempre e comunque, anche quando un poliziotto viene minacciato ed umiliato, e anche quando i manifestanti augurano la morte agli uomini del Reparto Mobile impegnati in delicati servizi”. Il compito della Polizia, in questi momenti critici, resta quello di “bilanciare con equilibrio la sicurezza collettiva e l’esercizio delle libertà individuali”, un esercizio di democrazia applicata che richiede fermezza e, al contempo, grande tolleranza. Il bilancio operativo dell’ultimo anno ha evidenziato anche il lavoro silenzioso ma massiccio delle specialità. La Polizia Stradale ha pattugliato le arterie provinciali rilevando 1.010 incidenti e sanzionando oltre 16.000 infrazioni, mentre la Polizia Ferroviaria ha garantito la sicurezza su 1.372 convogli. Notevole anche il lavoro amministrativo, con quasi 27.000 passaporti rilasciati, e quello della Divisione Anticrimine, che ha prodotto 155 provvedimenti tra ammonimenti per stalking e Codice Rosso, confermando una priorità assoluta nella difesa delle vittime di violenza. La celebrazione non ha trascurato il ruolo delle agenzie educative, con un appello accorato alla famiglia affinché non abdichi al proprio ruolo di guida. Secondo il Questore, la famiglia “non deve assolutamente abdicare al ruolo di controllo sui figli, delegandolo ad altri soggetti”, poiché è proprio tra le mura domestiche che si devono infondere i valori della legalità. Questo sforzo educativo è stato visibile ieri anche grazie alla presenza di numerosi studenti che hanno partecipato a laboratori sulla legalità, testimoniando la volontà di costruire un futuro lontano dalle derive criminali. La mattinata si è tinta anche dei colori della solidarietà grazie all’iniziativa dell’Associazione DonatoriNati. Il gesto del dono del sangue, che nel 2025 ha visto la raccolta di 326 sacche in tutta la provincia, è stato citato come esempio supremo di civismo. La cerimonia si è conclusa con l’emozione dei momenti musicali curati dall’Ensemble di Daniele Gibboni e dal coro del Conservatorio Martucci, che hanno accompagnato il deflusso delle autorità e dei cittadini. Salerno ha così salutato la sua Polizia, tra il ricordo commosso di chi ha perso la vita in servizio e la determinazione di chi, ogni giorno, sceglie di “esserci sempre” per difendere il nord del dovere morale, quel punto fermo che, come ricordato dal Questore, permette di non smarrirsi nemmeno nei tempi più complessi.