Lo dichiara l’On. Lucia Vuolo, già parlamentare europeo e Vice Segretario Regionale della Lega Campania, intervenendo con decisione sulle gravissime criticità che soffocano il comparto della salute in Campania e mettendo in luce l’ennesimo cortocircuito che penalizza famiglie e strutture sanitarie convenzionate.
«Ci troviamo di fronte a un paradosso intollerabile che colpisce due volte la nostra comunità: da un lato i cittadini sono costretti a concentrare le analisi nei primi giorni del mese o a pagare di tasca propria nelle settimane successive per non interrompere i percorsi di cura; dall’altro, la rete dei centri diagnostici convenzionati viene messa finanziariamente in ginocchio, operando con le mani legate per il 75% del tempo lavorativo.
Un quadro drammatico che mostra tutta la sua gravità se messo a confronto con le migliori prassi della sanità italiana. «Mentre in realtà virtuose come Veneto e Lombardia la gestione integrata dei flussi, la programmazione dei tetti di spesa e l’efficienza dei sistemi di prenotazione riescono a garantire una continuità assistenziale costante durante tutti i 365 giorni dell’anno, abbattendo drasticamente le liste d’attesa e azzerando i blackout diagnostici, in Campania il diritto alla salute viene contingentato a giorni alterni. Non possiamo accettare che i cittadini campani continuino a essere trattati come pazienti di serie B, spinti verso il privato o costretti a rinunciare del tutto alla prevenzione e alle cure».
Lucia Vuolo conclude annunciando un’azione politica decisa a tutti i livelli istituzionali: «Dopo un iniziale confronto con il gruppo consiliare regionale e con i due gruppi parlamentari della Lega sto lavorando ad interrogazioni urgenti, successivamente solleciterò un’ispezione analitica sulla gestione delle risorse destinate alla specialistica ambulatoriale.
Se è vero che la sanità campana è uscita dalla crisi, perché continuano ad aumentare i ritardi e le liste d’attesa?».








