Si sente male in ospedale: 15 minuti per soccorrerlo - Le Cronache Attualità

di Arturo Calabrese

Ha davvero del paradossale quanto accaduto nella mattinata di ieri ad Agropoli, nel bar dell’ospedale. Un medico in servizio, in quel momento in pausa caffè, ha accusato un malore e si è accasciato al suolo. I soccorsi sono stati immediatamente allertati dai presenti, tra cui i lavoratori della stessa attività.

Ed ecco che si concretizza il paradosso: nonostante il malore fosse avvenuto all’interno della struttura, il medico è stato soccorso dopo diverso tempo. I testimoni parlano di un’attesa lunga circa quindici minuti, un tempo infinito se paragonato alla distanza dal Psaut, il Presidio Sanitario di Assistenza Urgenza Territoriale, e cioè pochi metri. Pare, ma siamo nel campo delle ipotesi, che in quel momento non ci fossero operatori disponibili e nemmeno una barella.

L’attesa, quindi, è stata necessaria per consentire l’arrivo di qualcuno che potesse soccorrere il malcapitato, poi sottoposto alle cure e ai controlli necessari. Non è chiaro cosa sia accaduto al medico, ma si può pensare a un abbassamento di pressione o a qualche scompenso. Fortunatamente nulla di grave. Rimane però la vergogna per l’accaduto e per quella che avrebbe potuto essere una tragedia all’interno di una struttura ospedaliera. Non è la prima volta che accade un episodio simile. Qualche mese fa, infatti, un uomo che si stava sottoponendo ad alcune visite è stato colpito da quello che si è poi rivelato essere un infarto.

L’ambulanza medicalizzata non era presente e si è dovuto attendere l’arrivo del mezzo con un medico a bordo al fine di stabilizzare l’uomo e portarlo all’ospedale “San Luca” di Vallo della Lucania, dove ha ricevuto le cure del caso. Anche lì un’emergenza che non si è verificata, ma che, alla luce di quanto continua ad accadere, è soltanto rinviata finché il malcapitato di turno non sarà così fortunato.

Ed è questo quello che accade presso le sale dell’ospedale di Agropoli, una struttura di certo non vecchia, all’interno della quale trovano spazio il distretto, alcuni ambulatori e diversi uffici, ma non un pronto soccorso degno di questo nome e nemmeno medici pronti a intervenire in casi estremi. A breve, poi, aprirà anche la casa di comunità, elemento ad oggi avvolto nel mistero.

I lavori, infatti, sono in corso, ma, stando al cartello obbligatorio per legge, la data di fine lavori è inesistente. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole agropolese e cilentano.

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