Giaccoli, l'ambasciatore che ha portato la pizza alla conquista del mondo - Le Cronache Cronaca
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Giaccoli, l’ambasciatore che ha portato la pizza alla conquista del mondo

Giaccoli, l’ambasciatore che ha portato la pizza alla conquista del mondo

di Erika Noschese

Il mondo dell’enogastronomia e l’intero comparto dell’arte bianca piangono la scomparsa prematura di Antonio Giaccoli, imprenditore illuminato e stimato presidente dell’Accademia Nazionale Pizza Doc, deceduto all’età di soli 46 anni. Definito unanimemente come un vero e proprio ambasciatore della pizza nel mondo, Giaccoli ha legato indissolubilmente il proprio nome all’istituzione e alla costante crescita del Campionato Nazionale Pizza Doc. Si tratta di una delle competizioni più importanti e prestigiose del settore che, ogni anno, richiama in Campania centinaia di pizzaioli provenienti da ogni angolo del pianeta, trasformando il territorio in una capitale globale della gastronomia. La notizia del suo decesso ha gettato in un profondo sconforto non soltanto gli operatori del settore, ma anche le comunità di Nocera Superiore e della vicina Nocera Inferiore, dove l’imprenditore era storicamente radicato, stimato e amato. I funerali si svolgeranno oggi, alle ore 17, nella chiesa di Santa Maria degli Angeli a Nocera Superiore, di cui Giaccoli era originario. La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile, testimoniato dai numerosi messaggi di cordoglio istituzionali e personali che si sono susseguiti nelle ultime ore. Il sindaco di Nocera Inferiore, Paolo De Maio, ha voluto esprimere il proprio dolore ricordando l’impegno condiviso e la visione dell’imprenditore, sottolineando come la sua presenza continuerà a guidare idealmente i futuri eventi della comunità. Anche Errico Porzio, pizzaiolo napoletano tra i più noti e iconici della scena contemporanea, ha affidato ai canali social un messaggio colmo di commozione, descrivendo Giaccoli non solo come un pilastro professionale indispensabile, ma soprattutto come un caro amico, una persona perbene, dal cuore grande e sempre disponibile verso il prossimo. Secondo Porzio, l’umanità, la passione e l’impegno costante profusi dal presidente dell’Accademia hanno lasciato un segno indelebile nell’intero comparto, privando la categoria di un punto di riferimento fondamentale e di un uomo speciale. A delineare un ritratto intimo del presidente sono stati i suoi più stretti collaboratori, colleghi e amici, i quali hanno condiviso il proprio dolore ripercorrendo le tappe di una scalata professionale straordinaria. Alfonso Saviello, oggi proprietario di MIO pizzeria a Doha, in Qatar, ed ex titolare di Alchimia, ha manifestato tutta la sua incredulità di fronte a questa perdita, ricordando gli albori dell’ambizioso progetto formativo. “Ricordare il presidente Antonio Giaccoli è complicatissimo. Per me è ancora vivo, l’ho visto la settimana scorsa” spiega Saviello, visibilmente commosso. “Con Antonio abbiamo creato l’accademia Pizza Doc e sono fiero di essere stato uno dei primi istruttori dell’accademia. Sono stato sempre vicino a lui, quando aveva appena iniziato questa bellissima avventura. Gli voglio un bene dell’anima, anche quando non ho più collaborato con l’accademia mi ha sempre supportato e ci siamo sempre tenuti in contatto. Davvero una grande persona. Ti voglio bene, presidente”. Il legame tra i due era nato proprio ai primi passi del progetto, un’intuizione che nel giro di pochi anni avrebbe conquistato una dimensione globale. “Il tuo grande progetto era partito con me e adesso è conosciuto in tutto il mondo della pizza” conclude l’imprenditore rivolgendosi direttamente all’amico scomparso. “Ci siamo visti martedì scorso, sono felice di esserci riuscito. Ti mando un grande abbraccio fin lassù, presidente”. Un sentimento di totale smarrimento è stato espresso anche da Aniello Mansi, proprietario dei marchi La pizza di Aniello Mansi e Aniello Mansi on the road. Il noto maestro pizzaiolo ha evidenziato la straordinaria intelligenza strategica e la trasparenza di un uomo capace di operare una vera e propria rivoluzione culturale nel settore, partendo da una realtà locale per raggiungere una ribalta internazionale. “Ancora non ci credo, ancora non ci credo” confessa Aniello Mansi. “Era una persona spettacolare, trasparente, molto intelligente, che ha saputo portare il suo concetto di pizza da un piccolo paese in giro per tutto il mondo, e ci è riuscito in pochissimo tempo veramente”. Il ritratto tracciato mette in luce la generosità di Giaccoli verso tutta la categoria dei pizzaioli, un mondo a cui ha dato tantissimo senza mai risparmiarsi. “È una persona che ha aiutato molto il mondo della pizza, non credo che riusciremo mai a restituire tutto quello che ha fatto per noi e per il nostro mondo” prosegue Mansi. “La notizia ci ha veramente spiazzato, sono ancora senza parole. Era una persona veramente di cuore, una bella persona, ancora non ci credo. Il mondo della pizza ha perso tanto”. Al cordoglio si unisce Rosa Citro, moglie di Aniello Mansi e vincitrice della categoria Pizza Senza Glutine all’undicesima edizione del Campionato Mondiale Pizza DOC, la quale ha voluto dedicare un pensiero poetico alla memoria di una guida che ha saputo valorizzare i talenti e far risplendere l’eccellenza culinaria italiana su scala internazionale. “Caro Presidente, le sue belle parole e la sua voce resteranno sempre impresse nella mia mente” dichiara Rosa Citro. “E ora brilli in cielo come ha fatto brillare la pizza in tutto il mondo”. Anche chi non ha avuto modo di frequentarlo quotidianamente avvertiva lo spessore e la centralità della sua figura. Antonio Mansi, proprietario de La pizza di Antonio Mansi, ha voluto manifestare la propria vicinanza pur avendo avuto con il presidente prevalentemente contatti a distanza, a testimonianza di come la reputazione di Giaccoli fosse solida e universalmente riconosciuta. “Esprimo il mio dispiacere per la perdita di Antonio” afferma Antonio Mansi. “Non ci ho mai parlato personalmente, ci siamo sentiti solo telefonicamente e tramite messaggi su Whatsapp. Non l’ho vissuto abbastanza per poter avere un pensiero ancora più concreto con lui, ma lo conosco di fama ed è una persona a dir poco brillante. Un vero peccato, è una perdita enorme per il mondo della pizza”. Il direttore tecnico della manifestazione Pizza Doc, Marco Di Pasquale, titolare della catena di pizzerie Il Giardino degli Dei e già campione mondiale nel 2006 con la celebre Pizza Europa, ha descritto l’accaduto come un fulmine a ciel sereno che ha sconvolto l’intera struttura organizzativa. Di Pasquale ha collaborato strettamente con Giaccoli per oltre un decennio, coordinando gli aspetti tecnici delle competizioni. “Questa mattina ho ricevuto questa notizia agghiacciante: il presidente Giaccoli ci ha lasciato” rivela Di Pasquale. “Lo volevo ricordare come qualcosa di più di un amico, una persona che ha fatto sempre del bene a tutti, nel mondo della pizza e anche fuori dal mondo della pizza. Lo conoscevo da oltre dieci anni perché guidavo per lui il campionato mondiale Pizza Doc. C’è poco da dire, restano poche parole. Era una persona brava e una persona umile. Questo era Antonio Giaccoli”. La rapidità con cui la malattia ha strappato il presidente ai suoi affetti ha lasciato tutti sotto shock, nonostante ci fosse una parziale consapevolezza delle sue condizioni di salute. “Mi dispiace profondamente, è stata veramente una doccia fredda” aggiunge il direttore tecnico. “Ieri ho saputo tutto quello che è successo. Lo sapevamo già perché stava poco bene, però se n’è andato molto in fretta. A soli 46 anni, se n’è andato molto in fretta. Un forte abbraccio a tutti e sempre, come diceva lui, viva la pizza”. Un’affettuosa e approfondita analisi della figura manageriale di Giaccoli è giunta da Vincenzo Mansi della pizzeria Vincenzo Mansi Evolution, Campione Mondiale della Pizza Napoletana STG al Campionato Mondiale della Pizza di Parma. Mansi ha sottolineato l’eccezionalità del percorso di Giaccoli, il quale, pur non essendo un pizzaiolo di professione, possedeva una visione d’insieme e un’impronta mentale uniche, doti che gli hanno permesso di aggregare e unire la categoria come nessun altro prima di lui. “Ho conosciuto Giaccoli circa dieci anni fa, quando organizzava i primi campionati a Nocera, e ha mantenuto intatta la sua umiltà anche adesso che, dopo tanti anni, era diventato molto importante” ricorda Vincenzo Mansi. “Era un uomo d’oro, un uomo tutto d’un pezzo che esprimeva sempre il massimo della sincerità. Ti potevi confidare su tutto con lui, diceva sempre tutto quello che pensava. Mi è dispiaciuto tantissimo, se n’è andato un pezzo di storia. Non in venti o trent’anni, ma in dieci o dodici anni è arrivato all’apice”. La dote principale di Giaccoli risiedeva nella sua straordinaria capacità di leadership e nella dote innata di creare legami indissolubili e duraturi tra le persone del settore. “È arrivato all’apice e purtroppo ci ha lasciati, ma poteva diventare ancora più influente perché, non essendo un pizzaiolo, aveva un’impronta mentale diversa in questo ambiente” spiega in conclusione Vincenzo Mansi. “Sapeva organizzare bene, sapeva farsi volere bene dalle persone e sapeva come legarle tra loro. Sapeva come unire le persone. Ha fatto unire tantissime persone, ha spinto persino a farsi dei tatuaggi dedicati; è stato forse l’unico a riuscire a fare questo e veramente posso dire che Antonio manca, e ai fratelli Mansi manca moltissimo perché lo stimavamo tantissimo”.