Salerno Pride '26: Madrina sarà Vladimir Luxuria - Le Cronache Salerno
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Salerno Pride ’26: Madrina sarà Vladimir Luxuria

Salerno Pride ’26: Madrina sarà Vladimir Luxuria

“Senza esclusione di corpi”: è questo il claim scelto per l’edizione 2026 del Salerno Pride, in programma sabato 4 luglio e presentato ieri mattina a Palazzo di Città, alla presenza del sindaco Vincenzo De Luca, dell’assessora alle Politiche sociali Paola De Roberto, del consigliere Fabio Polverino e del presidente di Arcigay Salerno e portavoce del Salerno Pride, Emanuele Avagliano. Nel corso dell’incontro sono state illustrate le rivendicazioni politiche della manifestazione, il percorso del corteo e le iniziative collaterali. Le istituzioni cittadine e provinciali hanno manifestato la propria vicinanza al Pride e alle sue istanze, annunciando l’esposizione della bandiera rainbow sul Palazzo di Città e sulla sede della Provincia per l’intero fine settimana. «Il Salerno Pride – ha spiegato Avagliano – continua a essere uno spazio collettivo di partecipazione democratica. Con il claim “Senza esclusione di corpi” vogliamo affermare con chiarezza che nessuno deve restare ai margini. Oltre cento sigle tra associazioni, collettivi, movimenti, partiti e organizzazioni sindacali hanno sottoscritto la nostra piattaforma politica: questo racconta una comunità ampia, plurale e determinata». Madrina dell’edizione 2026 sarà Vladimir Luxuria, scrittrice, attivista per i diritti Lgbtqia+ ed ex parlamentare, da anni impegnata nella promozione dell’inclusione e nel contrasto alle discriminazioni. Il concentramento è previsto alle ore 18 in piazza Ferrovia, lato corso Vittorio Emanuele. Il corteo attraverserà le principali strade cittadine per concludersi nella piazzetta antistante il Teatro Pasolini, lato lungomare, dove si terrà la festa finale con gli interventi delle associazioni, dei collettivi, dei movimenti, delle organizzazioni sindacali e delle forze politiche che hanno aderito e sottoscritto la piattaforma del Pride. La giornata si concluderà al Sea Garden Club. A ribadire la necessità di una mobilitazione è stato il sindaco Vincenzo De Luca. «Credo che mai come in questo momento sia necessaria una mobilitazione, soprattutto delle giovani generazioni, sul tema dei diritti. Assistiamo a una regressione culturale e ideologica impressionante, che parte da alcune tendenze negli Stati Uniti d’America. Vi sono movimenti che da tempo cercano di comprimere lo Stato sociale e i diritti della persona, restringendo anche lo spazio politico e sociale delle minoranze. Dunque è necessaria una mobilitazione straordinaria. In Italia abbiamo un riflesso nazionale di questa tendenza internazionale alla regressione culturale. Abbiamo ascoltato negli ultimi giorni esternazioni da parte di un generale riguardo ai femminicidi: poco manca che venga reintrodotto il delitto d’onore nel nostro Paese. È chiaro che, sul piano del diritto, tutti sono uguali, donne e uomini. Ma, se si tiene conto della condizione sociale, emerge ancora una penalizzazione delle donne e una forma di violenza che si esercita in modo particolare nei loro confronti». Per il primo cittadino, «sentire frasi come “meglio morto che gay a casa” significa essere arrivati a livelli di barbarie. Inoltre, questo clima sta riportando le società contemporanee verso una nuova disumanizzazione. Provate a trasferire questa violenza sui diritti a Gaza, in Palestina: è un’ecatombe. Provate a immaginare quale sia la condizione di chi ha un diverso orientamento sessuale in un contesto nel quale tutti hanno un’impossibilità di vivere e subisce un’ulteriore discriminazione. Dobbiamo decidere se il mondo debba continuare nei prossimi decenni all’insegna della civiltà, della tolleranza e del rispetto della persona, oppure se debba tornare indietro. Non è più un pericolo astratto: stiamo galoppando verso il passato. Per questo vi dico grazie. Cercherò di esserci sabato al Salerno Pride, non so se sarò qui, ma volevo incoraggiarvi. Volevo incoraggiare i giovani a riportare in primo piano un tema che in Italia sta diventando particolarmente delicato», ha concluso De Luca. Diritti della persona, aborto e fine vita sono stati alcuni dei temi affrontati dal sindaco durante la presentazione del Salerno Pride. «È chiaro che, sul piano del diritto, tutti sono uguali, donne e uomini. Ma, se si tiene conto della condizione sociale, emerge ancora una penalizzazione delle donne, una forma di violenza che si esercita in modo particolare nei loro confronti. Persistono inoltre discriminazioni nel mondo del lavoro. È un tema rimasto sullo sfondo negli ultimi anni, ma esistono forme di discriminazione sottili, che non si manifestano apertamente eppure incidono profondamente. Assistiamo anche a un’aggressione ai temi dell’interruzione volontaria di gravidanza e del fine vita. Dobbiamo quindi riaffermare il carattere laico dello Stato. Sono tra quelli che hanno sempre sollecitato un dialogo con il mondo cattolico e credo che sia essenziale. Ho sempre sostenuto che il tema del fine vita debba essere affrontato con attenzione, delicatezza e rispetto: parliamo della vita e della morte, ed è evidente che esistono sensibilità profonde. Per questo il dialogo è indispensabile. Ma, alla fine, lo Stato è lo Stato: deve garantire i diritti della persona. E io sono fra quelli che non ritengono sia possibile condannare una persona a vivere una vita di calvario in nome di principi astratti». Riguardo all’aborto, De Luca ha aggiunto: «Anche qui emerge, in maniera molto surrettizia, il tema della libertà. Ho letto una dichiarazione di una parlamentare del Movimento 5 Stelle che non ho condiviso, nella quale affermava: “Il giorno in cui ho abortito è stato il giorno più felice della mia vita”. Io non la penso così. Credo che per una donna, ma anche per un padre, un aborto rappresenti una tragedia. Ma resta, ovviamente, un diritto fondamentale da difendere: come si può immaginare di obbligare una donna a partorire anche in condizioni disperate?».