SCONCERTO - Le Cronache Ultimora
Ultimora Salerno

SCONCERTO

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Alberto Cuomo

 

Nella calura di questa estate diverse notizie appaiono sconcertanti tali da mandare ulteriormente in fumo la nostra povera testa. La prima riguarda un’uscita del presidente della Amalfi Coast Cruise Terminal che gestisce la stazione marittima di Salerno, Giuseppe Amoruso. Cosa sia l’ACCT lo ha narrato su Fb l’ex sindaco Vincenzo Napoli: “Nasce Amalfi Coast Cruise Terminal – Port of Salerno, il nuovo hub crocieristico nato dalla fusione di Salerno Cruises e Salerno Stazione Marittima. Un nome che evoca chiaramente… la Divina Costiera, associandola al Porto di Salerno, cuore pulsante di questo progetto che, grazie alla sua posizione strategica… permette alle centinaia di migliaia di visitatori che attraccano in città di raggiungere non solo la Costa d’Amalfi, ma l’intero patrimonio turistico della Campania: da Pompei a Paestum, dalla Reggia di Caserta al Cilento”. L’Hub (che brutta parola: non sarebbe meglio dire fulcro, snodo, centro?) quindi nasce per diffondere i cosiddetti turisti, scesi dalle navi in attracco, verso l’intera regione. Oltretutto esso nasce dall’accordo tra Salerno Cruises, che offre alle navi da crociera in porto un servizio di Bus Navetta con partenza per i diversi luoghi, e la società che gestisce i servizi della Stazione Marittima e che non ha rilevato le carenze igienico sanitarie presenti nell’unico bar presente, detto Bahr di Roberto Lumino, gestito dalla Seas Beach srl chiuso dai Nas dei Carabinieri. Quale sia il profitto della nostra città grazie ai presunti turisti che sbarcano nel nostro porto dalle navi da crociera e che subito, in gran parte, vanno via non è dato sapere. E inoltre si tratta di vero turismo? Bisogna prendere atto che i salernitani sembrano in gran parte immersi in un oscuro e arretrato mondo (e non è vero che lo stesso De Luca, il quale pure fruisce della loro ignoranza, a denunciare molti di loro quali cafoni?) che li rende diversi dagli altri italiani. Una condizione simile a quella di Salerno è a Livorno. Anche a Livorno giungono navi da crociera che fanno sbarcare migliaia di crocieristi. Ma i livornesi non sono affatto orgogliosi, come i salernitani, di tali presenze, lamentandosi anzi, con manifestazioni, dell’inquinamento prodotto dagli edifici galleggianti. E non solo. Anche a Livorno i crocieristi dopo essere scesi a terra partono con bus organizzati per Firenze, nell’ira dei fiorentini che si lamentano dell’overturismo che imbratta i monumenti e crea fastidiosi intoppi alla vita urbana. A Salerno invece, stupidi quotidiani e stupidi cittadini applaudono a chi sbarca quasi siano contenti di essere riconosciuti dal mondo civile, mentre spesso incivili sono proprio i crocieristi. Quei pochi che rimangono in città. E pure, in tanta insipienza si è fatta strada a Salerno la consapevolezza che le navi da crociera e i crocieristi oltre a non portare vantaggi alla città determinino piuttosto danni. Ed è probabilmente per questo che il dott. Amoruso è sceso in campo annunciando l’eventualità di nuove navi che conducano a Salerno turisti stanziali utili all’economia. Quanto sconcerta è l’annotare come i cosiddetti imprenditori, invece di valorizzare la città in cui operano, ne sfruttano solo le risorse, i terreni resi tutti edificabili, il mare da lottizzare per porti e arenili, tutto unicamente per i propri guadagni, i quali servono ad ungere la politica che avalla le loro stolte idee e i pennivendoli che le reclamizzano. E ancora sconcertante è stata l’intervista al pargolo deluchiano. Un signore già non attendibile per la sua carriera accademica e per quella politica, entrambe facilitate da papà, e vieppiù inaffidabile per i modi in cui interpreta il suo impegno rappresentativo, nell’affermare di essere rivolto alle necessità del nostro territorio mentre spiega con arrogante enfasi e frasi fatte, come era aduso fare il vecchio onorevole Lucio Mariano Brandi quando giungeva da Roma al bar Moka e spiegava ai clientes cose apprese sull’Espresso uscito nella capitale e ancora non giunto in città, i massimi sistemi della politica nazionale. Infine non si può non essere sconcertati di fronte alla sconfitta della Salernitana in casa da parte della neopromossa Scafatese. Sconcertante è vedere come il presidente Danilo Iervolino giochi al tavolo verde puntando sempre meno nel timore di perdere. Non è utile infatti vendere calciatori di peso per fare cassa e comprarne poi, con il denaro incassato, altri di minore qualità onde poter contenere la possibile perdita economica. Il calcio è dispendioso, come ben sapevano Agnelli e Berlusconi e come ben sa Lotito che pure a Salerno, puntando forte, forse ha rimesso meno di Iervolino. Nel calcio è inutile tenere stretti i cordoni della borsa perché così si perde forse poco, ma si perde sempre e, quindi, alla fine, fatta la somma delle piccole perdite si scopre che si è perso di più. Nell’affrontare le questioni economiche non si vuole però qui fare i conti in tasca a Iervolino, ma solo mettere in luce che non sembra esserci una strategia sì che questa assenza di un chiaro progetto finisca per determinare contraddizioni. Da quanto si è visto sinora anche quest’anno con la Salernitana ci sarà da soffrire e non saranno certo D’Ursi e Capuano, oltretutto ben maturi, a mutare le prospettive. Fu un errore non ascoltare Sousa, e si sbaglia ora a non ascoltare Cosmi. Viene da chiedere: è meglio risparmiare e non comprare calciatori di serie superiore per poi vedere diminuire il valore complessivo della squadra sul mercato o, invece attrezzare una corazzata per la promozione e magari vendere dopo, ad un prezzo maggiore, l’intera compagine? Comunque sia, forza Cavalluccio o, se volete, forza Bersagliera.