Due negazioni affermano un concetto. E chiuderla qui. Credo che i miei amici meritano qualche elemento in più. Ci sono almeno due testimoni diretti e due imprenditori che si erano attivati (non salernitani) di cui uno stamattina si è sentito dire da Iervolino che aveva chiuso con la società romana. A tempo debito e con la loro autorizzazione saranno resi pubblici. Il concetto è un altro, partendo da un presupposto. Ai tifosi converrebbe per un attimo lasciar perdere internet e farsi una chiacchierata tra esponenti del calcio italiano. Ognuno ha qualche conoscenza e sicuramente verranno a sapere che la Salernitana gioca con il cartello vendesi appeso al collo. Da mesi. Gli incontri-trattativa con la Olidata sono stati coperti per molto tempo, anche perché come ho spiegato ieri, la società è quotata in borsa e ci sono delle regole da rispettare. Tutti a Salerno sanno, tranne i poveri ingenui, che l’affondo di Fimmanò con Langella, imprenditore di San Giuseppe Vesuviano ed ex Juve Stabia, è pressante, pur essendo una soluzione che pare non sia piaciuta al patron. Il fatto è che lo stesso Fimmanò avrebbe bocciato i romani su cui, bisogna esser seri c’è il paziente lavoro di Maurizio Milan che nel suo campo è sicuramente il migliore. Potrei essere quasi malignetto nel dire che il buon Milan si stia riprendendo la sua rivincita su Pagano, tenendolo all’oscuro di tutta l’operazione anche se lo stesso Pagano ha detto stamattina “che non è stato fatto ancora nulla”. Che non è una smentita, tralasciando il solito Faggiano che si sente franare il terreno sotto i piedi e invade il campo societario che non gli compete. Il fatto che Milan non è Raffaele. Vorrei tranquillizzare quei pochi tifosi scettici sulla notizia, molti conigli da tastiera per la verità, sulla fondatezza della stessa che come riportavo stamattina nell’occhiello del titolo fotografa la situazione: “Se non cambia idea”. La Salernitana, dopo due vergognose retrocessioni, si ritrova in serie C, con l’obbligo di vincere i play off che sono sempre una lotteria. Credo che dopo quello che tutti abbiamo scontato nel profondo del cuore, avremmo meritato bel altro. Ma questa è un’altra storia. La domanda è semplice: che farà Iervolino? Lascia o raddoppia? I suoi tentennamenti hanno fatto gravi danni, in senso calcistico ma anche in quello economico di cui lui paga ancora le conseguenze. Si decida: la Salernitana non ha bisogno di un proprietario ma di un presidente. Se vuole tolga il cartello e scenda in campo. Lo merita la città, lo meritano i tifosi. (continua)





