Salernitana deludente, pari di rigore - Le Cronache Ultimora
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Salernitana deludente, pari di rigore

Salernitana deludente, pari di rigore

SALERNITANA-SAVOIA 1-1

SALERNITANA (4-4-2): Galeotti; Llano, Celiento, Heinz (67’ Capuano), Anastasio (46’ Cardoni); Achik (57’ Longobardi), Tascone (82’ Bevilacqua), Vitale (67’ Gyabuaa), Villa; D’Ursi, Lescano. A disposizione: Cevers, Zoia, Boncori, Djibril, Del Pin, Pieraccini. All: Di Bari

SAVOIA (3-4-1-2): Leonardo; D’Amore, Noce, Portanova; Polizzi, Tumbarello, Alfieri, Martina; Meola, Riccardi (72’ Yeboah), Nepi (65’ Scotti). A disposizione: Behers, Albanese, Patrignani, Zoboletti, Fiasco, Gemello, Mormile, Kalynovich. All. Formisano

ARBITRO: Restaldo di Ivrea (Galigani di Sondrio-Mastrosimone di Rimini. IV Uomo: Mirabella di Napoli. FVS: Ferraro di Frattamaggiore)
MARCATORI: 83’ Meola, 94’ su rigore Lescano (Sal)

NOTE: Spettatori 9275 (quota abbonati 6674 compresa), 500 dei quali nel settore ospiti. Ammoniti: Anastasio (Sal), D’Amore (Sav), Gyabuaa (Sal). Calci d’angolo: 6-4 per la Salernitana (4-2 pt). Recupero 2’pt, 6’st. Prima del match osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Simone Ruggia, sergente dell’Aeronautica Militare

SALERNO – Non poteva certo fare due miracoli in appena due giorni il nuovo tecnico granata, Di Bari. Il primo è stato aver riportato in campo dal primo minuto Achik e Heinz, infortunati di lungo corso: il secondo, quello di proporre una squadra diversa, sarebbe stato decisamente troppo. Poco tempo per il nuovo tecnico per incidere, tanto che forse sarebbe stato meglio ufficializzarlo lunedì e lasciare Scurto, che ha diretto tutti gli allenamenti settimanali, in panchina per evitare, come accaduto, che la nuova gestione iniziasse così come era finita quella di Cosmi, ovvero con una prestazione deprimente, sconfortante e accompagnata da bordate di fischi. In campo, oltre il ritorno al 4-4-2 non è stata certo una Salernitana diversa: né nel gioco, né nello spirito. Ed infatti nei primi cinque minuti, gli ospiti hanno sfiorato due volte il gol, prima con Meola e poi con Nepi che ha colpito il palo. Il problema della Salernitana è stato soprattutto a centrocampo con Tascone e Vitale in costante affanno ed in ritardo, con gli esterni Achik e Villa mai pericolosi e Anastasio, ormai sempre più irriconoscibile, risetto al calciatore ammirato nello scorso campionato. Una serie di cross di Llano tutti nelle mani del portiere avversario sono state a lungo le uniche opzioni d’attacco dei granata che hanno tirato la prima volta in porta allo scadere del primo tempo proprio con l’ex Casertana, dopo che D’Ursi aveva sparato da buona posizione al 36’. Cardoni e Longobardi sono state le prime mosse del tecnico Di Bari e, come spesso accaduto nella gestione Cosmi, dopo aver regalato un tempo, la Salernitana ha provato a cambiare marcia nella ripresa. L’occasione sprecata da D’Ursi e quella capitata sui piedi di Llano, hanno dato l’idea che anche questa volta la formazione granata avrebbe potuto cambiare marcia nella ripresa. Invece, sono state semplici fiammate: Lescano ha continuato ad attendere palloni nel cuore dell’area mentre il Savoia ha dimostrato ancora di avere più gambe, ma soprattutto più idee ed organizzazione, nonostante una qualità tecnica minore. Senza ritmo, però, la Salernitana ha sfiorato il gol con Tascone al 75’ che distanza ravvicinata ha calciato malissimo per la disperazione dei pochi infreddoliti e imbufaliti tifosi presenti all’Arechi. Tifosi che mai avrebbero pensato che a sette dalla fine Meola trovasse la rete del vantaggio. Il rigore, procurato da Longobardi e realizzato da Lescano in pieno recupero ha evitato almeno la sconfitta. Magra consolazione per una squadra costruita male, gestita peggio dalla società e per una tifoseria che non meriterebbe di essere costretta ad assistere a tali tristi e deprimenti spettacoli.

Fabio Setta