Raffaele all'Altamura e il ricordo della SAlernitana - Le Cronache Salernitana
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Raffaele all’Altamura e il ricordo della SAlernitana

Raffaele all’Altamura e il ricordo della SAlernitana

Giuseppe Raffaele riparte dal Team Altamura con tanta voglia di riscatto. Il nuovo allenatore si è presentato alla stampa illustrando le ragioni della scelta e gli obiettivi per la nuova avventura, in una fase della stagione in cui la squadra pugliese è invischiata nella zona playout. Per il tecnico, l’idea è costruire un percorso concreto, puntando su un calcio propositivo e sulla crescita dei giovani.

 

«Si stavano sviluppando anche altre soluzioni, però ho scelto senza guardare al blasone o ad altri aspetti legati al curriculum», ha spiegato Raffaele durante la conferenza stampa. «Se non volessi l’Altamura avrei aspettato. Questa è stata una trattativa che è durata poco perché la società mi ha dimostrato grandissima determinazione nel volermi qui».

Un aspetto che ha avuto un peso decisivo nella scelta: «Quando sento questo affetto per me è una spinta in più nell’accettare la destinazione. Volevo un progetto che mettesse al centro la mia figura». Il tecnico si è detto contento di essere arrivato in una città «caldissima», con una società determinata a raggiungere il proprio obiettivo.

Sul campo, Raffaele vuole trasmettere alla squadra la propria idea di gioco: «Sono convinto di poter trasmettere ai miei calciatori la mia idea di un gioco propositivo, senza perdere la valorizzazione dei giovani».

Il ricordo della Salernitana: «Eravamo da secondo o terzo posto»

Nel corso della presentazione, l’allenatore è tornato anche sulla precedente esperienza alla guida della Salernitana, difendendo il lavoro svolto nella passata stagione.

«Lo scorso anno avevo accettato la Salernitana per il progetto. Stavamo facendo quello che dovevamo fare in un campionato vinto da una squadra come il Benevento, che era la più forte e che in B gioca con otto-nove undicesimi dello scorso anno», ha dichiarato Raffaele.

Il tecnico ha quindi aggiunto: «Noi eravamo da secondo o terzo posto. Non avevamo quel calcio brillante per tanti motivi, come infortuni o altre dinamiche, ma si vincevano comunque le partite. Ho cercato di dare il massimo e i numeri testimoniano la bontà del lavoro».

Parole che restituiscono la valutazione dell’allenatore sulla stagione in granata, conclusa prima dell’inizio della nuova avventura in Puglia.