Michelangelo Russo
Aspettando Godot è un celeberrimo testo teatrale del 1952 del drammaturgo irlandese Samuel Bechett, divenuto un capolavoro del Teatro dell’Assurdo. I due protagonisti principali si lamentano, durante i due atti dell’opera, della loro condizione esistenziale, fatta di povertà, di degrado, di fame e di malattie, in una angosciante attesa di una soluzione salvifica che solo l’imminente arrivo di un certo Godot, che stanno disperatamente aspettando, potrà realizzare. Ovviamente, fino all’ultima scena, Godot non arriva. Ma i due attori restano con lo sguardo all’orizzonte per scorgere il miracolo della sua apparizione. Questa è la fotografia di Salerno che aspetta il Sindaco De Luca, novello Godot, taumaturgo come Trump al capezzale del malato nel comicissimo post, subito cancellato, di Trump in veste di Gesù Cristo. Sennonché De Luca, che si aspetta come Godot, non è la soluzione, ma l’origine del problema. Salerno farebbe bene, invece, ad aspettare con maggiore speranza un vero Godot risolutore, che lunedì 20 aprile arriverà davvero. Stiamo parlando di Raffaele Cantone, il nuovo Procuratore Capo di Salerno. Cantone è un nome illustre, in campo nazionale e internazionale. Salerno dovrebbe esserne onorata. E’ quanto di meglio potesse sperare questa povera città sgangherata e abbandonata dagli incapaci. Altro che De Luca. E’ più che plausibile che Cantone rivoluzionerà l’attività investigativa della Procura da lui diretta. Sa bene che la criminalità organizzata non è solo quella delle bombe di avvertimento e della droga. Lo sa perché è stato Presidente per 5 anni dell’Anticorruzione Nazionale. Quando si è fatto questo mestiere, si acquisisce una vista che riesce a scorgere i reati e gli imbrogli ad occhio nudo. Cantone è abituato a scorgere l’inghippo leggendo tra le righe. Adesso c’è bisogno più che mai di questo fiuto! Per anni, troppi, nel territorio di Salerno le trombe dell’Annunciazione di opere colossali hanno illuso, come nell’opera di Bechett, un popolo di sempliciotti sui benefici e lo splendore venturo di una città da rivaleggiare con la Costa Azzurra. I risultati si vedono nel groviglio inestricabile di problematiche giudiziarie che avvolgono i cantieri delle Grandi Opere, tra spiagge farlocche, buchi nelle montagne, masterplan costieri, campi di rugby, speculazione rampante con grattacieli che sorgono come funghi, sanità tragicomica. L’ultimissima, enigmatica novella pare riguardare la disgraziata palazzina liberty delle ex Cotoniere di Fratte. Voci ricorrenti parlano di una improvvisa destinazione prossima, sotto elezioni, dello storico e abbandonato capolavoro architettonico a un qualche discutibile interesse, per ora dichiarato come pubblico. Nei prossimi giorni saremo più precisi. La storia della Palazzina liberty di Fratte, gioiello dell’art nouveaux, è un desolante esempio dell’immoralità della politica salernitana. A scusante, c’è solo da dire che la platea degli osannanti della politica locale purtroppo non sa nemmeno che cosa sia l’urbanistica dei primi del Novecento. La palazzina di Fratte, nelle intenzioni del Comune di anni fa, quando fu acquisita, doveva diventare un museo per i tessuti storici della collezione delle Cotoniere. Con enormi vantaggi per le imprese di moda del territorio campano, per tutte le ispirazioni che poteva trarne. Così come è stata la sezione del Victoria and Albert Museum di Londra per l’industria tessile inglese con la mostra degli antichi tessuti di mezzo mondo. A Salerno più niente! Staremo a vedere, e presto, anche che fine hanno fatto le denunzie pervenute alla Procura da parte di comitati di cittadini e opposizione in Consiglio Comunale, sovente al completo, su argomenti fondamentali del territorio cittadino, e oltre, sul cui esito sinora non è pervenuta notizia alcuna. La pubblica stampa ha il diritto-dovere di informazione. Raffaele Cantone questo lo sa bene. Tant’è che, da uomo di cultura e sensibilità democratica, ha già ripetutamente affermato il diritto della stampa ad accedere ai carteggi dei procedimenti penali archiviati, per darne notizia e commento ai lettori. Salvo, ovviamente, il diritto alla privacy e ad interessi specifici di tutela della riservatezza e sicurezza pubblica e privata affidati al prudente apprezzamento del Procuratore Capo. Buon lavoro, Procuratore Cantone.





