Geppino Parente: Provincia più efficace - Le Cronache Attualità
Attualità Salerno

Geppino Parente: Provincia più efficace

Geppino Parente: Provincia più efficace

di Mario Rinaldi

 

 

Ci siamo. Il 4 maggio anche il sindaco di Bellosguardo Geppino Parente si giocherà la partita per la presidenza della Provincia di Salerno. Lunedì scorso, la coalizione del centrosinistra, compatta, ha indicato il suo nome depositando la candidatura nei termini previsti per legge. Così, Parente sfiderà il leader del centrodestra, il sindaco di Scafati, Pasquale Aliebrti, scelto dalla sua coalizione per questa attesa sfida.

Sindaco, il centrosinistra ha sciolto le riserve e ha indicato il suo nome come candidato unitario del PD per la presidenza alla Provincia di Salerno. Le sue considerazioni.

“Avverto fortemente la responsabilità che mi viene trasmessa dal fatto di aver ricevuto una candidatura con un’indicazione unitaria dell’intero centrosinistra, quantunque promossa dal Partito Democratico. È un fatto politico importante, che accolgo con senso del dovere e con grande serietà. Questo mi mette nella condizione di dialogare, di confrontarmi e di assumere impegni amministrativi e istituzionali con tutti coloro che contribuiranno alla nostra vittoria elettorale nei prossimi giorni, in uno spirito di unità e di responsabilità verso l’intera comunità provinciale”.

Una candidatura unitaria significa avere maggiori possibilità di essere eletti. E’ d’accordo?

“Certamente. Una candidatura unitaria significa mettere insieme più sensibilità, più esperienze, più opportunità di confronto e quindi anche maggiori possibilità di crescita, non soltanto dal punto di vista politico ma anche sotto il profilo della proposta progettuale che stiamo mettendo in campo e che, per certi versi, è già in atto nella Provincia di Salerno. Non dobbiamo inventarci grandi cose: le amministrazioni precedenti, pur nella scarsità di risorse che ha caratterizzato gli anni addietro, hanno fatto cose straordinarie. È da lì che bisogna ripartire, con concretezza e con umiltà, per fare tutto quello che c’è ancora da fare al servizio della nostra comunità”.

Dovesse essere eletto quale sarà la linea di indirizzo che intende imprimere a Palazzo Sant’Agostino? Seguirà il solco lasciato dal Presidente Napoli?

“Ripeto: il principio della continuità amministrativa è un atto dovuto negli enti locali, e guai se non fosse così. Dopodiché, tutto quello che c’è da migliorare va migliorato, a partire da un confronto serrato con i dipendenti, con i dirigenti della Provincia è con i consiglieri provinciali che in questi anni sono stati impegnati e hanno rappresentato la Provincia sui vari territori. Lavorare in continuità significa valorizzare ciò che di buono è stato fatto, ma anche intervenire con determinazione dove c’è bisogno di rendere l’ente più efficiente, più vicino ai territori e maggiormente percepito come necessario dagli amministratori dei Comuni, ma anche e soprattutto dai cittadini. L’obiettivo deve essere quello di costruire sempre di più una comunità salernitana intorno alla Provincia come istituzione”.

Secondo lei è giusto tornare al metodo elettivo diretto mettendo da parte la legge Delrio che ha introdotto per le province elezioni di secondo livello?

“È difficile non essere d’accordo con una possibile riforma della legge Delrio. Quella legge, sostanzialmente, non ha fatto nulla di ciò che si prometteva di fare, non ha colto nessuno degli obiettivi prefissati e ha creato, invece, una grande confusione amministrativa, disperdendo sinergie e risorse finanziarie e determinando deficit funzionali nella stessa amministrazione, in particolare rispetto ai servizi ai cittadini. Penso alle scuole, alla viabilità, alle questioni sociali per le parti di competenza, alle tematiche ambientali. La Provincia si è in qualche modo ripiegata su sé stessa, proprio per la scarsità e l’incompiutezza della riforma. Per questo ritengo che vada profondamente rivista. Tornare a un sistema elettivo diretto, magari in una forma più moderna e più adeguata ai tempi, significherebbe restituire piena rappresentatività all’ente, perché la stessa si fonda sul rapporto diretto con i cittadini e non può essere affidata soltanto a elezioni di secondo livello, quantunque importanti”.

Quali sono le priorità per la Provincia di Salerno?

“Le priorità della Provincia di Salerno sono innanzitutto quelle di capire come ricostruire un ente più efficiente, maggiormente presente sul territorio e più capace di rispondere ai bisogni reali delle comunità. Bisogna lavorare sulla viabilità, sul sistema dell’edilizia scolastica, sulle tematiche ambientali e su quelle sociali per ciò che compete all’ente provinciale. Bisogna inoltre lavorare a fondo per una visione integrata del trasporto pubblico, sia nelle aree interne che in quelle più urbanizzate, perché anche da questo passa la qualità della vita dei cittadini e la possibilità di tenere unito il territorio provinciale. C’è poi una grande questione provinciale, che è quella della condizione giovanile. Da anni, e quantunque in forme diverse, i giovani ci stanno dicendo con chiarezza che la politica tutta viene avvertita come distante dai loro bisogni reali. Anche la forte partecipazione registrata sul referendum ci consegna un segnale che sarebbe grave sottovalutare. Questo impone alle istituzioni un’assunzione di responsabilità. Dobbiamo riaprire un dialogo sincero con le nuove generazioni, parlare con loro e per loro, per restituire protagonismo ai giovani all’interno delle nostre comunità. Perché senza questo protagonismo, senza questo ascolto vero, senza spazi dedicati diventa difficile immaginare un futuro più giusto e più solido per il territorio salernitano”. Edilizia scolastica, giovani e trasporto pubblico: i pilastri del programma di Parente. Basteranno per conquistare la presidenza di Palazzo Sant’Agostino? Toccherà agli amministratori decidere in tal senso.