L’esposto alla Procura che ha scatenato un vero e proprio terremoto tra aziende edili, politici, amministratrici di condominio, e vari tecnici coinvolti a vario titolo non finisce qui. Nell’esposto si fa esplicito riferimento a aziende di consulenza finanziaria, assicurativa e addirittura a mediazione per acquisti e vendite di strutture ricettive. I riferimenti appaiono talmente chiari che oramai a Nocera Superiore pare nessuno abbia più dubbi sui personaggi coinvolti. Oltretutto sono poche le amministratrici di condominio del gentil sesso e ancor di meno quelle che amministrano edifici a Cava de’ Tirreni, Nocera Inferiore, Roccapiemonte e Castel San Giorgio. Se a questo si aggiungono i rapporti molto stretti ma tenuti ovviamente celati, tra questa Mata Hari dei condomini e un’ azienda edile cresciuta troppo in fretta negli ultimi tre quattro anni grazie al “business” derivato in questi periodi dalla gestione dei lavori con il bonus 110. Un mix criminale che per i privati era gestito direttamente dall’amministratrice con i lavori di ristrutturazione dei condomini e per i lavori pubblici dal politico senza scrupoli. In verità in città una piccola confusione si era creata pensando che l’amministratrice in questione fosse anche una politica. Ed invece no. La politica pare non c’entri proprio nulla. La vera detentrice del sistema criminale-affaristico sembra invece molto più dimessa e volutamente fuori dai riflettori dell’impegno pubblico. Una donna insomma che grazie a rapporti dietro le quinte utilizza i vari politici di turno, alcuni di questi anche suoi parenti, ma non si espone in prima persona. Probabilmente proprio per non accendere troppi riflettori sulla propria persona. Ma nell’esposto i riferimenti sono chiari e volutamente omettiamo per evitare querele in questa fase delle indagini. A leggere tra le carte dell’inchiesta che sembra alle battute iniziali c’è da mettersi le mani tra i capelli. Il punto centrale dell’affare sembra proprio questa apparentemente innocua e dimessa amministratrice condominiale. Una donna all’apparenza “innocua” ma capace invece di tessere trame criminali tese a massimizzare i guadagni sia su lavori di poche centinaia di euro sia su lavori di centinaia di migliaia di euro giocando a volte sulla fiducia dei propri condomini amministrati, altre volte su clamorosi equivoci, altre volte con il sistema della falsa ingenuità e così lavori che valgono 10 lievitano fino a 100 con “aggiunte” improvvise e sopravvenute, migliorie urgenti e non previste a cui per i condomini diventa poi difficile sottrarsi ma che in pratica erano già tutte calcolate grazie a preventivi equivoci, superficiali e volutamente incompleti. Il sistema rodato e applicato ad ogni lavoro condominiale comincia a diventare “sistema” quando per facilitarsi il compito la apparente “innocua” amministratrice comincia a scegliere sempre lo stesso direttore dei lavori, a quanto pare un anziano architetto in pensione. E poi la ditta, una ditta che se fosse controllata non potrebbe usare materiali scadenti, non potrebbe effettuare lavori in difformità ai computi metrici e in alcuni casi addirittura sbagliati. Una ditta che addirittura, se controllata si prende la briga di sospendere i lavori per settimane ma che poi l’amministratrice provvede a far ricominciare grazie al fatto di gestire i condomini come meglio crede e quindi fargli riaffidare gli incarici. Ovviamente senza denunce, senza far pagare penali, e magari anche con un bell’applauso. Insomma un ricatto vero e proprio. Insomma una catena di malaffare, che lega come un patto non scritto, come quelli mafiosi, amministratrice, ditte e direttori dei lavori. Il gioco si scopre, in parte, però, quando arriva in Procura un dettagliato esposto, corredato di fotografie con lavori non eseguiti a regola d’arte e relazioni tecniche, e quando la ditta per necessità e per aumentare il proprio giro d’affari, decide di partecipare a lavori pubblici del Comune di Nocera Superiore. E se ne aggiudica anche due: uno da effettuarsi presso la casa comunale e un altro presso un altro edificio sempre di proprietà comunale. E qui entra in gioco il politico che garantisce tutto e tutti. Imparentato con l’amministratrice, è già presente in varie altre questioni come quelle della sistemazione della gestione dell’azienda distributrice del gas metano, e di qualche abbattimento e ricostruzione non proprio cristallino in zona Santa Maria Maggiore. Ma torniamo all’amministratrice di condominio che mette a disposizione i suoi rapporti e i suoi legami di parentela o pseudo tale, con alcuni esponenti politici locali. Questi ultimi, all’insaputa di quello che succede nei condomini e nei rapporti tra ditta e amministratrice, probabilmente hanno anche sprecato qualche “buona parola” nei confronti della ditta e il gioco si è chiuso anche lì. Ora bisognerà vedere se i ligi al dovere e rispettosi della legalità tecnici comunali verifichino realmente, sui cantieri, i lavori eseguiti da una ditta che nei lavori condominiali non gradisce essere controllata, figuriamoci nei lavori pubblici. E la longa manus dell’amministratrice così grazie a parenti e amici amministratori pubblici, coinvolti forse ingenuamente, si è allungata anche sugli appalti. Insomma un vero e proprio sistema criminale che è in procinto di essere scoperchiato e molti stanno già correndo ai ripari. Specie qualche tecnico comunale che pare impegnato a verificare meglio atti e documenti e anche sicurezza sui cantieri della ditta legata alla Mata Hari dei condomini ma anche delle consulenze finanziarie, di quelle assicurative e di alberghi e ristoranti.





