Nelle carceri italiane ci sono sempre più detenuti e più morti, ma calano i suicidi. É quanto emerge dal Report sui decessi in carcere relativo al 2025 pubblicato oggi dal Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà. A preoccupare è sicuramente il dato sulla popolazione carceraria, che non accenna a diminuire: la presenza media di persone detenute è passata da 53.758 unità nel 2021 a 62.841 nel 2025. Un incremento, in quattro anni, del 16,9%. E con l’aumento dei detenuti, cresce anche il numero di morti. Lo scorso anno i decessi sono stati 254, 8 in più del 2024: complessivamente è un aumento, ma risulta invariata la percentuale sulla popolazione carceraria (0,4%). Un dato più incoraggiante sembrerebbe essere il lieve calo dei suicidi, passati in un anno da 83 a 76. Va osservato però come questo fenomeno riguardi quasi una morte in carcere su tre (il 29,92%). E la quota potrebbe salire, visto che di 50 decessi registrati (il 20%) non si conoscono ancora le cause. É poi lo stesso Garante a spiegare come il calo dei suicidi “non trova immediata spiegazione nel cambiamento delle condizioni detentive, che non sono migliorate neppure quanto agli spazi disponibili”. Anche per l’associazione Antigone si tratta di un dato non indicativo. “Non è che bisogna dimostrare che il carcere fa meno schifo perché c’è qualche suicidio in meno, così il governo è contento. – spiega la coordinatrice nazionale Susanna Marietti – Ora c’è anche più attenzione nell’impedire materialmente al detenuto di ammazzarsi”, aggiunge. Completano il quadro i 125 decessi per cause naturali (49,21%) e 3 decessi accidentali (1,18%). Il report evidenzia inoltre come il problema dei decessi in carcere non sia uniformemente distribuito sul territorio nazionale. Le criticità si concentrano soprattutto su quelle poche regioni che ospitano i grandi istituti metropolitani. Campania e Lombardia si distinguono drammaticamente con 40 decessi ciascuna, rappresentando insieme il 31,5% del totale nazionale (80 decessi su 254). Segue il Lazio con 30 decessi, 12 dei quali a Rebibbia. “Interventi mirati su queste tre regioni”, segnala il Garante, “potrebbero avere un impatto significativo sulla riduzione della mortalità complessiva”.





