La vecchia Salerno di Pastore: «Prima bastava una telefonata a Menna» - Le Cronache
Autosantoro Santoro Grafica - 20 anni

Notizie Nazionali Flash

Vannacci perde quasi l’1%, crescono Fratelli d’Italia, Lega, Pd e M5S: il sondaggio Manovra, Freni all’Adnkronos: “Nessun assalto in Parlamento e nessuna punizione alle banche, troveremo la sintesi” Usa, l’amministrazione Trump ha rallentato processo cittadinanza di 380mila potenziali elettori immigrati Abodi: “Con approvazione legge delega passo importante per politiche giovanili e servizio civile” “Riviste pedopornografiche in un deposito affittato dal padre di Meghan”: la scoperta choc del Daily Mail Dalla ‘parola magica’ di Isabel Allende alla ‘vita rubata’ di Chico Forti, le novità in libreria Pogacar e la paura dopo la caduta alla Vuelta: “Ho tre vertebre rotte, sono felice di essere vivo” L’ex cuoco di Pier Silvio Berlusconi perde il ricorso in Cassazione: chiedeva oltre 680mila euro, ne dovrà pagare 4.500 Roma, 28enne accoltellato in strada a Nettuno Atp Vienna, oggi semifinale Alcaraz-Medvedev – Diretta Francia, nuova giornata di proteste: allarme sicurezza, 150mila manifestanti attesi a Parigi Sinner al lavoro in palestra, Cahill: “Il duro lavoro continua” Vannacci perde quasi l’1%, crescono Fratelli d’Italia, Lega, Pd e M5S: il sondaggio Manovra, Freni all’Adnkronos: “Nessun assalto in Parlamento e nessuna punizione alle banche, troveremo la sintesi” Usa, l’amministrazione Trump ha rallentato processo cittadinanza di 380mila potenziali elettori immigrati Abodi: “Con approvazione legge delega passo importante per politiche giovanili e servizio civile” “Riviste pedopornografiche in un deposito affittato dal padre di Meghan”: la scoperta choc del Daily Mail Dalla ‘parola magica’ di Isabel Allende alla ‘vita rubata’ di Chico Forti, le novità in libreria Pogacar e la paura dopo la caduta alla Vuelta: “Ho tre vertebre rotte, sono felice di essere vivo” L’ex cuoco di Pier Silvio Berlusconi perde il ricorso in Cassazione: chiedeva oltre 680mila euro, ne dovrà pagare 4.500 Roma, 28enne accoltellato in strada a Nettuno Atp Vienna, oggi semifinale Alcaraz-Medvedev – Diretta Francia, nuova giornata di proteste: allarme sicurezza, 150mila manifestanti attesi a Parigi Sinner al lavoro in palestra, Cahill: “Il duro lavoro continua”
Primo piano

La vecchia Salerno di Pastore: «Prima bastava una telefonata a Menna»

La Salerno vecchia l’ha nel cuore. Antonio Pastore è un romantico nostalgico del tempo in cui guidava la Confcommercio prima e la Camera di Commercio poi.
Altri tempi, dice l’imprenditore che oggi con rammarico guarda lo scenario commerciale della sua Salerno. Tempo di crisi. Sicuramente. Ma la colpa non è solo della crisi, bensì – dice: «di commercianti e di politici». «Prima per risolvere un problema bastava una telefonata all’allora sindaco Menna, o all’assessore al commercio – ricorda Pastore – oggi non è più così».
«Va bene», ammette, «sono un preistorico del commercio ed oggi posso notare che non c’è più quella aristocrazia dei commercianti, quelle eccellenze che riempivano il cuore della città, dal Teatro Verdi alla stazione ferroviaria».
Di commercianti vecchi, spiega, «ne sono rimasti una decina, legati a quella generazione. Oggi non è così. Vedono solo centinaia di aziende che chiudono i battenti».
La Salerno nuova? Meglio la vecchia, confessa Pastore che «nonostante mi accusino (miei figli compresi) di non essere al passo con i tempi, non rinnego e non penso con orgoglio a quegli anni quando c’era un commercio elegante, quando il centro storico e via Mercanti erano pieni di attività e di botteghe artigianali conosciute in tutto il mondo». «Ora registrare la situazione attuale mi rammarica».
Ma come siamo arrivati a ciò?
«Sicuramente la crisi economica. Hanno chiuso 200 esercizi solo nell’anno scorso. Con un duplice danno: aumentare la disoccupazione non solo delle commesse o commessi ma degli stessi esercenti».
Oltre la crisi?
«Io sono critico sia con i commercianti che non i politici. Manca il punto di sintesi, manca il rapporto con i politici. A me bastava un telefonata per accordarci o risolvere un problema ora non più. Guardi, io sono un democratico e tiro in ballo Churchill, il più grande statista del secolo scorso che diceva: “La democrazia è il peggior sistema politico ma non si è trovato ancora un sistema migliore”. Praticamente, voglio dire che con questo sistema democratico molti uomini non preparati si trovano in posti delicati».
Luci d’artista, piazza della Libertà e le altre opere, quanto servono a Salerno e al suo commercio?
«Per far ripartire l’economia non basta mettere la prima pietra ma anche le ultime. Qui abbiamo assistito alla chiusura di numerose aziende, come la Marzotto, l’Ideal Standard ed in ultimo la Pennitalia, che avrebbero potuto risolvere tranquillamente la disoccupazione in città. Il nostro sindaco è lungimirante: vuol fare la città europea ma non potremmo mai paragonarci ad un città tedesca o del nord Europa. Qualche colpa anche dei salernitani. Hanno perso l’entusiasmo e la passione. Prima Salerno era orgogliosamente ricca di artigiani. Ora si è perso tutto. I vecchi mestieri sono stati abbandonati. Abbiamo ceduto i nostri posti di lavoro agli extracomunitari. E’ stato il nostro distacco dai mestieri più umili e da quelli artigianali»
I centri commerciali, le grandi firme che hanno trovato spazio lungo il Corso Vittorio Emanuele cosa hanno portato?
«I grossi centri alimentari, come Conad e Carrefour, altro non hanno fatto che distruggere la vecchia distribuzione alimentare che vantava prodotti di altissima qualità. I centri commerciali (come la Galleria Capitol, ndr), attirano gente ma nessuno compra. Coloro che resistono sono bar e ristoranti, il resto no. Ancora le grandi imprese dell’alta moda (come Fendi, ndr), non solo hanno portato via prestigiose attività locali ma non hanno ottenuto neppure il risultato sperato».
Si discute sulle aperture domenicali, o festive, secondo lei, cosa è giusto che i commercianti facciano?
«I commercianti in una città turistica avrebbero il dovere di stare sempre aperti. Però, occorre valutare tutti i casi. Mi spiego: se un negozio è retto a conduzione familiare, c’è l’impossibilità di organizzarsi. Mi sembra giusto che anche il commerciante festeggi Pasqua, o si riposi la domenica. Mica loro pretendono che il Comune stia aperto al pubblico la domenica? Dunque, anche in questo caso, manca il punto di sintesi».
Chi resisterà?
«La Salerno commerciale non c’è più. I commercianti attuali che resistono sono quelli mossi dalla passione e dalla forza e attendono, volendo riprendere un passo celebre del grande Eduardo, che “addà passa a nuttat”. Infine, fare i commercianti non si improvvisa, così come fare i politici ed occupare posti di comando. Ci vogliono le competenze ed un certo Dna».

 

5 aprile 2013