La santificazione non è un processo di aggiunta - Le Cronache Attualità
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La santificazione non è un processo di aggiunta

La santificazione non è un processo di aggiunta

Laura Scermino

Chi era San Carlo Acutis che si festeggia oggi? Le trasmissioni degli ultimi giorni sono esplose in notizie,servizi,persino una serie tv ! Un ragazzo come tanti,un ragazzo tra molti vissuto a Milano,figlio unico in una famiglia benestante (il padre è Andrea Acutis amministratore della società di famiglia Vittoria ass.ni e Antonia Salzano,famiglia della borghesia romana nota nell’editoria). Una famiglia credente ma non praticante,espressione adottata dai più per non rinnegare apertamente la fede cristiana,restando appollaiata sul trono dei tiepidi,che nel migliore dei casi conduce sulla strada dei “GIUSTI”. Ma i giusti non sono cristiani. Perchè per essere cristiano bisogna essere di Cristo,fare come Cristo,vivere secondo i suoi insegnamenti, dunque essere FOLLEMENTE CONTROCCORRENTE,o ameno prefiggerselo come traguardo,avendo ben chiaro dove si trova quella linea di arrivo,oltre i nostri orizzonti,limitati,per sfociare in un cielo,tanto più grande dell’orizzonte. Carlo Acutis è deceduto per repentina leucemia,in sette giorni, a soli sedici anni il 12 ottobre 2006 per essere dichiarato prima beato in data 10.10.2020 e poi canonizzato,ovvero,dichiarato santo,il 7 settembre 2025. Dalla sua morte il suo nome e la sua testimonianza si sono propagate fino agli angoli più remoti del mondo,un tam tam di testimonianze di conversione,di formazione di gruppi di preghiera,di guarigioni scientificamente inspiegabili,sono la tangibile ed inconfutabile prova della sua “vicinanza”. Carlo,seme tranciato a soli 16 anni ha portato frutto,superando molti confini, travalicando molti argini, puntando il suo sguardo soprattutto sui giovani,oggi più che mai allo sbando,oggi più che mai soli.Carlo ha incarnato e continua ad incarnare un esempio positivo di altruismo,di umiltà, di generosità,di amore per gli altri,valori assoluti,che indipendente dalla “grazia” di credere in Cristo,fanno bene allo spirito ed abbattono le distanze. E chi ha seguito il Suo esempio o comincia a seguirlo si è incamminato sulla strada giusta per trovare Gesù.Perchè dove si testimonia l’amore per gli ultimi,lo stesso di cui Carlo si è fatto portavoce,si vive l’insegnamento di Cristo,povero e pacifico,Re dei Re morto come il peggiore dei malfattori,che ha compiuto miracoli di guarigione fisica e spirituale per gli altri,meno che per salvare sé dalla persecuzione e morte,rivelando con la sua Resurrezione una promessa di vita eterna per tutti se si crede in Lui ed in ciò che lui ha detto. Ed ecco che Carlo insegna che il bene donato s’irradia come luce nelle stanze buie dei nostri cuori afflitti,delusi traditi,mortificati,donando pace,mitezza,serenità.Motori che hanno spinto Carlo a non perdere di vista gli ultimi o comunque chiunque avesse bisogno di lui,a sorridere alle avversità comuni a tutti gli adolescenti,a stemperare le ipocrisie ad accettare la morte,la sua precoce,annunciata in un verdetto che non gli ha lasciato scampo. Carlo,più di altri suoi coetanei, aveva la passione dell’informatica,chiamato da papa Francesco “L’INFLUENCER DI DIO” ,tanto che la sua opera più meritoria è stata realizzare,studiando le dispense degli studenti in informatica, un sito sui Miracoli Eucaristici (l’ostia che ha svelato la presenza di Gesù in corpo e sangue) e sull’elencazione dei luoghi di apparizioni mariane,quando internet non era affollata ancora delle informazioni che vi gravitano oggi.Ricerce certosine effettuate con l’aiuto dei genitori nei vari comuni italiani.Ciò perché la cosa a cui teneva più di ogni altra è far comprendere ai suoi coetanei di come Gesù fosse presenza viva nell’ostia,mezzo per accoglierlo in noi e chiave di cambiamento. Carlo ha offerto a tutti,in vita e dopo la sua morte, la sua amicizia con Gesù,la sua vicinanza a Gesù,coinvolgendo e sconvolgendo nel bene la vita di tanti. Indicando a tutti l’importanza dell’Eucarestia,che è incontro con Lui presente in essa. Suggerendo a tutti di come l’Eucarestia rappresenti un’opportunità per ognuno di riflettere sulla Sua crocifissione,sacrificio cui si è volontariamente immolato per la salvezza di tutti,perpetrando fino alla fine dei tempi,il dono dei doni. Prendere Gesù con l’Eucarestia,significava per Carlo attenzionare il nostro percorso alle parole di Gesù per un cammino consapevole e autentico di cristianità. La chiamava:”L’AUTOSTRADA PER IL CIELO”. Carlo Acutis,nel suo piccolo e nella sua quotidianità, è stato segno di contraddizione,spiazzando le aspettative che gli altri avevano risposto in lui.Carlo ha rotto gli schemi tipici dei ragazzi della sua età,dei ragazzi benestanti,della Milano che conta,e non solo.Carlo pur rimanendo tra i suoi coetanei,condividendone momenti e passioni ha dimostrato che ognuno di noi è chiamato alla santità e ciascuno può anelare a questo traguardo costruendo passo dopo passo ,nella sua quotidianità una vita diversa,per questo molto faticosa,ponendosi degli obiettivi che mettano radici nel cuore, e che donino gioia a chi ne ha avuta meno. Il suo dito ci ha indicato di allenare lo sguardo al cielo, allargare il cuore al prossimo, allungare i nostri passi verso mete lontane dalla centralità del nostro “io” : ”Non io ma Dio”.Ciò nonostante le cadute,le amarezze,nonostante ogni forma di dolore che un mondo ingiusto,egoista,esteta ci riserva, abbagliando le nostre “esteriori” priorità per allargare i vuoti interiori con ciò che essendo effimero non appaga né appagherà mai.