Salvatore Memoli
Salerno deve guardare a nuovi obiettivi urbanistici. Non più la città chiusa tra le sue mura, deve diventare la città che, raccolte le eredità del passato, guarda avanti e pianifica la sua modernità. Il presente ed il futuro possibili per Salerno prevedono la sua continua trasformazione. Cambiare il presente che risente ancora di un retaggio industriale, distribuito su tutto il territorio che non ha più un futuro e consegna le sue infrastrutture ad un presente che deve dargli un valore nella moderna urbanistica. Con la chiusura dell’archeologia industriale, Salerno deve pensare alla sua crescita ed al riuso di ciò che serve alla città moderna. Si fanno strada idee suggestive, per la verità abbastanza oleografiche ed abbaglianti di una città modello Copacabana o Montecarlo. Pensare é una risorsa importante, perché aiuta ad immaginare soluzioni. La realtà delle città moderne non é seguire un modello che può piacere. La città moderna é altro di una nuova cementificazione seppure accompagnata da stili accattivanti ed arti. Piuttosto dovremmo pensare più seriamente al riuso. Perché una nostalgia del modello industriale che si accompagnava ad una sua lettura urbanistica, sebbene in dismissione, non abbia spazi rievocativi, dobbiamo pensare alla città moderna con nuovi contenitori, nuovi contenuti e, soprattutto, capace di un’evoluzione verso la moderna Smart city. In questa prospettiva una città come Salerno ha la giusta vocazione per rimediare alle ingiustizie urbanistiche del passato e quello che hanno determinato: la distanza culturale e sociale tra i quartieri; la città del centro e quella delle periferie; la città del trasporto pubblico che costringe la gente a lunghe traversate su mezzi pubblici sporchi, in ritardo e sempre insufficienti alle domande di una popolazione in gran numero convogliata nei rioni periferici. A Salerno ci sono ancora barriere da abbattere tra i quartieri per consentire migliori scambi di comunicazione e d’incontro tra i cittadini. Nella nuova città deve esistere un ecosistema urbano che consenta alle tecnologie avanzate di migliorare i servizi pubblici ( sempre computerizzati e temporizzati, trasporto pubblico tracciato, servizio integrato del trasporto pubblico con auto a bassa emissioni di scarichi nocivi, aggiungere veicoli elettrici e guida autonoma). Deve essere in ogni quartiere monitorata la qualità dell’aria è ridefinita la raccolta dei rifiuti, premiando le virtuosità dei cittadini. A tutto deve corrispondere una Pubblica Amministrazione che non fa disperare il cittadino facilitando l’accesso ai servizi. Una città moderna diventa europea quando i suoi cittadini possono viverla senza sentire la distanza dall’Europa. La città del passato pensava ai suoi centri direzionali, oggi vanno garantiti i servizi diffusi, soprattutto quelli primari ( sanità, scuola, socialità) in ogni quartiere, senza creare divisioni bensì stimolando la partecipazione. La città deve essere un giardino e deve avere tanti giardini. Così come la pubblica illuminazione aiuta a crescere ed allontana la criminalità, il verde pubblico deve essere la risposta di un investimento programmato ed intensivo. La vita di una città deve essere intelligente, promuovendo una città intelligente=smart city. Salerno potrà farcela se tutti insieme lo vorremo.





