Ingenito: La cultura ha bisogno di una regia - Le Cronache Salerno
Salerno

Ingenito: La cultura ha bisogno di una regia

Ingenito: La cultura ha bisogno di una regia

di Erika Noschese

Una porta danneggiata alla Pinacoteca Provinciale, un materasso abbandonato nei pressi dell’Archivio di Stato e, soprattutto, diversi luoghi della cultura chiusi proprio nella prima domenica del mese, quando l’apertura gratuita dovrebbe rappresentare una delle principali occasioni per cittadini e turisti di conoscere il patrimonio culturale della città. Sono questi, secondo Agostino Ingenito, presidente Abbac Associazione B&B, Affittacamere, Case Vacanze, Locazioni, alcuni segnali di una criticità più ampia che riguarda la gestione e, soprattutto, il coordinamento dell’offerta culturale di Salerno. «Fare un giro culturale per Salerno significa ancora oggi rendersi conto di quanto questa città possieda un patrimonio storico, artistico e monumentale di enorme valore. Ma significa anche imbattersi in situazioni che fanno riflettere e che non possono essere liquidate come semplici episodi di incuria», sostiene Ingenito. Il riferimento è anche a quanto accaduto durante la prima domenica del mese, giornata nella quale l’accesso gratuito ai luoghi della cultura dovrebbe diventare un’occasione di promozione e partecipazione. «Diversi siti risultano chiusi, altri non sono inseriti in un percorso coordinato e manca una comunicazione complessiva capace di far comprendere cosa sia realmente visitabile e in quali orari», sottolinea il presidente Abbac. Per Ingenito è proprio questo il punto centrale: «Non basta avere monumenti, musei, chiese, archivi e palazzi storici. Occorre fare in modo che siano accessibili, riconoscibili e inseriti in un sistema». Una questione che, secondo il presidente dell’associazione, va oltre la semplice manutenzione dei beni e chiama direttamente in causa il tema della governance culturale. «Se proprio nella giornata simbolicamente dedicata alla fruizione pubblica della cultura il visitatore trova porte chiuse o informazioni frammentarie – osserva – significa che non siamo più davanti soltanto ad una questione di manutenzione. Siamo davanti ad una mancanza di coordinamento culturale». Da qui la domanda posta da Ingenito: «Chi coordina oggi la politica culturale di Salerno?». Una domanda che, precisa, non vuole trasformarsi in una polemica contro l’amministrazione, ma diventare l’occasione per avanzare una proposta concreta. «Salerno ha bisogno di una strategia culturale riconoscibile, continuativa e condivisa», afferma, indicando nella nuova fase amministrativa guidata da Vincenzo De Luca un possibile momento per rimettere il tema al centro dell’agenda cittadina. La proposta è quella di istituire un Tavolo permanente della Cultura e del Patrimonio di Salerno, coinvolgendo Comune, Provincia, Ministero della Cultura attraverso i propri istituti territoriali, Diocesi e tutti gli altri soggetti pubblici e privati che siano titolari o gestori di beni culturali presenti sul territorio. L’obiettivo sarebbe superare la frammentazione delle competenze e costruire una strategia unitaria. «Il turista, lo studioso o semplicemente il cittadino che percorre Salerno non distingue le competenze amministrative. Non può sapere se un portone appartenga al Comune, un museo alla Provincia, un archivio allo Stato o una chiesa alla Diocesi. Vede Salerno. E giudica Salerno nel suo insieme». Tra i luoghi indicati come strategici c’è la Pinacoteca Provinciale, ospitata nello storico Palazzo Pinto di via Mercanti, ma anche l’Archivio di Stato, i complessi monumentali, le chiese e gli altri edifici storici che compongono il patrimonio culturale cittadino. Il primo obiettivo del tavolo, secondo Ingenito, dovrebbe essere una ricognizione complessiva dello stato del patrimonio: manutenzione, accessibilità, orari di apertura, segnaletica, servizi di accoglienza, personale disponibile, programmazione delle mostre e degli eventi, oltre alla comunicazione e alla promozione. Da qui potrebbe nascere un vero itinerario culturale unitario, sia fisico sia digitale, capace di collegare luoghi oggi presentati separatamente. «Si potrebbe immaginare un unico calendario delle aperture, una mappa dei siti visitabili, percorsi tematici condivisi, visite guidate coordinate, comunicazione congiunta, segnaletica comune e collegamenti tra musei, chiese, archivi e palazzi storici», propone Ingenito. Anche la prima domenica del mese potrebbe diventare un appuntamento strutturato. «Potrebbe trasformarsi ogni mese in una sorta di “Domenica della Cultura di Salerno”, un appuntamento stabile, riconoscibile, promosso unitariamente da tutti gli enti coinvolti». Una strategia che avrebbe ricadute non soltanto culturali, ma anche turistiche ed economiche. «La cultura può diventare uno degli elementi più importanti dell’economia turistica salernitana, soprattutto se permette alla città di essere attrattiva durante tutto l’anno e non soltanto in occasione dei grandi eventi», evidenzia il presidente Abbac. E proprio le criticità emerse nelle ultime settimane, secondo Ingenito, dovrebbero essere lette come un’opportunità per cambiare approccio. «Le fotografie di una porta danneggiata, di un materasso abbandonato o di ingressi chiusi proprio nella domenica dedicata alla cultura non devono servire a costruire l’ennesima polemica social. Devono essere considerate un campanello d’allarme». La richiesta, dunque, è quella di superare una gestione «per compartimenti stagni» e costruire una visione complessiva. «Comune, Provincia, Stato e Diocesi siedano finalmente allo stesso tavolo. Si parta dalla manutenzione e dal decoro, certamente. Ma si arrivi molto più lontano: a una visione comune della cultura, a una programmazione pluriennale, a un calendario coordinato e a una vera strategia di valorizzazione». Salerno, conclude Ingenito, «possiede già quasi tutto ciò che serve: musei, archivi, chiese, palazzi, testimonianze della Scuola Medica Salernitana, stratificazioni medievali e moderne e una storia che dialoga naturalmente con il Mediterraneo. Quello che manca, oggi, è soprattutto mettere tutto questo a sistema».