In cerca di fortuna sul pianeta rosso - Le Cronache
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In cerca di fortuna sul pianeta rosso

In cerca di fortuna sul pianeta rosso

Questa sera, alle ore 21, la stagione Mutaverso Teatro, firmata da Vincenzo Albano presenta la Compagnia Vico Quarto Mazzini in “Vieni su Marte”

Amadeus

L’Auditorium del Centro Sociale ospiterà questa sera, alle ore 21,00, nell’ambito della Stagione Mutaverso Teatro, firmata da Vincenzo Albano, la Compagnia Vico Quarto Mazzini in “Vieni su Marte”, prima data in Campania, in sinergia con Nest – Napoli Est Teatro. Lo spettacolo, diretto e interpretato da Michele Altamura e Gabriele Paolocà, per la drammaturgia di Gabriele Paolocà, è giocato sull’idea di “partenza”. E’ stato avviato un progetto dal nome Mars One con l’intento di costruire una colonia permanente su Marte. Per essere selezionati si deve postare un video su internet in cui motivare il desiderio di divenire per sempre “marziani”. Le candidature arrivate sono state su per giù centomila. Il progresso dell’umanità, il fascino della scoperta, essere protagonisti del futuro, questi gli argomenti principali a sostegno delle candidature. Qui finisce la verità (www.mars-one.com).Ora, nella finzione, si cercherà di fare i seri. Cos’è che vogliamo veramente da Marte? Non sarà, questa storia della fantascienza, soltanto l’ennesimo diversivo per non occuparci del presente? Per distogliere lo sguardo da questa esistenza che scorre tra le dita. Quando non si può avere la realtà, un sogno vale la realtà. Allora ecco che forse Marte è soltanto una metafora, il sogno di un altrove, di una terra promessa. Siamo andati ovunque su questa terra, eppure di Dio nessuna traccia. Allora eccola la nuova moda: emigrare su Marte, per riempire un vuoto di senso grande come l’universo. La pièce prende spunto da Cronache Marziane di Ray Bradbury, dove si immagina il momento in cui l’umanità intraprende la sua ultima grande emigrazione, la più estrema di tutte: la colonizzazione di Marte. Sul palcoscenico verranno raccontate le emozioni, le aspirazioni, le suggestioni che questo viaggio ispira nei diversi strati della nostra società, i piccoli egoismi, le piccole ambizioni, le piccole voglie di rivincita indotte da questo enorme e radicale cambiamento. Una metafora estrema, poetica e politica, per riuscire a contenere un’epoca ambigua, un’epoca di mezzo. Un’epoca in cui storici illustri cominciano a subodorare cosa ne sarà del nostro futuro consegnato all’avventura tecnologica, dove l’homo sapiens cesserà di essere l’algoritmo più brillante del pianeta e il valore del suo dominio terrestre verrà messo in discussione. Il lavoro vuole analizzare il tessuto che si trova alle falde di questa svolta autolesionista. Lo farà attraverso il riconoscimento dei sintomi, che possiamo ritrovare in molte delle tendenze contemporanee della nostra società, come l’immobilismo dei Neet, categoria che de finisce quei giovani dai 16 ai 25 anni che non studiano, non lavorano e non fanno nulla per migliorare la propria condizione, e attraverso l’analisi del relativismo dilagante che sta disfacendo qualunque tipo di morale collettiva. I personaggi che popoleranno la scena saranno, saranno disfattisti, incoerenti, nichilisti, incoscienti, ma allo stesso tempo sognatori, romantici, possibilisti e, quindi, decisamente umani.  In mezzo a tanta varia umanità c’è il povero marziano, che con sedute psicanalitiche tenta di “comprendere l’umano”.