#Giffoni56, il festival del "possibile": - Le Cronache Spettacolo e Cultura
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#Giffoni56, il festival del “possibile”:

#Giffoni56, il festival del “possibile”:

Da programma è l’ultima giornata del festival. Ma la macchina organizzativa è già pronta a partire per la prossima edizione. Perché le porte non si chiudono mai in quella che è da oltre mezzo secolo la casa di bambine e bambini, ragazze e ragazzi e, naturalmente, delle loro famiglie. Nel corso della conferenza stampa di #Giffoni56 sono state infatti già annunciate le date 2027: il Festival si terrà dal 16 al 24 luglio con un programma sempre più ricco di appuntamenti, ospiti e, soprattutto di emozioni. E sono proprio le emozioni, ancora una volta, ad aver conquistato chi a Giffoni è stato fisicamente presente e chi ha potuto viverne la magia tramite il racconto dei media., Oltre 250mila persone coinvolte in nove giorni. Più di 3200 uscite tra stampa, web e agenzie di stampa, di cui 367 articoli pubblicati sui quotidiani nazionali e regionali da testate, per citarne solo alcune come Il Corriere della Sera, la Repubblica, La Stampa, Il Sole 24 Ore, Il Messaggero, Il Tempo, Avvenire, QN, Il Mattino, Il Corriere del Mezzogiorno, La Città, Le Cronache del Mezzogiorno. E ben 2849 articoli pubblicati da agenzie quali Ansa, Agi, Adn, Aska, siti di informazione e portali specializzati. 250 passaggi televisivi sui maggiori network nazionali. #Giffoni56 è stata un’edizione da record anche sul fronte social con 82,3 milioni di visualizzazioni, 14,7 milioni che hanno interessato il sito giffoni.it e 680 milioni di Ots che costituiscono un potenziale di esposizione mediatica che testimonia la forza e la capillarità della copertura ottenuta. Numeri destinati a crescere, in quanto questi sopra elencati si riferiscono solo ai primi sette giorni del Festival. Ma dietro i dati, annunciati questa mattina nel corso della conferenza stampa di chiusura dell’edizione 2026, ci sono le passioni e i progetti, che da sempre costituiscono la linfa vitale di quel grande hub culturale riconosciuto e amato oltre i confini nazionali che è Giffoni. Non una chiusura, ha sottolineato nel corso del suo intervento il direttore generale Jacopo Gubitosi: “Questo di oggi è un momento di inizio e di ripartenza. Stiamo già pensando all’edizione numero 57 che si terrà dal 16 al 24 luglio e nei prossimi mesi annunceremo il nuovo tema. In questi giorni ci siamo concentrati sull’ascolto. E’ stato bello sentire bambini e ragazzi dirci che è stata l’edizione del cambiamento. Ancora una volta, attraverso la lente privilegiata del cinema, abbiamo affrontato tematiche profonde che resteranno nel cuore. Il mio principale grazie va a tutti i giffoner e alle famiglie che ci hanno scelto come casa, confermandoci fiducia”. Il direttore artistico Luca Apolito ha raccontato Icaro, simbolo di #Giffoni56, come metafora per parlare di una generazione: “Il nostro è un Icaro altro, con un destino diverso da quello del mito. Abbiamo scelto di rappresentarlo senza volto perché quel volto volevamo incontrarlo qui, tra gli oltre cinquemila juror che hanno affollato le nostre sale. Volevamo che fossero loro a trasmetterci l’energia di chi accetta la sfida sapendo che non deve necessariamente cadere. E al tempo stesso sa che deve provarci, rischiare disobbedendo e ribellandosi a stereotipi ed etichette. Durante l’anno sentiamo parlare spessissimo di giovani: la narrazione è quasi sempre la stessa, sono quelli che non sono in grado di fare. A Giffoni siamo stanchi di ascoltarlo. Non è così. Questa generazione si muove su un altro territorio. Non è una generazione destinata alla caduta, ha tantissimo da dire ed è per questo che i ragazzi vanno fatti parlare anziché parlarne senza averli ascoltati. Le cose impossibili che ci hanno sussurrato ci fanno vedere il presente e il futuro”. Davide Russo, responsabile delle relazioni istituzionali, ha ringraziato “quanti sono stati sempre vicini al festival, dal Comune alla Regione ai Ministeri e agli sponsor. Mi ha colpito molto una frase dell’assessore Cutaia che ha detto che Giffoni devi vederlo, altrimenti è difficile comprenderlo. Ed è effettivamente così, perché Giffoni è un miracolo basato su etica, responsabilità e un grande lavoro corale svolto dietro le quinte. Abbiamo sentito la vicinanza di tutte le istituzioni locali e nazionali. Ringrazio, tra i tanti, il presidente della Regione Campania Fico, che ha saputo parlare con il cuore ai nostri ragazzi”. Un miracolo che è figlio del fondatore di Giffoni, Claudio Gubitosi e della sua straordinaria capacità di visione: a ricordarlo alla platea, il sindaco Antonio Giuliano. “La sua passione e la sua trasparenza sono state una lezione preziosa e ci hanno portato qui, dove siamo oggi. Abbiamo scritto pagine di storia e la storia non si può interpretare, ma solo arricchire, portando avanti il lavoro che lui ha iniziato. La città tutta partecipa a un progetto che non si limita ai giorni del festival, ma dura tutto l’anno e contribuisce alla valorizzazione del nostro territorio, a partire dalle strutture in cui ci troviamo. Agli attuali 30mila metri quadri se ne aggiungeranno presto altri 20mila, di cui 5mila di verde pubblico. Dal 2016 ad oggi sono stati investiti 34 milioni di euro più 3 milioni per la viabilità e i parcheggi. Ci fermeremo? Assolutamente no. Andremo avanti con serietà e responsabilità perché Giffoni è un modello di onestà e di umiltà. E qui nulla è impossibile”. Gli ha fatto eco il presidente dell’Ente autonomo Giffoni Experience Pietro Rinaldi: “Claudio Gubitosi ci ha dato la possibilità di crescere. Due mesi fa siamo stati coinvolti da una questione che ci ha fatto vivere giorni non semplici, ma li abbiamo affrontati con la trasparenza e la determinazione che ci caratterizzano e grazie ai nostri avvocati abbiamo dimostrato l’infondatezza delle contestazioni che ci venivano mosse. Abbiamo sempre riposto grande fiducia nella magistratura, forti e fieri della nostra onestà”. Rinaldi ha poi invitato sul palco il fondatore di Giffoni: “Per il primo anno mi sono goduto quello che ho creato, osservando dall’esterno cosa accadeva e prendendo atto che andava tutto nel migliore dei modi. Al mio team va la mia gratitudine perché non era né facile né scontato che accadesse. Oggi posso dire che sono un uomo felice perché nonostante il momento difficile i risultati sono stati raggiunti e anche superati”, ha sottolineato Claudio Gubitosi. I progetti per il 2027 hanno già le ali: “Ci metteremo subito al lavoro per la prossima edizione – hanno ribadito Jacopo Gubitosi e Luca Apolito – Cominciamo sin da oggi a sognare, perché qui si entra in maniera singola e si diventa comunità. Da io si passa a noi”.