Fumo, esperti: "Rigidità su alternative alle sigarette limita riduzione del danno’ - Le Cronache
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Fumo, esperti: “Rigidità su alternative alle sigarette limita riduzione del danno’

Fumo, esperti: “Rigidità su alternative alle sigarette limita riduzione del danno’

(Adnkronos) – “In tema di riduzione del danno da tabacco, ritengo che l’Oms, selezionando le reference e interpretando la scienza, stia dando una visione non del tutto corretta delle evidenze. Come unico paradigma possibile, infatti, considera l’astinenza” da qualsiasi prodotto contenente nicotina, “un approccio che ha terribili conseguenze per milioni di fumatori che altrimenti potrebbero sostituire le tradizionali sigarette con altri prodotti. È nostro compito, dei ricercatori e degli scienziati, portare evidenze trasparenti e comunicarle con chiarezza e onestà”. Così Riccardo Polosa, professore di medicina interna all’università di Catania e fondatore del Centro di eccellenza internazionale per la ricerca sulla riduzione del danno da fumo (CoHEAR), intervenendo ai lavori del Global Forum on Nicotine (Gfn), il convegno internazionale, in svolgimento a Varsavia, che riunisce esperti di tutto il mondo per confrontarsi sul ruolo dei prodotti contenenti nicotina nell'aiutare i fumatori ad abbandonare le sigarette tradizionali. Entrando poi nello specifico, una delle affermazioni portate avanti dall’Oms e proposte per la discussione nel panel, recita che ‘Le evidenze dicono che i prodotti che sostituiscono le sigarette tradizionali sono dannosi per la salute e non sicuri’. A questa osservazione Polosa risponde: “Le evidenze disponibili ad oggi dicono esattamente l’opposto. L’affermazione potrebbe essere corretta ma solo in parte, perché ciò a cui bisogna guardare in un’ottica di riduzione del danno è se le alternative sono meno dannose oppure no se confrontate con la nocività del fumo di sigaretta tradizionale. L’unica maniera per sapere il rischio assoluto e cosa succederà tra 20/30 anni a chi sceglie i prodotti che sostituiscono le sigarette è studiare solo chi svapa o usa prodotti a tabacco riscaldato senza aver mai fumato prima sigarette tradizionali”, spiega. 
Al professore italiano fa eco Roberto A. Sussman, ricercatore senior e docente all'Istituto di Scienze nucleari dell'università nazionale del Messico, che, riflettendo sulla Convenzione quadro per la lotta al tabacco (Fctc), osserva: “Fu il primo trattato internazionale sul tema ed è stato una grande vittoria al tempo. Questo però accadeva vent’anni fa, le cose nel frattempo sono cambiate ma la narrativa e il paradigma sono rimasti gli stessi. Ci sono ancora oltre un miliardo di fumatori al mondo. La messa al bando di questi prodotti, inoltre, rischia di alimentare anche fenomeni più preoccupanti come il contrabbando: “In Messico, dove lo Stato cerca di limitarli, c’è un’enorme distribuzione da parte dei cartelli, con conseguenze sulla sicurezza di quello che i cittadini che si rivolgono al mercato nero consumano”, conclude Sussman. —salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)