di Erika Noschese
Da un lato Vincenzo De Luca, che porta avanti con decisione il suo progetto. Dall’altro il Partito Democratico, che chiede maggiore condivisione. La candidatura della città di Salerno agli Europei di calcio del 2032 ha già fatto emergere i primi dissapori politici. Nella giornata di ieri il sindaco ha presentato ufficialmente la candidatura, rilanciando il progetto “Salerno città dello sport”. «Crediamo che sia importante, in questi tempi, favorire la pratica sportiva, offrire ai nostri giovani la possibilità di incontrarsi, di vivere anche eventi agonistici e di maturare valori positivi di rispetto e di solidarietà. È un programma ambizioso, ma stiamo lavorando veramente fino all’ultimo respiro per completare la nostra impiantistica ordinaria», ha dichiarato Vincenzo De Luca. Il primo cittadino ha ricordato che tra gli obiettivi dell’amministrazione ci sono «la ristrutturazione generale dello stadio Arechi e il completo rifacimento del campo Volpe». «Questo programma andrà avanti comunque – ha aggiunto –. Abbiamo cercato di aggiungere a questo percorso la proposta che avanziamo alla UEFA per candidare Salerno a ospitare gli eventi calcistici di Euro 2032». De Luca ha poi spiegato che entro la fine di luglio dovrà essere presentato il dossier di candidatura: «È composto dalla parte sportiva e impiantistica, ma anche da una relazione sulla mobilità, sull’accoglienza, sul sistema alberghiero e, più in generale, su tutte le caratteristiche del nostro territorio per ospitare delegazioni provenienti dal resto d’Europa. Riteniamo di avere una proposta forte, anche perché siamo la città più avanti dal punto di vista dell’impiantistica sportiva: abbiamo una gara in corso e lavori già avviati. Viviamo comunque questa candidatura con serenità, perché gli interventi previsti andranno avanti indipendentemente dall’esito della selezione». Il tentativo di ospitare gli Europei non riguarda soltanto Salerno. Anche Napoli intende candidare lo stadio Diego Armando Maradona tra le cinque sedi italiane di Euro 2032. Ed è proprio dal capoluogo partenopeo che arrivano le critiche più dure. A intervenire è stato il capogruppo del Pd nel Consiglio comunale di Napoli, Gennaro Acampora, che ha definito la scelta salernitana «tesa soltanto a dividere e a indebolire la nostra regione». Secondo Acampora, esponente dello stesso partito di Vincenzo De Luca, Napoli si presenta con «un progetto serio di restyling dello stadio Maradona, economicamente e tecnicamente sostenibile, degno di rappresentare una città dalla tradizione calcistica centenaria, ricca di successi nazionali e internazionali, con un bacino di tifosi globale e una continuità in Serie A come poche altre realtà». Per il consigliere dem, «Napoli ha una squadra simbolo dell’intero Sud Italia, milioni di tifosi nel mondo e un brand di livello internazionale». Acampora sostiene inoltre che «la forza mediatica e sportiva di Napoli e del Napoli muove interessi economici enormemente superiori e attrae un numero maggiore di sostenitori». Da qui l’accusa a chi, a suo giudizio, si starebbe «intestardendo in una scelta che rischia di spaccare i voti e lasciare il Sud senza alcuna sede, a vantaggio di altre piazze». La replica di Vincenzo De Luca non si è fatta attendere: «Acampora? E chi è? Non mi interesso di cabaret, mi interesso di impianti. Lasciamo perdere». A tentare una mediazione è intervenuto il segretario regionale del Pd, Piero De Luca. «Gli investimenti nelle infrastrutture sono fondamentali per sostenere le attività sportive, che hanno un valore culturale, sociale ma anche economico e occupazionale enorme. Nel calcio siamo indietro anni luce sull’impiantistica rispetto ad altri Paesi. Va dato merito a tutte le amministrazioni che portano avanti progetti di riqualificazione di livello internazionale nell’interesse dell’intero territorio», ha dichiarato. Quanto alla candidatura per Euro 2032, De Luca ha ricordato che «sarà la UEFA a valutare, sulla base di numerosi parametri, il progetto e la sede più adatti, tenendo conto soprattutto dello stato di avanzamento dei lavori». Per il segretario dem «non è utile alimentare polemiche campanilistiche, quelle sì autolesionistiche, anche perché non ci sono voti o elezioni di sorta. Ci sarà una scelta tecnica da parte degli organi sportivi competenti. Avere più candidature serie e credibili può soltanto aumentare le possibilità che la Campania ottenga almeno una sede tra quelle italiane per un evento così importante».








