Dura lettera di dimissioni del Presidente Barrella: «Ecco cosa non va» - Le Cronache
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Dura lettera di dimissioni del Presidente Barrella: «Ecco cosa non va»

Dura lettera di dimissioni del Presidente Barrella: «Ecco cosa non va»

«Preso atto, in particolare, della prassi di richiedere la convocazione del Consiglio nell’imminenza delle scadenze previste dalla legge, sì da non consentire un adeguato studio delle questione all’ordine del giorno, dichiaro di dimettermi dalla carica di Presidente del Consiglio d’istituto». Nell’infinita querelle gen

itori-preside dell’Istituto Comprensivo “G. Vicinanza”, a tener desta l’attenzione spunta un documento firmato Luigi Barrella, il magistrato (nelle vesti di padre) che nero su bianco ha voluto specificare le ragioni che lo hanno indotto a rassegnare le dimissioni.

La lettera è stata consegnata mercoledì scorso in sede di Consiglio, che con 15 voti favorevoli e 2 contrari ha poi di fatto accettato le dimissioni. Tra i punti che i genitori contestano alla dirigente Sabrina Rega, c’è il fatto che tale lettera non sia stata pubblicata sul sito della scuola pur contenendo spunti utili.

La decisione di Barrella giunge dopo aver «preso atto del metodo e della tempistica impressi ai lavori del Consiglio dalla nuova Dirigenza», alla quale viene imputata anche «la prassi di inserire numerosissimi punti all’ordine del giorno (ben 26 nella riunione del 20.11.2015), tale da impedire oggettivamente un adeguato studio delle pratiche e da prolungare indefinitamente l’orario delle riunioni»; stando alla nota, a ciò si unirebbe poi «il reiterato mancato invio ai consiglieri dei documenti relativi ai vari punti all’ordine del giorno, circostanza pur evidenziata da numerosi consiglieri nell’ultima riunione in data 14.01.2016».

Immancabile il riferimento alla settimana corta, dalla cui approvazione pare essersi scatenato il malcontento dei genitori. «[Riguardo alla] recente vicenda della repentina modifica dell’orario delle lezioni (con scelta del sabato libero anche alla scuola secondaria di secondo grado), […] non vi è stato il giusto e tempestivo coinvolgimento dei genitori, come pur avvenuto in passato con la Dirigenza Montera in riferimento all’orario della scuola primaria, e per la quale non sono condivisibili le argomentazioni relative al fatto che trattasi di “mera presa d’atto”, derivante dalla riduzione del numero dei collaboratori scolastici o lsu, trattandosi, ad avviso del sottoscritto, di una scelta latu sensu di politica scolastica».

Nelle battute finali, Barrella ricorda che tra gli altri motivi che lo hanno spinto alle dimissioni c’è anche l’aver «preso atto del contenuto della missiva del Dirigente Scolastico in data 18.01.2016, che, dopo aver richiesto la convocazione del Consiglio, si è dilungata, nella seconda parte, su questioni del tutto ultronee, con richiami a varie norme di legge, ed evidentemente offensive per il sottoscritto (e che saranno, se del caso, oggetto di valutazione in altra sede), anche in ragione dei toni adottati, soprattutto perché – si legge nella nota – induce a ritenere sussistente un ipotetico rifiuto da parte del sottoscritto alla convocazione del consiglio, mai manifestato in nessuna sede, come comprovato, tra l’altro, dalle mail inviate sulla posta elettronica dell’Istituto nella serata del 17.01.2016 e nella mattinata del 18.01.2016 […]».

A essere contestato, infine, ci sarebbe «l’evidente violazione degli obblighi scaturenti per la scuola dal contratto formativo stipulato da numerosissimi genitori all’atto dell’iscrizione negli anni passati, sul presupposto dell’orario delle lezioni per sei giorni settimanali alla scuola secondaria di secondo grado».

Le dimissioni del giudice/padre Barrella sono precedute da parole in cui traspare un po’ di amarezza. «Rilevato che non appaiono sussistere le ragioni di urgenza per la convocazione del Consiglio senza il rispetto del termine minimo di almeno cinque giorni, giacché la delibera adottata in data 14.01.2016 (pubblicata sul sito della scuola solo in data 18.01.2016 e, quindi, inutilmente cercata dal sottoscritto nella giornata di domenica 17 gennaio e nella stessa mattinata del 18 gennaio), […] dichiaro di dimettermi dalla carica di Presidente».