di Salvatore Memoli
Non appartiene soltanto allo sport, la possiamo estendere anche alla politica quella che si definisce Regola del vantaggio.
Vedo molti affaticarsi per interrompere l’attività politica di Vincenzo De Luca.Non attiene ad una generica situazione di legalità border line, il vantaggio della politica si fonda sulla conoscenza del sistema elettorale e sulla padronanza delle leve del consenso, quello che matura col tempo e si consolida con la continuità. Essere un buon politico, però, non é soltanto questo. Il buon politico é valutato secondo percezioni individuali che riconoscono all’agire politico i tratti di un comportamento che soddisfa il cittadino e lo rassicura sempre con la sua presenza e la sua disponibilità. A Salerno questa attitudine appartiene a poche persone, in primis ad Enzo De Luca poi a qualche altro amministratore di opposizione.
Non voglio ripetermi nel dire che De Luca ha messo sempre al centro dei suoi impegni la città. Con i suoi errori e le sue genialità ha reso la città una realtà riconoscibile anche fuori dai confini cittadini. Quando gli altri scappavano da Salerno, il suo impegno era ritornarvi.
Nonostante il suo apparente carattere burbero, le contrarietà politiche interne alla sua area, le maldicenze degli avversari, a tutti continua a dare l’idea di esserci. I cittadini non sono in soggezione perché hanno imparato a conoscerlo e perché le loro attese sono diverse da quelle dei politici addetti ai lavori. Il fronte degli avversari di De Luca é fatto dall’opposizione e dai suoi nemici personali che sono i veri agguerriti ostacoli che hanno motivazioni più determinate e frontali.
In questi giorni gli ambienti politici continuano a parlare delle elezioni amministrative e della ricandidatura di Vincenzo De Luca. I cittadini invece non parlano di questo, attendono il suo ritorno!
Che le dimissioni di Napoli non siano un fatto digeribile, perché alterano l’equilibrio della vita politica, resta un fatto che poco interessa. É altrettanto vero che il cappello sulla poltrona lo hanno messo prima gli altri, in altre circostanze ed altre istituzioni, al posto di ritornare la parola agli elettori. Se ne dimenticano?
Anche in questa tornata la politica perde l’occasione per riqualificarsi e per dare attuazione al dettato costituzionale che vuole che i partiti organizzino democraticamente la gestione dei consensi. Assistiamo ad un’atrofia della vita dei partiti e di conseguenza della democrazia, con un’evidente assenza del confronto con I cittadini.
La regola del vantaggio elettorale effettivamente favorirà De luca, però non l’ha voluta lui! Come i lettori di Cronache ricorderanno, a tutti coloro che si stracciavano le vesti per mostrare la loro contrarietà al terzo mandato regionale, avevo ampiamente ricordato che il centro destra si sarebbe giocata la poltrona cittadina di Salerno. Non hanno creduto oppure non ci hanno pensato oppure… lavoravano per la Regola del vantaggio. Ovviamente, nei fatti, di Vincenzo De Luca!
Fatti impenetrabili, misteri che ricordano fatti lontani che si ripetono e chi ne ebbe il proprio tornaconto.
Storia vecchia!
Spero che qualcuno ci penserà e ripenserà ai vantaggi della Regola del vantaggio, che sono distribuiti a tutti, a danno di tutte le divisioni, appartenenze e convinzioni.