di Arturo Calabrese
Nuovamente comandante della polizia locale di Agropoli. Sergio “Maurizio” Cauceglia è una guida atipica per questa forza. Empatico e vicino alla persone, il suo sogno è quello di portare la consapevolezza dei cittadini al rispetto del codice della strada in un punto talmente alto da abbassare drasticamente il numero delle contravvenzioni. “Voglio essere ricordato un giorno – dice – non per il numero di multe, ma per le persone che ho aiutato in un qualsiasi momento di difficoltà”.
Da qualche mese ha assunto di nuovo il ruolo di comandante della polizia locale: che città ha trovato?
“Una città che cresce a ritmi serrati. Una città che alterna momenti di depressione commerciale a momenti di ripresa e vivacità commerciale, e lo vediamo, ad esempio, nel centro cittadino dove sono nate ultimamente molte attività di ristorazione. Accanto a questa crescita, ed è naturale, c’è anche l’aumento di problemi legati all’ordine pubblico, alla movida, all’aggregazione di giovani. C’è il problema del parcheggio selvaggio, quello degli schiamazzi, quello dell’inciviltà che si tramuta in cumuli di spazzatura ovunque, ma non negli appositi spazi. Dovrà esserci un piano che sia da deterrente e di controllo: questo sarà il lavoro che sarò chiamato a fare nei prossimi mesi”.
Agropoli cresce anche da un punto di vista urbanistico…
“È necessario un piano di mobilità sostenibile. Non è sufficiente solo la conoscenza del territorio e delle strade, come può essere ascrivibile al comando di polizia municipale, ma esso deve essere integrato dal contributo di tecnici specializzati che possano effettuare puntuali analisi dei flussi di traffico e deve svolgere una funzione di ascolto della popolazione, perché uno strumento così importante determina degli effetti sulla città. Effetti che sono strettamente legati alla crescita economica, quindi governare questa crescita attraverso degli interventi può determinare anche la ripresa economica, o meno, di alcune strade in luogo di altre”.
La stagione turistica è alle porte: come vi state preparando?
“Valorizzando le aree di particolare impatto turistico attraverso la segnaletica e quindi offrendo un servizio in più al turista. Per quanto riguarda il personale, sto allestendo un piano di produttività per fare in modo di allungare la presenza del personale della polizia municipale in strada anche nell’orario notturno, possibilmente non soltanto nel fine settimana, anche perché, soprattutto in estate, c’è poca differenza tra un giorno e l’altro della settimana”.
Come ogni aspetto della vita, anche la polizia municipale deve aggiornarsi alle più recenti tecnologie…
“Abbiamo ottimizzato un sistema di verbalizzazione delle infrazioni al codice della strada attraverso apparecchiature che permettono, in tempo reale, di notificare la contravvenzione. Gli agenti, poi, allegano sempre una prova fotografica: il tutto è consultabile dal cittadino attraverso un codice. A ciò si aggiunge la fitta rete di controlli delle videocamere fisse, capaci di rilevare il numero di targa e, di conseguenza, effettuare i controlli. In caso di problemi, come può essere l’assenza di copertura assicurativa, gli agenti in strada sono informati e possono intervenire. Lo stesso metodo viene utilizzato nel caso di auto sospette: siamo collegati con le segnalazioni della questura e delle altre forze dell’ordine. Infine, e di ciò vado fiero, il Comune di Agropoli è registrato nell’apposito elenco del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, nel quale rientrano gli enti che adottano un particolare strumento, e cioè il riconoscimento su suolo italiano dei veicoli a servizio di persone diversamente abili. La libera circolazione, senza bisogno di permessi ad hoc, è così garantita anche nelle nostre zone a traffico limitato”.
Un obiettivo che vorrebbe raggiungere…
“Un corpo di polizia locale vicino alla gente, empatico, fiscale quando c’è da esserlo, umano in altri casi. Il mio lascito, quando andrò in pensione, spero sia un corpo attivo 24 ore su 24 ed essere ricordato per le persone a cui ho dato sostegno, assistenza e non per il numero delle multe che ho fatto, perché, se riusciamo ad abbattere il numero delle multe, magari portandolo a zero, vorrà dire che saremo stati capaci anche di far capire alla gente che rispettare il codice della strada è un fatto culturale”.





