Campagna: perchè è caduto il sindaco Luongo - Le Cronache Provincia
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Campagna: perchè è caduto il sindaco Luongo

Campagna: perchè è caduto il sindaco Luongo

Salvatore Luongo, Raffaele Naimoli, Enrico Tommasiello, Gaetano Mirra, Sara Romanzi, Adelfio Pierro, Pierfrancesco D’Ambrosio, Adelia Amoruso, Cosimo Tommasiello, Luca D’Ambrosio, Liberato Naimoli e Pietro Magliano: sono i nomi dei dodici consiglieri comunali che, ieri pomeriggio, hanno deciso di porre fine all’esperienza amministrativa di Biagio Luongo, sindaco di Campagna dal 2023. Da tempo la maggioranza denunciava una fase di stallo dell’azione amministrativa e, nonostante le numerose sollecitazioni, nulla sarebbe stato fatto nei mesi successivi. Fino a ieri, quando i dodici amministratori hanno scelto di consentire alla città di tornare al voto alla prima data utile, staccando definitivamente la spina all’amministrazione Luongo. «Stasera (ieri per chi legge, ndr), insieme ai colleghi di Campagna Coraggiosa e ad altri consiglieri di maggioranza e opposizione, ci siamo recati dal notaio per sottoscrivere le dimissioni contestuali. È un atto politico importante che determina la caduta dell’amministrazione guidata dal sindaco Biagio Luongo. Una scelta ponderata, non impulsiva, maturata dopo mesi di riflessione e dopo due anni e mezzo in cui il modo di intendere il potere si è progressivamente chiuso al confronto. Abbiamo deciso di restituire la parola ai cittadini, permettendo alla città di Campagna di tornare al voto nella prossima tornata elettorale e non nel 2027, come sarebbe avvenuto in caso di approvazione del bilancio», ha dichiarato il consigliere Gaetano Mirra. Mirra ha poi precisato che «non si tratta di una decisione nata dall’oggi al domani, ma del punto di arrivo di un percorso fatto di richieste, dialoghi tentati e speranze deluse. Dopo la prima crisi, si era immaginata una ripartenza diversa: un’amministrazione più aperta, più collegiale, più rispettosa delle istituzioni e dei ruoli». «Avevamo accompagnato quella fase con un rimpasto di giunta e con un documento politico chiaro, nel quale si chiedevano maggiore partecipazione, trasparenza e la possibilità di esercitare davvero il ruolo di indirizzo che spetta ai consiglieri comunali. Ma quelle richieste sono rimaste lettera morta», hanno spiegato i dimissionari. Gli ormai ex consiglieri accusano il sindaco di aver assunto decisioni in maniera riservata e solitaria. In particolare, «negli ultimi giorni, nel più totale silenzio istituzionale, si sono svolti incontri e conferenze di servizio per il trasferimento del servizio idrico del Comune di Campagna alla società ASIS Salernitana Reti e Impianti, o almeno questa è la versione informale che ci è stata fornita. Si tratta di un passaggio amministrativo di grande rilevanza, che incide direttamente sul futuro del servizio idrico e sulla vita dei cittadini. Eppure, il Consiglio comunale non ne è stato informato né prima né dopo. La rappresentanza democratica è stata ignorata ed esclusa da ogni valutazione e possibilità di indirizzo», ha aggiunto Mirra. «Questo modo di procedere non è un episodio isolato, ma la conferma di un metodo: chiuso, verticistico, impermeabile al dialogo. Anche i nuovi assessori, nominati dopo la crisi per dare un segnale di discontinuità, non sono stati messi nelle reali condizioni di operare». E ancora: «Negli ultimi mesi la distanza tra il sindaco e la città si è fatta sempre più profonda. Le istanze dei cittadini, le proposte dei consiglieri, le idee per il futuro sono rimaste fuori dalle stanze in cui si decide. Noi di Campagna Coraggiosa — Gaetano Mirra, Sara Romanzi e Adelfio Pierro — abbiamo scelto di non essere complici del silenzio. Abbiamo detto basta a un modo di amministrare che non riconosce la collegialità, che teme il confronto e considera il dialogo un ostacolo anziché una risorsa». «Con le dimissioni di oggi si chiude una fase politica segnata da chiusura e mancanza di ascolto. Ma si apre, ne siamo convinti, una nuova stagione per Campagna: una stagione in cui la città potrà tornare a scegliere, a discutere, a essere parte delle decisioni che la riguardano. Perché ogni volta che il potere si chiude, la coscienza civile si indebolisce. E se la politica diventa il terreno di pochi, sarà la voce di chi crede nel coraggio, nella libertà e nella dignità delle istituzioni a ricordare che Campagna appartiene a tutti». A raccontare le difficoltà vissute è anche l’assessore ai Lavori Pubblici, Virgilia Luongo, nominata dopo il rimpasto di giunta voluto dall’ex primo cittadino: «In questi mesi ho scelto consapevolmente di lavorare in silenzio. Per rispetto verso la città e per senso di responsabilità istituzionale, non ho ritenuto corretto esporre pubblicamente le difficoltà riscontrate, confidando che l’impegno, il confronto e la concretezza potessero portare risultati. Col tempo, però, ho dovuto prendere atto di una realtà diversa: all’attribuzione formale della delega non è mai corrisposta una reale possibilità di esercitarla pienamente. Le decisioni più rilevanti venivano spesso assunte altrove, in sedi ristrette, senza un adeguato confronto. Nel corso del mio mandato ho cercato di agire in modo coerente con il ruolo affidatomi, promuovendo iniziative formalmente avviate e documentate attraverso comunicazioni istituzionali agli organi competenti, che ben rappresentano le difficoltà operative incontrate». L’assessore ha poi dichiarato senza mezzi termini di non essere stata coinvolta nella fase di pianificazione dell’evento dei Fucanoli; che la predisposizione di un progetto di viabilità al Quadrivio è stata preceduta da un confronto interno lungo e complesso, necessario anche solo per condividere il ricorso a competenze tecniche esterne, con evidenti rallentamenti dell’azione amministrativa; di essere stata informata solo successivamente, così come i consiglieri comunali, dell’avvio della Conferenza dei Servizi per il trasferimento del servizio idrico ad ASIS; oltre ad aver riscontrato criticità strutturali nella gestione delle manutenzioni, sulle quali ha avanzato proposte. «In alcune circostanze ho ritenuto più corretto lasciare l’aula piuttosto che sottoscrivere atti che non condividevo nel metodo o negli obiettivi, perché credo che la responsabilità istituzionale non si esaurisca in una firma, ma richieda coerenza, trasparenza e rispetto del ruolo affidato. Con il gruppo Campagna Coraggiosa, che ha espresso il mio nome in qualità di assessore, abbiamo lavorato con serietà e continuità, portando con costanza all’attenzione del sindaco le istanze dei cittadini, cui va il mio ringraziamento sincero. I risultati raggiunti, seppur frutto di un impegno serio e continuo, sono rimasti al di sotto di quanto sarebbe stato possibile in un contesto che consentisse una reale capacità di incidere», ha aggiunto Luongo. «A un certo punto, la consapevolezza dell’impossibilità di incidere ulteriormente è diventata inevitabile. Continuare avrebbe significato avallare un metodo che non condividiamo e che riteniamo non efficace per il bene della città. Per questo, oggi, non rimane altra scelta – condivisa con il gruppo Campagna Coraggiosa – che prendere le distanze da questa esperienza amministrativa e di governo. Resta ferma la convinzione che Campagna meriti un’amministrazione fondata sul confronto reale, sulla competenza, sulla chiarezza dei ruoli e sulla capacità di programmare, non solo di decidere. È da qui che, prima o poi, bisognerà ripartire». A prepararsi alla prossima tornata elettorale «con l’obiettivo di costruire un progetto serio, solido e duraturo» Fratelli d’Italia, come detto dal coordinatore Cittadino Massimino Caloia e il Direttivo di Fratelli d’Italia Campagna. Il partito in questi anni ha «sempre mantenuto un atteggiamento costruttivo, serio e politicamente corretto. Abbiamo fatto sentire la nostra voce su numerose questioni, protocollando richieste, segnalazioni e proposte nell’interesse esclusivo della comunità. Tra i temi portati all’attenzione dell’amministrazione ricordiamo: la questione delle case popolari, le infrastrutture e i collegamenti (uscita autostradale e lavori per l’alta velocità), la viabilità cittadina, i lavori del PNRR bloccati o in ritardo, la gestione dell’acquedotto e dell’emergenza idrica, i finanziamenti ottenuti dal Comune e rimasti senza ricadute concrete per la città, oltre a numerose problematiche segnalateci direttamente dai cittadini. Oggi si chiude una stagione amministrativa che lascia irrisolti troppi problemi e occasioni sprecate».