Anche la Provincia alle prese con problemi di liquidità - Le Cronache
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Anche la Provincia alle prese con problemi di liquidità

E se Atene piange, Sparta non ride. Il decreto sblocca fondi per le imprese, se per il Comune di Salerno, al momento non servirà, (le casse sono vuote), sembra che non vada meglio a Palazzo Sant’Agostino.
In Provincia, il patto di stabilità è stato sforato ed ora s’attendono chiarimenti sulle conseguenze, compreso ciò che il nuovo decreto approvato dal Consiglio dei Ministri comporterà.
Sostanzialmente, per l’assessore provinciale al bilancio Amilcare Mancusi: «Il decreto sblocca fondi per le imprese potrebbe essere applicato anche nella nostra situazione. Si tratta di liquidare delle imprese, dunque, non penso che ci siano particolari problemi anche se il patto di stabilità è stato sforato».
Seppur confessa Mancusi, «al di là di tutto non abbiamo una liquidità eccessiva. Per questo motivo occorrono degli approfondimenti che stiamo compiendo con gli uffici preposti della Provincia. Secondo una prima analisi dei conti, la nostra liquidità, comunque, non è tale da poter pagare ma stiamo studiando come riuscire ad inserirci in questo nuovo spazio finanziario, cercando di alleggerire i debiti verso le imprese. Attediamo anche chiarimenti da parte del Governo. Tra l’altro c’è da seguire una apposita griglia e dei criteri. Pare, secondo le prime indicazione, che valga il principio delle anzianità per effettuare l’ordine cronologico dei pagamenti. Inoltre, occorre la registrazione sulla piattaforma telematica del ministero dell’economia».
Il 30 aprile, annuncia l’assessore provinciale, il conto consuntivo (già approvato in giunta) approderà in aula consiliare ma ora l’obiettivo è evitare le sanzioni previste per lo sforamento del patto di stabilità. «Durante l’ultima seduta consiliare abbiamo deciso di predisporre un atto che faccia voto al presidente del Consiglio dei Ministri, affinché non applichi le sanzioni alla Provincia di Salerno. In questi giorni ci siamo appellati all’Upi per dare forza alla nostra richiesta. La nostra strategia è chiara: l’Upi nel suo complesso ha rispettato il patto del comparto. Anzi ci sono state Province che hanno recuperato fondi e risorse nei rispettivi bilanci. Ciò potrebbe consentire, con un intervento ed una presa di posizione da parte dell’Upi di evitare le sanzioni previste per la Provincia di Salerno. Insieme all’Upi abbiamo intenzione, dunque, di predisporre un documento da sottoporre alla Presidenza del Consiglio dei Ministri».
Le conseguenze, in pratica, sono: la riduzione dei fondi statali che ammonteranno a 21 milioni di euro; inoltre le spese correnti (ossia personale, acquisiti, luci, telefoni, etc.) non dovranno superare in media quelle degli ultimi 3 anni. Ancora, nessuna possibilità di prestiti (mutui compresi) per ulteriori investimenti; nessun tipo di assunzione di personale (attraverso i contratti a tempo determinato, o co.co.co o co.co.pro o consulenze) ed ancora la riduzione del 30 per cento (rispetto all’ammontare disposto al 30 giugno del 2010) dei gettoni di presenze e delle indennità.
L’unica cosa positiva, tornando all’ultimo provvedimento del Consiglio dei Ministri, prosegue Mancusi: «leggendo l’allegato al decreto ho visto che la Provincia di Salerno non subirebbe quei tagli immaginati nel biennio 2013 e 2014. Certo attendiamo l’ufficialità ma secondo la prima stima si parla di un taglio di 28 milioni di euro. E’ una cifra minore rispetto a quella che avevamo calcolato. Se così fosse, in questo contesto, potrebbe essere sicuramente positivo per l’Ente».

 

10 aprile 2013