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Provincia Sapri

Punto nascita di Sapri, la Cgil sfida Fico

Punto nascita di Sapri, la Cgil sfida Fico

Si alza il livello dello scontro sulla chiusura del punto nascita dell’ospedale “Immacolata” di Sapri. La Funzione Pubblica Cgil Salerno lancia un ultimatum alla Regione Campania e al presidente Roberto Fico: fermare il provvedimento disposto dall’Asl Salerno, che prevede la cessazione delle attività a partire dal prossimo 16 novembre, oppure sarà sciopero. Una presa di posizione netta, che arriva alla vigilia dell’incontro convocato per lunedì 2 novembre a Palazzo Santa Lucia, dove il governatore incontrerà i sindaci dei territori interessati dalla chiusura dei punti nascita, tra cui Sapri, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese. Un appuntamento particolarmente atteso dalle comunità locali, che da tempo chiedono garanzie sul mantenimento dei servizi sanitari essenziali, soprattutto nelle aree interne e periferiche della regione. Al tavolo non prenderanno parte le organizzazioni sindacali né i comitati civici impegnati nella mobilitazione, un’assenza di cui la Cgil prende atto, senza tuttavia ridimensionare le aspettative nei confronti del confronto istituzionale. «Da quell’incontro ci aspettiamo l’individuazione immediata di una soluzione tecnica e amministrativa che porti al blocco della chiusura e alla piena riapertura del punto nascita di Sapri», dichiara la Fp Cgil Salerno, chiamando direttamente in causa il presidente della Regione. Il sindacato ricorda gli impegni assunti da Fico durante la campagna elettorale e nelle successive dichiarazioni pubbliche, quando aveva indicato nella difesa della sanità pubblica e nella tutela dei presidi sanitari delle aree interne una priorità della propria azione amministrativa. «Il presidente Fico ha più volte affermato che la difesa della sanità pubblica e la tutela dei presidi sanitari nelle aree interne e periferiche avrebbero rappresentato una priorità assoluta e non negoziabile della sua azione di governo. È il momento di dare seguito a quelle dichiarazioni con atti concreti», incalza l’organizzazione sindacale. Al centro della vertenza non c’è soltanto il futuro di un reparto ospedaliero, ma il diritto all’assistenza sanitaria di un territorio caratterizzato da distanze significative, collegamenti complessi e difficoltà negli spostamenti verso gli altri presidi ospedalieri. La chiusura del punto nascita di Sapri, secondo la Cgil, rischierebbe di penalizzare ulteriormente le donne e le famiglie del Golfo di Policastro e delle aree limitrofe, costrette a raggiungere strutture più lontane per il parto. Una prospettiva che il sindacato considera inaccettabile, ribadendo come il diritto alla salute, garantito dalla Costituzione, non possa essere subordinato esclusivamente a parametri numerici o standard epidemiologici applicati senza tenere conto delle caratteristiche geografiche e delle esigenze delle comunità interessate. Per la Funzione Pubblica Cgil, infatti, il rispetto dei criteri organizzativi deve necessariamente accompagnarsi alla garanzia di un’assistenza sanitaria accessibile, soprattutto in territori come il Cilento e il Golfo di Policastro, dove la conformazione geografica e le criticità della rete viaria rendono più difficoltoso il raggiungimento delle strutture sanitarie. «Bisogna restituire immediatamente alle donne del nostro territorio la possibilità e il diritto di poter partorire nella propria terra. Su questo principio la Fp Cgil non farà un solo passo indietro», ribadisce il sindacato. Da qui l’avvertimento rivolto alla Regione. Se dal vertice di lunedì non dovessero arrivare decisioni concrete e risolutive, la Fp Cgil Salerno si dice pronta a proclamare lo sciopero immediato di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori dell’ospedale “Immacolata”, nel rispetto delle procedure previste per i servizi pubblici essenziali. La riunione del 2 novembre assume così un significato decisivo per il futuro del presidio ospedaliero saprese. Sul tavolo non ci sarà soltanto la possibilità di scongiurare la chiusura del punto nascita, ma anche la necessità di definire una strategia regionale capace di garantire servizi sanitari adeguati alle popolazioni delle aree periferiche. La Cgil attende risposte e chiede che agli impegni politici seguano provvedimenti amministrativi immediati. Con la scadenza del 16 novembre sempre più vicina, il tempo per individuare una soluzione si restringe. E la vertenza sanitaria del Golfo di Policastro rischia di trasformarsi in una nuova stagione di mobilitazione sindacale e territoriale. Intanto, il presidente della Giunta regionale della Campania, Roberto Fico, ha chiarito che «non c’è alcuna volontà di penalizzare un territorio. Il principio fondamentale su cui si basa il nostro lavoro è garantire la sicurezza del bambino o della bambina che deve nascere e della madre. È dunque nel rispetto dei più rigorosi standard di sicurezza, delle linee guida ministeriali e degli impegni assunti dalla Regione, anche dalla precedente Giunta, che stiamo lavorando alla riorganizzazione della rete dei punti nascita, mettendo al centro la tutela della salute e la sicurezza di madri e neonati».