Il confronto istituzionale sul servizio di igiene urbana e sul decoro della città di Salerno ha vissuto ieri una giornata di intensa dialettica nell’ambito della seduta congiunta delle Commissioni Consiliari Ambiente e Trasparenza, presieduta dal consigliere Gherardo Marenghi. L’audizione dell’amministratore unico di Salerno Pulita, Vincenzo Bennet, si è trasformata nell’ennesima dimostrazione di un clima politico in cui la complessa operatività dei servizi pubblici fatica a trovare uno spazio di analisi sereno, schiacciata tra la tentazione dello scontro mediatico dell’opposizione e l’esigenza di risposte amministrative concrete. La seduta ha offerto uno spaccato evidente delle diverse modalità con cui i gruppi consiliari interpretano il proprio ruolo, oscillando tra la ricerca della polemica ad effetto e la costruzione di proposte utili per la cittadinanza. Ad aprire il fronte delle contestazioni con toni accesi è stato il capogruppo di Forza Italia, Gabriele Casaburi, il quale ha impostato la propria disamina su uno schema di aperto contrasto, bollando la riunione come “una pagina poco edificante nei rapporti tra una società partecipata e le istituzioni cittadine”. L’esponente del centrodestra ha sostenuto di aver rivolto “domande precise, circostanziate e assolutamente legittime sullo stato della pulizia della città, sull’organizzazione del personale, sui controlli delle attività svolte, sulla produttività delle squadre operative e sulla gestione delle segnalazioni dei cittadini”, lamentando tuttavia un atteggiamento ritenuto “evasivo e istituzionalmente inaccettabile”. La narrazione del consigliere si è poi concentrata sulla contrapposizione numerica: “Ho espresso una valutazione sulla qualità del servizio pari a 4 su 10, motivandola con le numerose criticità che quotidianamente vengono segnalate dai salernitani. L’amministratore Bennet, invece, ha ritenuto di attribuire alla propria gestione un bel 7, sostenendo che persino cinquanta lamentele al giorno sarebbero poche per una città come Salerno”. Di segno nettamente diverso, pur all’interno del perimetro delle opposizioni, è apparsa la posizione del consigliere Rino Avella (AVS). Preso atto del clima teso, Avella ha scelto di prendere le distanze dalla logica dello scontro verbale per concentrarsi sulle problematiche cittadine: “Nonostante un clima iniziale particolarmente teso, con l’inasprimento dei toni – in particolare tra un Consigliere comunale e Bennet – il mio intervento si è mantenuto – come sempre – fortemente costruttivo e propositivo di fronte alle criticità che la nostra città sta affrontando”. Il consigliere ha portato al tavolo proposte puntuali, segnalando che “esistono evidenti criticità nello spazzamento, soprattutto per quanto riguarda la pulizia delle strade, molte delle quali quasi del tutto abbandonate”. L’esponente di AVS ha evidenziato “l’importanza di incentivare i lavoratori che si impegnano quotidianamente. Bisogna premiare chi ha reale buona volontà e il desiderio di svolgere al meglio il proprio servizio, evitando logiche generalizzate. E bisogna mettere fine alle distorsioni, se ci sono”. Ha inoltre sollecitato la revisione del piano dei cestini, evidenziando che “la gestione di carta, cartoni e buste di plastica merita modalità di conferimento più decorose per Salerno”, insieme allo svuotamento dei cassonetti per deiezioni canine. Ha auspicato poi che “gli operatori addetti alle spazzatrici operino in maniera intelligente, coordinando il passaggio dei mezzi con la raccolta del fogliame, affinché il servizio sia realmente efficace”, e chiesto di sanare la posizione degli interinali poiché “questi ragazzi svolgono un lavoro straordinario ed enorme, e il loro apporto è fondamentale per coprire le zone che altrimenti resterebbero scoperte”, definendo il proprio contributo “equilibrato, incentrato unicamente sul bene della città e sul miglioramento dei servizi di Salerno Pulita”. A riportare il dibattito sulle questioni concrete e sulle tutele lavorative è stato infine il consigliere di maggioranza Marco Mazzeo (Salerno per i giovani), che ha riaffermato una vicinanza operante al personale aziendale: “Sono accanto ai lavoratori. Sempre”. Mazzeo si è concentrato sulle garanzie contrattuali, chiedendo all’amministratore Bennet “se fosse possibile trasformare il contratto agricolo in quello di igiene ambientale e, inoltre, se fosse possibile stabilizzare i lavoratori interinali”, individuando nella stabilità dell’occupazione la vera leva strategica per incrementare l’efficienza complessiva dei servizi sul territorio. Dall’articolato confronto svolto a Palazzo di Città emerge così un quadro emblematico. La gestione di una grande società partecipata richiede rigore e visione pragmatica, mentre la tendenza di una parte dell’opposizione a trasformare complesse dinamiche aziendali in palcoscenici di scontro personale o in rigide pagelle numeriche rischia di rivelarsi un esercizio autoreferenziale, utile a conquistare visibilità passeggera ma del tutto sterile per le reali esigenze dei cittadini. La differenza tra la ricerca dello scalpore mediatico e la faticosa costruzione di soluzioni segna il confine tra la propaganda politica e la responsabilità amministrativa. er.no






