Battipaglia, la Francese attacca il Pd - Le Cronache Provincia
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Battipaglia, la Francese attacca il Pd

Battipaglia, la Francese attacca il Pd

di Erika Noschese

«Saremo in campo in questa campagna elettorale». Non lascia spazio a interpretazioni Cecilia Francese, ormai ex sindaca di Battipaglia, che annuncia la volontà di continuare a essere protagonista della vita politica cittadina anche dopo la mozione di sfiducia che ha decretato la fine anticipata della sua amministrazione. Un messaggio chiaro, lanciato nel corso della conferenza stampa di fine mandato, durante la quale l’ex primo cittadino ha ripercorso dieci anni e tre mesi alla guida della città, rivendicando i risultati raggiunti e puntando il dito contro i consiglieri comunali che hanno votato la sfiducia. Nel mirino, soprattutto, il Partito Democratico e quelle che Francese considera ingerenze della politica salernitana nelle dinamiche amministrative della Piana del Sele. Parole dure, accompagnate dalla promessa di partecipare attivamente alla costruzione della proposta elettorale in vista delle prossime amministrative.«È difficile impostare una conferenza stampa dopo dieci anni e tre mesi di amministrazione che finisce con una mozione di sfiducia, grazie al livore di pochi, diretta essenzialmente verso la sindaca, senza rendersi conto che si trattava di un atto contro la città», ha esordito Francese, ricordando le reazioni di chi, dopo il voto in Consiglio comunale, avrebbe esultato per la caduta dell’amministrazione. «Hanno festeggiato perché sostenevano di aver liberato la città, dimenticando che sono stata eletta legittimamente dai cittadini di Battipaglia». L’ex sindaca ha quindi ripercorso le condizioni in cui, nel 2016, aveva assunto la guida di Palazzo di Città, descrivendo una realtà segnata da difficoltà finanziarie, emergenze ambientali e instabilità amministrativa. Una città che, secondo la sua ricostruzione, si trovava sull’orlo del dissesto, con una macchina comunale in difficoltà e una società pubblica incaricata della gestione dei rifiuti gravata dai debiti. A questo si aggiungevano le problematiche legate agli impianti di trattamento dei rifiuti, alle discariche e alle carenze infrastrutturali. «Potrei raccontarvi la storia di una città che nel 2016 era sommersa dai debiti, sull’orlo del dissesto finanziario, con una macchina amministrativa allo sbando. Una città abituata ai commissariamenti continui, dove la mattina ci si svegliava con la puzza dei rifiuti e la sera ci si coricava con la stessa puzza», ha ricordato Francese, rivendicando il lavoro portato avanti dalla sua amministrazione. Tra gli interventi richiamati anche la bonifica della discarica Castelluccio, inizialmente esclusa, secondo quanto riferito dall’ex sindaca, dall’elenco dei siti da risanare. Particolarmente duro il passaggio dedicato alle ultime sedute del Consiglio comunale e alle variazioni di bilancio bocciate dall’opposizione. «Nel penultimo Consiglio comunale si doveva votare una variazione di bilancio in entrata da 25 milioni di euro, bocciata dall’opposizione. Nessuno ha parlato, nessuno si è indignato, ma questo è un atto grave», ha denunciato. Secondo Francese, un’altra variazione avrebbe consentito di destinare risorse al contrasto del disagio abitativo e ad alcuni interventi necessari per liberare l’ex tabacchificio, con l’obiettivo di realizzare un polo universitario. «Questi sono atti che cambiano il futuro della città e sono stati bocciati proprio da quelli che sostengono che noi non abbiamo una visione politica». Il momento più acceso della conferenza stampa è stato però quello dedicato alla mozione di sfiducia, definita dall’ex sindaca «una delle pagine più nere, sotto l’aspetto politico e umano, della storia della nostra città». Francese ha contestato le motivazioni contenute nel documento approvato dal Consiglio comunale, giudicandole insufficienti a giustificare l’interruzione anticipata del mandato. «La mozione di sfiducia è un atto politico di grandissimo rilievo e richiede una forte motivazione. Nel caso di Battipaglia, la motivazione è inesistente. Si tratta di un’elencazione banale, per certi aspetti imbarazzante, di questioni enunciate senza alcun supporto concreto». Per Francese, dietro la decisione non ci sarebbero state divergenze programmatiche, quanto piuttosto contrasti personali e ambizioni politiche. «Non è stata sacrificata soltanto la sindaca, ma una città intera, con le sue aspettative, i suoi progetti e il suo futuro. Le ambizioni di qualcuno hanno prevalso sul bene comune». L’ex primo cittadino ha poi ricostruito le giornate precedenti al voto, soffermandosi sui tentativi di confronto tra maggioranza e opposizione. Secondo quanto raccontato, durante un incontro sarebbe stato chiesto l’azzeramento della giunta per arrivare alla definizione di un documento programmatico di fine mandato, mai ricevuto dall’amministrazione. «Cosa è successo se la mattina ci si riunisce in un modo e nel pomeriggio cambia tutto?», si è chiesta. È proprio su questo passaggio che si concentra l’attacco al Partito Democratico. Francese ha richiamato un comunicato diffuso dal partito nelle ore precedenti alla sfiducia, interpretandolo come un segnale politico proveniente da Salerno. «Nel primo pomeriggio è uscito il comunicato del Pd, l’unico partito che ha un gruppo in Consiglio comunale e che non ha prodotto un solo atto politico per la città. Anzi, ha bocciato la variazione di bilancio in entrata. La nota arriva da Salerno e dice che la sindaca deve andare a casa», ha dichiarato. L’ex sindaca ha quindi allargato il ragionamento agli equilibri politici della Piana del Sele. «È un copione già visto per Campagna, Eboli, Capaccio e ora Battipaglia. È una coincidenza?», ha domandato, avanzando il sospetto che dietro la sfiducia possa esserci stata una strategia politica finalizzata a ridimensionare l’autonomia delle amministrazioni locali. «L’impressione è che ci fosse la necessità di normalizzare la situazione in campo, evitando che la sindaca arrivasse alla conclusione naturale del mandato, pur non potendosi ricandidare, ma potendo magari condizionare il futuro della città». Nel suo intervento Francese ha affrontato anche la questione dei numeri che hanno determinato la caduta dell’amministrazione. L’opposizione, ha ricordato, poteva contare su dodici voti, mentre per approvare la mozione ne occorrevano tredici. Decisivo, dunque, il sostegno di una consigliera che, secondo la ricostruzione dell’ex sindaca, era rimasta fino all’ultimo nel gruppo misto di maggioranza. Francese ha sostenuto che la consigliera avesse chiesto la nomina di un assessore di riferimento, richiesta che non sarebbe stata accolta. La conclusione anticipata del mandato ha aperto la fase del commissariamento, che Francese considera un arretramento rispetto al percorso di stabilità istituzionale costruito negli ultimi dieci anni. «Il commissariamento ci riporta indietro negli anni bui. Avevamo dimenticato questa condizione, avevamo assunto un’autonomia politica», ha sottolineato. Non sono mancati, tuttavia, i ringraziamenti al commissario prefettizio Castrese De Rosa, al quale ha riconosciuto la volontà di assicurare continuità amministrativa. «Di meglio non ci poteva capitare. È grazie a lui che verranno approvate le variazioni di bilancio. Ha dato il via ai concorsi, gli stessi che qualcuno voleva bloccare». Ma è soprattutto sul futuro politico che si concentra l’attenzione. Francese non intende ritirarsi dalla vita pubblica e rivendica il diritto di partecipare alle scelte che riguarderanno il futuro governo cittadino. «Il mio impegno per Battipaglia continua, perché questa è la mia città. Non permetterò che le scelte sul candidato sindaco vengano fatte nelle segreterie di partito salernitane. Non lo permetterò mai, finché avrò fiato. Saremo in campo in questa campagna elettorale», ha concluso. Un messaggio rivolto tanto agli avversari politici quanto alle forze che si preparano a costruire alleanze e candidature in vista del ritorno alle urne. L’ex sindaca non ha ancora indicato nomi né chiarito quale sarà la formula della sua partecipazione alla competizione elettorale, ma ha già fissato un punto politico: la scelta del prossimo candidato alla guida di Battipaglia dovrà maturare sul territorio e non essere imposta dall’esterno. Dopo dieci anni e tre mesi alla guida della città, Cecilia Francese lascia Palazzo di Città, ma non la scena politica battipagliese.