De Luca ritrova San Matteo e gli applausi dei salernitani - Le Cronache Ultimora
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De Luca ritrova San Matteo e gli applausi dei salernitani

De Luca ritrova San Matteo e gli applausi dei salernitani

Di Olga Chieffi

Ci piace iniziare la processione dopo il pranzo ufficiale, vongole, frittura di triglie, fichi d’india, uva sanginella e Santarosa, con crema e amarena, raggiungendo le bande che si ritrovano in vari punti della via Roma, prima di ascendere in cattedrale. Si son viste le divise scure dello Storico Gran Concerto Bandistico “Antonio Senatore” Città di Vietri sul Mare, diretto dal M° Aniello Ronca, a seguire, la Banda musicale “Associazione Musica e Arte ‘Musikè’ di Pellezzano” guidata dal M° Giuseppe Genovese, quindi il Corpo Bandistico “Lorenzo Rinaldi” di Giffoni Valle Piana agli ordini di Franco Guida e la formazione diretta da Rino e Rosario Barbarulo, lo Storico Gran Concerto bandistico “Città di Salerno”. Quest’ ultima ha dato il primo colpo di cassa di richiamo alle ore 16 in piazza Amendola per provare la marcia “nuova”, la novità musicale di San Matteo 2026. Dolci e bibite per tutti prima di affrontare il lungo cammino, quindi, l’attacco di Passo a mare, firmata dal Maestro Alfredo Capozzi. “Mi sono ispirato alla gente di mare – ha dichiarato il Maestro – al passo energico e sicuro di quanti assorbono l’energia dell’assoluto e si sveglia guardando questa distesa e ho voluto inserire anche lo stridio dei gabbiani affidato al piccolo in mi bemolle e all’ottavino”. “E’ là, giustamente, l’origine. Noise e nausea e nautica, noise e nave sono della stessa famiglia. Non bisogna stupirsene. Non intendiamo mai bene ciò che chiamiamo rumore di fondo che al mare. Questo bailamme tranquillo o veemente sembra stabilito là per l’eternità. Lungo il piano orizzontale stretto si scambiano senza posa cadute d’acqua, stabili, instabili. Lo spazio è invaso, interamente, dal clamore; siamo occupati per intero dallo stesso clamore. Questa agitazione si trova nell’udito, al di qua dei segnali definiti, al di qua del silenzio”. Così scrive Michel Serres in Genesi e l’assoluto della gente di mare, dei salernitani è giusto questa. Tanti giovani debuttanti in questa formazione, al loro primo San Matteo, a cominciare dalla trombettista Aurora figlia d’arte dell’arpista Valentina Milite e Giuseppe Granato trombonista, e ancora Daniel Parisi al sax baritono. Giro lungo per l’assestamento a piazza largo campo con Parata d’eroi, poi la scelta della Marcia per scendere in piazza Alfano I Inglesina per lo spolvero delle trombe. In atrio allineamento anche per la settima paranza, con i De Luca e il gran consiglio, alti gradi militari e il sindaco di Vietri Giovanni De Simone, in rappresentanza della Provincia di Salerno. In via Roma martiri in assetto stranamente parallelo, con apertura di processione concessa alla banda di Vietri, al seguito dei martiri e di San Gregorio VII, Pellezzano ha rispolverato Sfilata di Ippolito quindi Giffoni Valle Piana con Amici Veri e la banda Città di Salerno con I lancieri del Bengala. Statue fastosamente addobbate, ma senza baldacchini immaginari e simbolici fiori rossi, bianchi e gialli per tutti, con San Caio e San Fortunato “dionisiacamente” danzanti, hanno sfilato sulle note di Alentejo, Piergiorgio, Formianina, Carminuccio, marce briose capaci di scatenare quell’ondeggiare e fluttuare, da un lato all’altro della strada, in segno di penitenza e augurio alla città. La statua di S.Giuseppe, coi suoi sette quintali e mezzo, gravitante sulle spalle di quaranta portatori, che necessita di un vero sostegno psicologico per riuscire ad ultimare la sua fatica, è stata affidata alle “cure” del Corpo Bandistico “Lorenzo Rinaldi” di Giffoni Valle Piana. Finale con San Matteo e la sua banda Città di Salerno, con I Lancieri del Bengala in Via Roma. Ma l’attesa era per la “settima” paranza quella di un De Luca benedicente. Non ha fatto la sfilata alla vittoria delle elezioni l’ha effettuata ieri, con il consiglio al gran completo, incluso i debuttanti. Applausi e strette di mani in fila serrate, le più ordinate dell’intera processione, dobbiamo sottolineare. Ma un’unica voce si è levata forte e chiara all’altezza di piazza Flavio Gioia: De Luca sei un millantatore. (foto Cerzosimo)