Telecamere e privacy in parrocchia: le regole per chiese e oratori - Le Cronache Salerno
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Telecamere e privacy in parrocchia: le regole per chiese e oratori

Telecamere e privacy in parrocchia: le regole per chiese e oratori

L’installazione di impianti di videosorveglianza nei luoghi di culto e nei centri giovanili richiede un’attenzione rigorosa, poiché la ripresa in questi ambienti rivela direttamente le convinzioni religiose dei presenti, qualificandosi come trattamento di categorie particolari di dati personali ai sensi del Regolamento Europeo 2016/679.

All’interno delle chiese, le telecamere sono ammesse esclusivamente per proteggere il patrimonio artistico e prevenire furti o danneggiamenti, dovendo orientare i fasci di ripresa in modo da inquadrare soltanto gli accessi, le opere d’arte, le casseforti o la sacrestia.

È tassativamente vietato inquadrare i banchi dedicati alla preghiera, il presbiterio durante la liturgia e le zone prossime ai confessionali, per evitare una sorveglianza sproporzionata dei momenti di culto intimo, in conformità con i principi di minimizzazione sanciti dalle Linee Guida 3/2019 dell’EDPB.

Negli oratori la protezione deve essere ancora più severa vista la presenza prevalente di minori: i dispositivi possono monitorare unicamente i punti di accesso perimetrali, i cancelli di ingresso e i depositi di materiale, mentre risulta assolutamente illecito posizionare telecamere all’interno di aule di catechismo, spogliatoi, servizi igienici o puntate direttamente sui campi da gioco e sulle aree di aggregazione spontanea dove si svolgono le attività ricreative.

Inoltre, sia all’interno delle chiese che negli oratori, è rigorosamente vietata la registrazione dell’audio: la captazione sonora rappresenta un’intrusione ingiustificata nella sfera privata e una grave violazione della riservatezza delle conversazioni dei fedeli e dei frequentatori.

Un aspetto critico riguarda poi la gestione delle immagini sui social network e sul web, dove la pubblicazione di foto o filmati ripresi durante gli eventi oratoriali che ritraggono minori richiede inderogabilmente il consenso esplicito di entrambi i genitori e l’informativa di secondo livello, tenendo presente che la prassi migliore resta sempre l’astensione dalla diffusione pubblica di immagini identificabili dei giovani per scongiurare rischi di adescamento o riutilizzo improprio dei dati.

È fondamentale evidenziare che sia le chiese che gli oratori hanno l’obbligo tassativo e non facoltativo di predisporre una vera e propria cartella privacy contenente tutta la documentazione di conformità richiesta, oltre ad apporre l’informativa di primo livello prima del raggio di azione delle telecamere.

Il mancato rispetto di queste tutele, come la sorveglianza non proporzionata, la mancanza della documentazione o dell’informativa e la diffusione non autorizzata di immagini, espone la parrocchia o l’ente gestore a sanzioni amministrative pecuniarie comminate dal Garante della Privacy che partono da qualche migliaio di euro fino a raggiungere diverse decine di migliaia di euro sulla base della gravità della violazione, oltre all’immediato blocco o divieto del trattamento delle immagini.