di Erika Noschese
Nel 2001, Garth Jennings e i R.E.M. regalarono alla storia della videoclip art un capolavoro di venti secondi: venti secondi di girato unico in una piscina, riavvolti, ingranditi, mandati avanti e indietro in uno scrubbing continuo dove ogni personaggio faceva un’azione apparentemente sconnessa dal contesto, ma millimetricamente incastrata nel piano sequenza. Un meccanismo perfetto.
A Salerno, nel pieno della stagione estiva, si è deciso di girare la versione locale di “Imitation of life”. La location c’è: il piazzale del Grand Hotel sul lungomare Tafuri. L’inquadratura è fissa. Il loop di venti secondi è realizzato tra la mezzanotte del 12 e il pomeriggio del 13 agosto. La differenza è che se nel video dei R.E.M. il caos apparente produceva genio, qui l’effetto finale è una clamorosa bocciatura per direttissima, senza appello e senza TAR che tenga.
Ingrandiamo l’inquadratura, un dettaglio alla volta, muovendo la rotella dello scrubbing video.
FRAME 1: IL SINDACO-SCERIFFO (VERSIONE FERMO IMMAGINE)
Al centro della scena, dove Michael Stipe nel video originale cantava in playback facendo mosse spastiche davanti a una fontana, ci si aspetterebbe il Governatore-Ombra, Vincenzo De Luca. Lo avevamo lasciato in un fermo immagine a minacciare blitz, a invocare il rispetto della legge, a perlustrare marciapiedi e a redarguire incauti fruitori di piazza Bolognini quando era ancora Presidente della Regione Campania. Qui il nastro parte: la Polizia Municipale avanza verso la hall, le notifiche sono pronte, l’ultimatum da nove milioni di euro è scaduto. Ma se fate il “zoom in” sul punto del piazzale dove lo “Sceriffo” dovrebbe presenziare per prendersi il merito della restaurata legalità, il rettangolo si sgrana: non c’è. Scomparso dal campo visivo. Un fantasma nel loop. Un caso?
FRAME 2: IL NUCLEO OPERATIVO NOS (AVANTI E INDIETRO)
Muoviamo il video in avanti di tre secondi: entrano in scena tre agenti del NOS della Polizia Municipale. Movimento plastico, notifica in mano, aria solenne. Mandiamo il nastro indietro: ritirano la licenza. Mandiamo avanti: bloccano le attività. Sembra una scena di rigore istituzionale. Ma allargando l’inquadratura al grandangolo, nello stesso identico momento in cui gli agenti mettono i sigilli burocratici, si nota l’assurdità del sincronismo: alle loro spalle non ci sono i proprietari ad arrendersi, ma una processione di clienti sconcertati.
FRAME 3: I TURISTI SENZA BUSSOLA E LA CITTÀ AZZERATA
In un angolo in basso a sinistra del video — dove nel clip dei R.E.M. c’era la ragazza che versava il bicchiere d’acqua in faccia alla signora anziana — a Salerno ci sono i turisti. C’è una villeggiante tedesca con la valigia a rotelle che vaga smarrita nell’atrio con un soggiorno di due settimane saldato in anticipo. Pur sapendo che la responsabilità diretta del reindirizzo spetterebbe all’hotel, ci si chiede: è davvero questa l’immagine di una città europea? In un territorio in cui già scarseggiano i servizi di base, mancano cartelloni di eventi di qualità e la gestione delle spiagge latita, si sfrattano i fruitori il 13 agosto senza che il Comune ipotizzi una soluzione alternativa o un presidio di garanzia. La distanza tra la Salerno reale e quella millantata sui dépliant non è mai stata così plastica.
FRAME 4: I TITOLARI DELLA DELEGA (GLI ASSENTI IN LIP-SYNC)
In un angolo della piscina dei R.E.M., Mike Mills versava il vino a cascata nei calici. Nel nostro video salernitano, quell’angolo è completamente vuoto. L’inquadratura stringe sull’assessorato al Turismo: Alessandro Ferrara non c’è. Riavvolgiamo la pellicola: ancora non c’è. Mandiamo avanti: silenzio. Spostiamo la telecamera al livello superiore, verso Palazzo Santa Lucia, alla ricerca di Enzo Maraio, assessore regionale al Turismo, salernitano doc ed ex titolare della stessa delega a Palazzo di Città. Niente. In un video dove tutti recitano a soggetto, i due custodi della promozione turistica hanno scelto la tecnica del mimetismo totale.
FRAME 5: LA PROPRIETÀ, IL TAR E IL BRUSCO RISVEGLIO POLITICO
Ed eccoci al secondo diciotto del video, il momento del twist. La società di gestione sembra all’angolo, ma muove il braccio e lancia il ricorso cautelare monocratico al TAR Campania. Il video si riavvolge a velocità doppia: i giudici firmano la sospensiva d’urgenza, il provvedimento del Comune viene congelato, la struttura riapre. L’eco della figuraccia scuote infine le opposizioni, che proprio in queste ore hanno depositato le undici firme necessarie per convocare un Consiglio Comunale straordinario. Dai banchi della minoranza, voci diverse come quelle di Giso Amendola (Salerno Democratica) e Gabriele Casaburi (Forza Italia) affondano il colpo, parlando da un lato di parodia di uno “spettacolino pseudodecisionista” che tace sulle responsabilità decennali dell’Ente e sulla vicenda Foce Irno, e dall’altro di una legalità “a corrente alternata” che finisce per penalizzare solo lavoratori e ospiti.
IL FERMO IMMAGINE FINALE
Se nel videoclip dei R.E.M. la sovrapposizione di eventi surreali produceva una magia visiva coordinata a tavolino, il montaggio della giornata salernitana restituisce la fotografia di un disastro senza scusanti.
Un’amministrazione che decide di fare la voce grossa a Ferragosto, dimenticando di proteggere l’unica cosa che conta davvero per una sedicente “città turistica europea” – vale a dire l’accoglienza e i viaggiatori – e che nell’arco di otto ore passa dal blitz sbandierato sulle agenzie alla smentita secca di un giudice amministrativo.
Non serve attendere l’udienza di merito di settembre per emettere il verdetto su questa giornata. Questo piano sequenza si chiude con un’unica certezza: un clamoroso, irrimediabile e definitivo autogol d’immagine.











