Pisano, l'appello degli operai - Le Cronache Ultimora
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Pisano, l’appello degli operai

Pisano, l’appello degli operai

di Erika Noschese

«Delocalizzare, ma in fretta». È, in sintesi, l’appello lanciato ieri dai lavoratori delle Fonderie Pisano, riuniti, dopo quasi un mese di stop, all’interno dello stabilimento di via dei Greci, a Fratte, per fare il punto sui prossimi passi necessari a consentire la riapertura dell’impianto e garantire un futuro occupazionale attraverso la delocalizzazione. «A Roma era stato assunto un impegno chiaro. La proprietà, sulla scia della sentenza del Consiglio di Stato, avrebbe dovuto presentare un progetto transitorio per Fratte entro il 30 giugno. Il progetto è stato invece presentato lo scorso 22 giugno e, da quel momento, la Regione Campania si è impegnata a valutarlo in tempi brevi, compatibili con l’esigenza di una possibile ripresa dell’attività anche a Fratte», ha dichiarato Francesca D’Elia, segretaria generale della Fiom. «Allo stesso modo, dopo la presentazione del progetto, il Ministero dovrebbe riconvocarci per discutere del nuovo sito. Resta assolutamente ferma la necessità di trasferire l’attività, realizzare un nuovo stabilimento e sciogliere definitivamente il nodo della nuova localizzazione. Nel frattempo, per garantire un minimo di continuità lavorativa e produttiva, sarà esaminato questo progetto per Fratte, che presenta una caratteristica fortemente innovativa rispetto a tutte le ipotesi formulate in passato: prevede infatti il completo smantellamento dei cubilotti e l’installazione di forni elettrici per la lavorazione. L’assemblea serve proprio a fare il punto su questi temi. Se l’azienda ha rispettato l’impegno di presentare il progetto, ci aspettiamo che anche la Regione rispetti quello di valutarlo in tempi compatibili e che il Ministero ci convochi il prima possibile», ha aggiunto D’Elia. Tre mesi fa la Regione Campania ha messo la parola fine all’attività dello stabilimento con la revoca dell’Autorizzazione integrata ambientale. Successivamente è arrivata anche la bocciatura dei ricorsi da parte del Consiglio di Stato. Da allora i forni sono spenti e tutto è rimasto in stand-by, mentre i lavoratori sono in contratto di solidarietà da circa un mese, uno strumento che, come ha spiegato Angelo Clemente, operaio e componente della Rsu, «copre soltanto una parte dello stipendio». Di recente, però, il Consiglio di Stato ha lasciato aperta la possibilità di una riapertura dell’impianto, a patto che vengano rispettati specifici requisiti ambientali. La proprietà ha quindi presentato nei giorni scorsi un nuovo piano industriale, elaborato in stretto raccordo con la Regione Campania e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il progetto prevede la completa decarbonizzazione del processo produttivo attraverso l’eliminazione degli attuali forni alimentati a carbone. In particolare sarà definitivamente dismesso il sistema dei cubilotti, storicamente utilizzato nella produzione della ghisa, che sarà sostituito da moderni forni elettrici TRIAL ad alta efficienza energetica. Secondo l’azienda, si tratta di un vero cambio di paradigma nella storia delle Fonderie Pisano, orientato verso tecnologie più moderne e pienamente compatibili con gli standard ambientali europei. «Il progetto per Fratte è essenziale per poter immaginare la realizzazione del nuovo stabilimento e, quindi, per il nostro futuro», ha dichiarato Mimmo Volpe, componente della Rsu. «A mio parere, il progetto per Fratte serve anche a rassicurare le popolazioni e i territori nei quali potrebbe essere realizzato il nuovo stabilimento industriale, dimostrando che si tratterebbe di un impianto a impatto ambientale praticamente nullo. È un progetto completamente elettrificato e decarbonizzato, quindi pienamente compatibile con le BAT previste dalla normativa. Adesso svolgeremo un’assemblea per stabilire i prossimi passi e definire le iniziative da intraprendere nei confronti delle istituzioni e di tutti i soggetti chiamati a decidere, affinché tutto possa avvenire nel più breve tempo possibile», ha concluso Volpe.