Il Pad: questo sconosciuto : quarto atto - Le Cronache Salerno
Salerno

Il Pad: questo sconosciuto : quarto atto

Il Pad: questo sconosciuto : quarto atto

di Alfonso Malangone*

La seconda parte del PAD affronta i problemi della futura conformazione della fascia costiera con riferimento alle ricadute sull’esistente dei vincoli imposti dalle opere in corso o solo progettate. Si legge, infatti di un “…insieme articolato di interventi infrastrutturali e di riqualificazione ambientale che concorrono in maniera significativa alla definizione degli ambiti omogenei del presente PAD”. In sostanza, potranno cambiare le destinazioni d’uso degli arenili o verificarsi nuove occupazioni. Così, è verosimile che, già alla scadenza delle concessioni, nel 2027, qualcosa muterà per i cittadini e per la struttura urbana della fascia costiera. Per capire bene cosa succederà, è necessario conoscere cosa cambierà. Proviamo a capirlo consultando anche la Tavola 9 dei grafici allegati alla Relazione Illustrativa. Il PAD individua due cause di trasformazione della costa: – il potenziamento degli approdi; – le opere di difesa, riqualificazione e valorizzazione degli arenili. Nella prima voce, sono compresi i lavori di ampliamento dello scalo commerciale e della vicina area di Santa Teresa, quelli di riqualificazione del Masuccio e quelli del nuovo Porto Turistico di Pastena. Nella seconda, ci sono tutti gli ambiti del ripascimento. Iniziamo dai porti, osservando che il PAD assume i relativi progetti per come predisposti, non avendo né potere, né competenza, in merito alla loro concreta realizzazione. Per il Porto Commerciale, l’elaborato prende atto del previsto ampliamento di tutte le banchine e, in particolare, della colmata di cemento che si intende fare sull’approdo naturale delle piccole imbarcazioni lungo via Ligea-Porto, A parte i possibili danni all’ambiente, deprecabili e denunciati da Associazioni e cittadini, sono da escludere effetti sulla balneazione trattandosi di un’area portuale già PERMANENTEMENTE VIETATA. Questo vale anche per l’approdo di Santa Teresa e per la riqualificazione del Masuccio. Stranamente, però, l’arenile a ovest dello scalo commerciale è riportato nella Tabella 9, tavola 7, diviso in tre zone: una concedibile, ma esclusa dal calcolo del fronte mare perché, forse, contesa da Vietri, una libera e una NON BALNEABILE proprio di fianco. Chissà perché. Per quest’area, il PAD descrive pure il progetto di ripascimento, che in realtà dovrebbe definirsi di ‘nuova spiaggia’, con il quale si intende realizzare un arenile, auspicabilmente non di pietrisco, sul quale andare a passeggiare in costume senza poter mettere un piede in acqua. Per realizzarlo, dovrà essere spostata in avanti, nel mare, l’attuale scogliera frangiflutti e se ne dovrà realizzare un’altra più in profondità verso il largo. Essendo un intervento con finalità solo scenografiche, sarebbe interessarne comprenderne le concrete motivazioni. Spendere una cifra di sicuro superiore ai 100milioni di euro, senza costrutto, sembrerebbe inopportuno per un Città con ‘le pezze al sedere’ dove perfino le famiglie con ISEE zero (proprio zero) sono costrette a pagare il pasto dei bimbi a scuola. A meno che, esclusa la balneazione se, però, sarà fatto rispettare il divieto soprattutto per la salute, non si pensi ai possibili vantaggi per le attività concessionarie per altre finalità, come chioschi, chalet e ristorazione. A parte, ovviamente, le utilità per l’impresa vincitrice della gara. In verità, non sembra che il gioco valga la candela, come si dice. E’ un’opinione. Per il Porticciolo di Pastena, il documento accoglie e illustra il progetto commentando le modifiche ‘morfologico-funzionali’ che saranno apportate al tratto di costa. La lunghezza dell’approdo dovrebbe essere di almeno 550metri ai quali aggiungerne atri 100 come zona di rispetto prevista dalla Legge. Facendo salvo ogni errore, si perderebbe la balneabilità del fronte mare dalla Caravella al Colombo. Chi ne sa di più è pregato di rettificare. Grazie. Passando, infine, agli interventi di ripascimento lungo la costa a est, l’elaborato riferisce le caratteristiche dei diversi ambiti e riporta la puntuale descrizione di quello che dovrà interessare la zona tra Marina di Arechi e fiume Picentino. Si legge che il progetto introdurrà “un nuovo sistema ecologico e paesaggistico capace di coniugare protezione costiera, qualità urbana e fruizione pubblica attraverso interventi di ripascimento e ricostruzione dei sistemi dunali ed è caratterizzato dall’utilizzo di soluzioni basate sulla natura per contrastare l’erosione”. Ancora, che “il progetto restituisce continuità al water-front orientale e ne rafforza la resilienza ambientale…rappresentando una delle trasformazioni più significative dell’intero fronte costiero”. Certamente sarà così. Peccato, però, che nulla dica delle condizioni del mare, in quella zona, e della concreta possibilità che, almeno dal Fuorni al Picentino, possa essere applicato un divieto permanente di balneazione. Lo abbiamo denunciato l’altra volta. E, quindi: “una spiaggia a cosa serve se il mare non serve?” In aggiunta alla descrizione del ripascimento milionario, forse qualcosa si poteva dire sulle prospettive di effettivo utilizzo dell’area. A questo punto, il documento passa a misurare la lunghezza del progettato fronte mare, con relative superfici, sia delle spiagge libere che di quelle in concessione. Di seguito, parleremo solo del fronte mare, perché di più immediata percezione, E, così, la lunghezza delle spiagge libere è quantificata pari a 2.167 metri (pag. 37 Relazione) sui complessivi 3.037 corrispondenti alla misurazione della attuale situazione di fatto (pag. 22). Epperò, manca il dettaglio. Sarebbe stato utile perché, proprio per la zona a est, il documento inserisce tre nuove zone a libera fruizione nel tratto dal Fuorni al Picentino (Tabella 9, tavola 7), benché Arpac dichiari la pessima condizione del mare colorandolo in Nero (divieto assoluto) e Rosso (acqua ‘scarsa’ e, quindi, vietata). Così come per l’arenile a est dell’Irno fino all’ex Ostello. E, quindi, “come si è arrivati a 2.167 ml?” E’ utile ricordare che nel nostro commento il fronte mare utilizzabile liberamente è di appena 965 ml. Per le future spiagge in concessione, il documento propone 18 postazioni, di cui 11 con fronte mare di 100 metri ciascuna, 5 minori e 2 superiori: il Lido, di 150 metri, e l’arenile a est del Marina di Arechi, di 155 metri. La lunghezza totale è indicata in 1.633 metri a fronte dei 2.415,85 della situazione di fatto. Anche qui sarebbe utile il dettaglio visto che, diversamente, nella nostra ricostruzione siano arrivati a 1.735,08. Cioè, di più. Comunque sia, alla fine il rapporto libere/in concessione è calcolato pari al 57%. Nel nostro commento è del 36%. Si vedrà. Il punto nodale è chiaro: se il PAD è documento amministrativo, è comprensibile che guardi alla situazione attuale e la governi, ma se è anche di tutela ambientale e di programmazione, il suo contenuto dovrebbe essere meno lacunoso, salvo ogni errore, per evitare che possano essere poi assunte decisioni frettolose o inconsapevoli. In particolare, nulla riferisce in merito alla situazione della costa tra Mercatello e Torre Angellara dove sono presenti l’ex Colonia Marina e la Caserma della Guardia di Finanza. Sono aree con vincoli? In verità, per la prima, dopo il fallimento del progetto della Casa di Comunità che aveva giustificato lo sfratto di ‘Soccorso Amico’, l’Asl ha deciso la vendita ai privati. Per la seconda, la Guardia di Finanza è da circa due anni in attesa di nuova sistemazione. Una domanda, “cosa potrà accadere lungo quel fronte?” Il PAD poteva fare uno sforzo in tal senso. Il mare appartiene a tutti i cittadini per diritto di nascita. E’ una risorsa che va gestita nel loro esclusivo interesse per finalità economiche e, soprattutto, per il benessere, la salute e la vita. Per questo, il PAD dovrebbe essere un documento di programmazione per il migliore utilizzo, con chiarezza e precisione, di una ricchezza immensa alla quale ambiscono molti ‘prenditori’. Forse, si può fare di più. Come sempre, resta ferma una convinzione: Salerno ha bisogno di vero amore. *Ali per la Città P.S.: si tratta di una ricostruzione in cerca di verità, non per avanzare accuse. In ogni caso, per la complessità della materia, si fa salvo ogni errore