Erri De Luca a Ebraica: 'odio nuoce a chi lo provoca e non a chi lo riceve - Le Cronache Ultimora
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Erri De Luca a Ebraica: ‘odio nuoce a chi lo provoca e non a chi lo riceve

Erri De Luca a Ebraica: ‘odio nuoce a chi lo provoca e non a chi lo riceve

“Oggi si polarizzano le parole, diventano slogan e se non le adotti sei un traditore. Sionista e’ diventato erroneamente sinonimo di espansionismo, e invece definisce il diritto di Israele ad esistere, chi dice che devono esserci due Stati e’ sionista”: lo ha detto Erri De Luca, intervistato da Maurizio Molinari nell’incontro inaugurale dal titolo ‘Difendiamo le parole’ del Festival Ebraica, arrivato alla sua 19esima edizione. “Chi e’ antisionista e’ Hamas”, ha aggiunto, “serve il suo disarmo per far si’ che il popolo palestinese possa avere le sue elezioni”. “La veemenza con cui sono stato attaccato dopo la mia intervista a un giornale israeliano e le mie parole su sionismo e genocidio”, ha osservato lo scrittore, “e’ stata violenta ma non mi ha fatto male, l’odio nuoce a chi lo provoca e non a chi lo riceve”, ha sottolineato il 76enne scrittore napoletano appena escluso dal Festival Salerno Letteratura proprio per il suo pensiero sul sionismo. “Sono stato in molte zone di guerra e di fronte alle perdite di vite civili nelle battaglie che si svolgono nei centri abitati la parola adatta e’ massacro”, ha osservato, “non ce l’ho con chi usa il termine ‘genocidio’ ma non mi faccio mettere le parole in bocca, significa che non sono stati in quei posti. Io sono uno scrittore e un lettore, la lettura migliora il sistema immunitario, mi muovo nell’ambito del vocabolario italiano, devo difendere le parole, reagire allo spaccio di vocabolario falso. Cosi’ come respingo la parola propagandistica ‘invasione’ al posto di ‘flusso migratorio’ respingo il termine genocidio, ci dobbiamo impegnare per la liberta’ di parola per tutti”. A Maurizio Molinari che lo ha sollecitato sul ruolo dei social nell’amplificazione della violenza verbale, De Luca ha quindi risposto: “Io li definisco ‘asocial’ sono spie di malanimo non hanno niente a che vedere con la socialita’. Non diamo troppa importanza a questa discarica di emotivita’. Ci si puo’ difendere da queste acidita’ di stomaco disinnescando i commenti. L’odio nuoce a chi lo provoca, non a chi lo riceve”