Vie della Fede. Salerno e Cina più vicine - Le Cronache Attualità
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Vie della Fede. Salerno e Cina più vicine

Vie della Fede. Salerno e Cina più vicine

di Antonio Manzo

È proprio la riscoperta della eredità e attualità di un Gesuita nato ad Acerno e morto a Shangai nella Cina dei Qing ad aprire a Salerno le Vie della Fede che portano in Cina. È la nuova evangelizzazione che nasce nella diocesi salernitana a 200 anni dalla nascita del gesuita acernese finora sconosciuto al grande pubblico, prim’ancora che alla stesa Chiesa salernitana. Le Vie della Fede aperte dall’arcivescovo Andrea Bellandi sono state arricchite da due pregevoli relazioni del professor Antonio De Caro, storico dell’università di Zuribo, e del prof, Gianni Criveller missionario in Cina e direttore del centro Pime di Milano, ordine che ebbe tra i suoi protagonisti storici monsignore Gaetano Pollio, arcivescovo di Salerno che fu arrestato a Kaifeng dal regime comunista. E’ stata l’idea della professoressa teologa e direttrice dell’ufficio diocesano Cultura e Arte, Lorella Parente, sostenuta silenziosamente ma concretamente dal professo Francesco Manzo, a lanciare l’iniziativa alla quale Hanna preso parte il sindaco di Acerno Massimiliano Cuozzo e il giovane consigliere del forum dei giovani di Acerno Karol Potolicchio. L’occasione storica è quella che dopo 61 anni di contatti fra le più raffinate diplomazie del pianeta, sì è giunti allo storico Accordo Santa Sede-Cina sottoscritto la prima volta il 22 settembre 2018 e già prolungato due volte, nell’ottobre 2020 e nell’ottobre 2022 e si rinnova il 24 ottobre non per i soliti due anni ma per altri quattro. Così si è posto fine a una lotta di potere cattolica romana durata decenni sulla nomina dei vescovi cinesi. Il Vaticano ha descritto una “situazione completamente cambiata” da quando l’accordo è stato firmato per la prima volta, sottolineando che 10 vescovi erano stati ordinati e che la Cina aveva ufficialmente riconosciuto “i ruoli pubblici di diversi vescovi precedentemente non riconosciuti”. Si stima che in Cina ci siano dai 10 ai 12 milioni di cattolici. Per decenni, il Vaticano ha lavorato con attenzione e tenacia per raggiungere un accordo con il governo cinese sulle operazioni della Chiesa in Cina, sostenendo che era necessario porre fine a questo scisma. Quando l’accordo è stato rinnovato per la prima volta nel 2020, ha dovuto affrontare l’opposizione pubblica dell’amministrazione Trump. L’allora segretario di Stato Mike Pompeo avvertì che il Vaticano stava mettendo a repentaglio la sua autorità morale. Un cambio di rotta si deve alla firma dell’Accordo, apprezzato dal Segretario di Stato dellla Santa Sede, Cardinale Pietro Parolin. Di qui, in Cina non si sono più verificate ordinazioni episcopali illegittime, quelle celebrate senza consenso papale, che dalla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso avevano ferito la comunione ecclesiale e provocato lacerazioni tra i cattolici cinesi. Negli ultimi sei anni, nella Cina continentale sono state celebrate nove nuove ordinazioni episcopali cattoliche, con procedure che implicano l’emissione della bolla di nomina da parte del Papa. Nello stesso tempo, otto vescovi cosiddetti “clandestini”, consacrati in passato senza seguire i protocolli imposti dagli apparati cinesi, su loro richiesta sono stati pubblicamente riconosciuti nel loro ruolo episcopale anche da parte delle autorità politiche di Pechino. La nuova offensiva ideologica riporta al centro della discussione l’accordo firmato tra la Santa Sede e la Cina nel 2018 sulla nomina dei vescovi. Il patto, i cui termini restano riservati, è stato rinnovato per la terza volta nel 2024 e rimarrà in vigore fino al 2028. gli scenari più complessi per la libertà religiosa nel mondo. Si fa la provvidenziale circostanza per l’arcivescovo Andrea Bellandi di poter aprire le Vie della Fede da Salerno alla Cina con il beneficio dello studio e delle idee di uno die più noti teologi di missiologia al mondo. È il sacerdote ebolitano di nascita, Alessandro dell’Orto, che dopo decenni a Taiwan è ora docente all’università pontificia Urbaniana. Padre Alessadndro Dell’Orto dopo aver conseguito il dottorato in Antropologia sociale presso l’Università di Londra, The School of Oriental and African Studies dal 1989 ha condotto numerose ricerche di campo in Cina Popolare e a Taiwan, luoghi dove ha vissuto per dodici anni. I suoi principali interessi sviluppano temi collegati all’approfondimento dell’antropologia della Cina e delle religioni cinesi. Attualmente insegna presso la Pontificia Università Urbaniana, dove è titolare della cattedra di Antropologia sociale e culturale nella Facoltà di Missiologia. Dal 2007 al 2017 è stato direttore del Centro Studi Cinesi della medesima Università. Si aprono così le Vie della Fede da Salerno a Shangai-.