Pallante, lasciò la Pezzullo per non tradire la Dc - Le Cronache Attualità
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Pallante, lasciò la Pezzullo per non tradire la Dc

Pallante, lasciò la Pezzullo  per non tradire la Dc

Lui. l’ingegnere Pietro Pallante, fu protagonista del caso politico delle elezioni 1987 più eclatante per aver rifiutato di passare nel Sistema Socialista dell’epoca lasciando la Democrazia Cristiana. E lui pagò con il licenziamento dal posto di lavoro dall’azienda Pezzullo di Eboli che aveva nell’agone elettorale dell’epoca il suo titolare Sossio Pezzullo, imprenditore e candidato poi eletto al Senato. Pietro Pallante non è più. Ingegnere, esponente di spicco della generazione dei quarantenni democristiani, assessore ai lavori pubblici all’epoca (la sua firma e il suo impegno nella realizzazione del palazzetto dello sport ad Eboli oggi mèta dei cantanti nazionali e non). Pietro Pallante era di una famiglia di Caposele che arrivò ad Eboli negli anni Cinquanta. Non non volle cedere alle lusinghe del suo “padrone” candidato e alla fine non volle cedere. Cinque righe dattiloscritte che l’inviato de Il Mattino Gino Liguori, riportò sul giornale. Eccole: ”Mi dimetto, difendo così la mia dignità di uomo e di professionista. Ho una fede da difendere, non posso seguire chi l’ha tradita” disse con diretto riferimento al passaggio di Sossio Pezzullo tesserato democristiano al Partito Socialista Italiano di Carmelo Conte. Fu il caso del giorno, anche a livello nazionale. Si dimise dall’incarico di direttore tecnico del pastificio “Pezzullo”. Era da due anni assessore ai lavori pubblici. Di origine irpina (era nativo di Caposele dove oggi saranno celebrati i funerali) spese il suo impegno politico in favore della Democrazia Cristiana per aderire poi all’Udc Costituente di Centro con Pierferdinando Casini. Da sei anni Pietro Pallante e l’imprenditore Sossio Pezzullo andavano a braccetto per l’impegno in azienda, Si dividevano anche qualche ora di svago. Il tennis era l’hobby preferito da entrambi. Pallante ricoprì anche incarichi nella federazione provinciale tennis, portò ad Eboli la passione in un circolo che ebbe frequentatori notevoli negli anni Settanta. Quando Sossio Pezzullo e Carmelo Conte, allora ministro Psi, gli proposero di dimenticare l’impegno nella Dc in nome dell’amicizia e vantaggi futuri, Pietro Pallante obbedì alla sua coscienza. Solo a quella. Ant.man.