Da Acerno a Shangai, vita di un missionario gesuita - Le Cronache Ultimora
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Da Acerno a Shangai, vita di un missionario gesuita

Da Acerno a Shangai, vita di un missionario gesuita

Antonio Manzo

Da Acerno a Shangai. Dalla nascita in Campania alla missione in Cina. E’ il percorso di vita di Angelo Andrea Zottoli , e che ora la Chiesa salernitana fa riscoprire negli anni della ripresa dei rapporti Cina-Stato Città del Vaticano. Se ne parlerà giovedì prossimo a Salerno al Museo Diocesano alle ore 18. I relatori principali della manifestazione sono l’arcivescovo Andrea Bellandi, la teologa Lorella Parente e Massimiliano Cuozzo sindaco di Acerno. Particolarmente significativo l’intervento dell’arcivescovo Bellandi che siede su una cattedra episcopale che già fu del suo predecessori Gaetano Pollio, missionario in Cina. Angelo Andrea Zottoli è stato un prete missionario dell’ordine dei gesuiti originario di Acerno, oltre ad essere prete missionario è stato un grande sinologo ovvero studioso di cultura cinese, Fece costruire una biblioteca a Shangai Angelo Zottoli il gesuita missionario di Acerno. Nel corso del XIX secolo è stato missionario in Cina i preti missionari che hanno origini italiane sono una tradizione che risale a Matteo Ricci che è in fase di canonizzazione da parte del Vaticano. A proposito di missionari in Cina il nostro arcivescovo Bellandi ha ricordato in questo contesto Monsignor Gaetano Pollio, che è stato vescovo della nostra diocesi dal 1969 al 1984, Pollio fu da prete missionario uno dei membri del clero cattolico ad essere espulso dal regime comunista cinese. L’opera dei gesuiti missionari (non cinesi) in Cina nel periodo che va dal 1842 al 1954, ricompreso l’arco temporale di Angelo Andrea Zottoli (1857-1956) , cioè fino a quando furono espulsi dal Paese, presenta luci ed ombre: creando comunità cristiane come base per future Chiese locali, i gesuiti realizzavano la missione universale della Chiesa; tuttavia per lo più imposero ai cinesi un modello di formazione europeo. In particolare, i progressi missionari furono aiutati, ma al tempo stesso anche ostacolati, dall’accettazione del protettorato francese. Esso favorì la diffusione dei contatti missionari, offrendo sostegno e talora anche il contributo della forza quando i burocrati cinesi si opponevano ai missionari. I cinesi convertiti sapevano che, quando venivano perseguitati o semplicemente trattati ingiustamente, potevano chiamare i potenti europei in loro difesa. Inoltre, per molti cinesi poveri diventare cristiani comportava benefìci sociali, soprattutto nel campo dell’istruzione e negli aiuti in caso di inondazioni o di siccità. E dalla presenza e dall’influenza delle potenze europee nella modernizzazione della Cina, in ultima analisi, i cinesi stessi trassero beneficio, perché in molti di loro si destò il desiderio di lottare per uno Stato moderno altrettanto forte di quello delle nazioni europee che avevano occupato la Cina. Per valutare correttamente i metodi missionari di quei gesuiti, conviene esaminare quale sia stata l’evoluzione della pratica missionaria cattolica e collocarla nel contesto della storia della missiologia cattolica. D’altra parte, il modello auspicabile per il futuro impegno missionario in Cina dovrebbe corrispondere a quello promosso da Ricci e dai suoi compagni nel XVII e nel XVIII secolo: un modello di adattamento e di inculturazione per immergersi nella cultura cinese con tutta la sua diversità e offrirle nuove intuizioni dalla prospettiva europea. Nel trattare con la Cina di oggi, qualsiasi relazione dev’essere di reciproco arricchimento. La Chiesa in Cina potrebbe così finalmente essere percepita, all’interno del Paese, come una realtà svincolata da qualsiasi potenza straniera, e tuttavia parte rilevante della Chiesa universale. Angelo Andra Zottoli nacque ad Acerno il 21 giugno 1826, da Francesco e da Carolina Tisi. Prese il nome dallo zio Angelo Andrea Zottoli, vescovo titolare di Anastasiopoli e vicario generale dell’arcivescovo di Salerno. fuggì dalla casa paterna per rifugiarsi, il 2 maggio 1843, a Napoli sotto la protezione del padre provinciale Francesco Manera che lo accettò nella Compagnia di Gesù per poi inviarlo, il giorno seguente, presso il collegio di Sorrento per iniziare il suo noviziato sotto la guida dei padri Enrico Borgianelli, prima, e Michele Portanova, poi. Zottoli fece i primi voti il 3 maggio 1845 per poi essere ordinato in minoribus il 18 maggio proprio da monsignor Zottoli, suo zio, che avversò duramente la sua vocazione. Fu scelto insieme ad altri giovani gesuiti per rinfoltire le fila dei missionari italiani a Zi-ka-wei (Xujiahui), un villaggio a sud di Shanghai che attualmente è un quartiere della città. In occasione del suo cinquantenario come missionario in Cina, Angelo Andrea Zottoli narrò le difficoltà incontrate nel lungo viaggio da Malta fino in Cina, che vennero successivamente riportate da un suo confratello. Arrivato a Shanghai, Zottoli fu assegnato all’insegnamento della teologia mentre i suoi compagni di viaggio Francesco Adinolfi e Luigi Massa furono assegnati rispettivamente all’insegnamento della filosofia e della grammatica. Zottoli in Cina utilizzò testi canonici riguardanti questioni teologiche su Dio e questioni dottrinali sulla Chiesa. Il testo, in latino con annotazioni in francese, italiano ed ebraico, è denso di riferimenti alle dottrine tomiste, soprattutto concernenti la creazione del cosmo e dell’uomo, e incentra la sua attenzione anche su aspetti più eterodossi come le teorie scientifiche a lui contemporanee. Una grande opera di riscoperta dell’arcivescovo Bellandi a favore della comunità salernitana.