È molto forte il racconto di Claudio Cioffi, agente di polizia locale. Nella notte tra Pasqua e Pasquetta, stava percorrendo con un amico la Sp 52. Per causa da accertare, il mezzo è finito fuori strada fermando la sua corsa nel greto del fiume Tanagro. L’agente e l’amico si sono dunque fermati e lanciati nel fiume per prestare soccorso. “Dopo aver visto L’auto che ci ha superato in modo molto aggressivo, a una velocità non adeguata alla strada, tanto da sentire proprio l’onda d’urto mentre passava – racconta – arrivati a un incrocio, abbiamo visto che il conducente ha provato a svoltare, ma qualcosa è andato storto. Probabilmente ha perso il controllo del mezzo ed è finito fuori strada, sparendo dalla nostra visuale. Scendendo dall’auto abbiamo visto chiaramente i segni delle gomme sull’asfalto che portavano fuori carreggiata. Avvicinandoci, abbiamo capito cosa era successo: la macchina era finita nel fiume sottostante, parzialmente immersa e inclinata. Senza pensarci troppo siamo scesi lungo l’argine, che era ripido e pieno di vegetazione, e siamo entrati in acqua. Era buio totale, ci siamo aiutati solo con le torce dei telefoni. Con difficoltà siamo riusciti ad aprire la portiera lato passeggero e a tirare fuori il ragazzo che era alla guida. La situazione era delicata, perché l’auto stava iniziando a riempirsi d’acqua e c’era il rischio che si spostasse completamente nel letto del fiume. Fortunatamente siamo riusciti a tirarlo fuori in tempo. Lo abbiamo aiutato a risalire l’argine e portato sulla strada. Era cosciente, ma molto disorientato e faceva fatica a stare in piedi. Presentava qualche contusione, ma niente che facesse pensare a qualcosa di grave nell’immediato. Una volta messo in sicurezza, siamo tornati anche a recuperare alcuni effetti personali dall’auto, tra cui il telefono, che ci è servito per contattare i familiari. Nel frattempo il ragazzo si è ripreso sempre di più, ma ha rifiutato l’intervento del 118. Considerando anche il freddo, c’erano circa 4 gradi, ci siamo riparati in macchina in attesa. Dopo un po’ è arrivato il padre – continua – che lo ha preso con sé per portarlo a casa. Successivamente è stato richiesto anche l’intervento di una ditta specializzata per il recupero del veicolo dal fiume. Una volta verificato che non ci fossero ulteriori pericoli né per il ragazzo né per la circolazione, siamo andati via. Tutto si è concluso intorno alle 3:30 – termina – senza altre complicazioni”. red.cro





